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Corteo storico, diradata la nebbia si gettano le basi per un nuovo corso

ORVIETO – Punto e a capo. Silverio Tafuro, da poco rieletto a presidente dell’associazione Lea Pacini che gestisce il corteo storico, ha voluto tirare una linea addolcendo il clima per nulla disteso generatosi dall’ultima riunione del comitato di gestione.
Al centro della querelle una serie di dinamiche e personalismi (le dimissioni di Franco Barbabella e la sfiducia a vicepresidente di Roberto Ferrari) che hanno rischiato anche di mettere in discussione decenni di lavoro e di sacrifici.
«Oggi si riparte con nuovi stimoli – ha detto in conferenza stampa – animati da nuove idee. Nel più pieno spirito di collaborazione e collegialità, ci appelliamo alla città affinché chiunque sia di supporto al nostro corteo nella volontà di creare, intorno a questo evento simbolo per Orvieto, anche altri appuntamenti e iniziative. Il corteo è il nostro fiore all’occhiello e siamo orgogliosi di tenerlo vivo ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti».

Forti dell’appoggio del sindaco che ha sottolineato la volontà del Comune di chiudere, entro il mese di febbraio, il cartellone degli eventi a corollario per cui molte realtà associative orvietane si stanno già muovendo, Tafuro ha presentato il nuovo comitato di gestione.
Lo compongono, nel ruolo di vicepresidente, Lucio Riccetti. Consiglieri: Alberto Bellini, Giuseppe Andrei, Franco Pietrantozzi, Stefano Nulli, Federico Mandini, Roberto Stella e Sandro Ciotti.
Per quanto riguarda la sfilata in sé, potrebbero esserci delle sorprese, a partire da qualche possibile nuovo ingresso o qualche cambio nei vari step della sfilata, come l’ipotesi di non proporre più il saluto del podestà al capitano del Popolo in piazza della Repubblica. Sarebbero anche queste ventilate ipotesi di “cambiamento” ad aver contribuito a generare nell’ultimo periodo un clima di sfiducia e tensione.  Come non notare, a qusto proposito, l’assenza in conferenza, del decano Alberto Bellini, figura storica del corteo.
«Al momento si tratta solo di idee – ha precisato Tafuro – ciò che non cambierà sarà la presenza ad esempio delle dame per la Palombella. Il corteo, come sempre, uscirà la domenica successiva (18 giugno, ndr) ma a corollario abbiamo previsto una serie di eventi per potenziarne la presenza». Una new entry sarà Ludi 1264, evento alla fortezza dell’Albornoz la cui organizzazione è stata affidata a Gianluca Foresi. E poi ancora ritornerà Ovieto in Fiore e «forse – ha annunciato ancora il presidente – potremmo essere coinvolti nell’ostensione del Sacro Lino alla città».


Al di là di qualche inevitabile defezione e malumore, comunque, le premesse per creare un calendario ricco sembrerebbero esserci tutte. Anche grazie all’accantonamento in bilancio di circa 30mila euro, frutto di qualche contributo e dei tesseramenti (170 soci). «E’ la prima volta che succede e quest’anno, inoltre – ha detto Tafuro – presenteremo un progetto al Gal per usufruire di alcuni fondi aprendo così nuovi spiragli».
Fatta tesoro dell’esperienza dell’anno scorso che, a causa del maltempo, ha fatto rientrare tutti i figuranti di fatto impedendone la sfilata con non poche polemiche, il comitato sta studiando un’eventuale alternativa. «Dobbiamo essere pronti ad ogni evenienza – ha rimarcato il presidente – studiando sia un piano A che un piano B magari posticipando, in caso di pioggia, l’uscita del corteo». Tra le esigenze a stretto giro c’è anche quella di rivedere lo statuto dell’associazione redatto nel 1991 dal professor Cavallo su disposizione della signora Lea Pacini. (Sa.Simo)

4 Febbraio 2017

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