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CAST INTERNAZIONALE PER “COSI’ FAN TUTTE” DI MOZART

Grande attesa per il “Così fan tutte”, l’opera più divertente di W. A. Mozart, che andrà in scena martedì 7 e mercoledì 8 agosto alle ore 21.15 nella bellissima cornice del Teatro “Luigi Mancinelli” con il patrocinio del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto. Lo spettacolo, prodotto dall’Associazione Spazio Musica sarà interpretato da giovani cantanti già in carriera, provenienti da tutto il mondo, che, giunti ad Orvieto, si sono perfezionati nell’esecuzione dell’opera mozartiana sotto la guida di maestri di chiara fama come il direttore Fabio Maestri, la cantante e regista Gabriella Ravazzi e il pianista Roberto Mingarini.

Lo spettacolo che va in scena è frutto di una lunga preparazione durata un mese che ha visto gli interpreti lavorare nell’ambito del “Laboratorio Lirico Spazio Musica”, prestigiosa realtà che da anni porta al debutto giovani artisti. Sul podio, a dirigere l’Orchestra Spazio Musica, il giovane direttore Michele Biuso che ha al suo attivo la direzione di “Gianni Schicchi” di G. Puccini e “La Cambiale di Matrimonio” di G. Rossini.

Regia di Gabriella Ravazzi, fondatrice e Direttore artistico di Spazio Musica. Da quindici anni molto attiva come regista d’opera, ha messo in scena più di venti titoli del grande repertorio operistico. In oltre trent’anni di carriera ha cantato in ruoli principali circa 120 opere ospite dei più importanti teatri europei (Scala di Milano, Opera di Parigi, Gran Liceo di Barcellona, Regio di Torino E Parma, Teatri Dell’opera di Roma, La Fenice di Venezia, S. Carlo di Napoli, Massimo di Palermo, Real di Madrid, Ente Arena di Verona), e tenuto concerti nelle più prestigiose stagioni in Italia e all’estero. Ha inciso dischi e CD. Le sono stati assegnati i premi: NOCI D’ORO e STHENDAL e nel ‘94 il 1° premio delle Scuole di Canto Italiane. Già docente di Conservatori di Stato, tiene corsi e Master Classes in Italia e all’estero.

I costumi provengono dal Teatro San Carlo di Napoli, le luci sono di Graziano Albertella, light stilist designer del Festival dei due Mondi di Spoleto.

Roberto Mingarini, specializzato nel repertorio operistico e da camera, ha collaborato con cantanti di fama internazionale quali Katia Ricciarelli, Gabriella Ravazzi e molti altri.

Fabio Maestri, direttore d’orchestra, pianista e compositore, ha diretto le principali Istituzioni italiane ed estere quali: “Belcanto Festival” di Dordrecht (Olanda), Teatro dell’Opera di Nizza, “Atelier Lyrique de Tourcing” (Francia), Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Comunale di Bologna, “Festival delle nazioni” di Città di Castello, “Ravenna Festival”, Teatro Massimo di Palermo etc. Per molti anni ha collaborato con il Teatro San Carlo di Napoli come direttore musicale di palcoscenico. Numerosa la discografia, da Pergolesi ai contemporanei. Sue composizioni sono state eseguite dai più noti solisti, premiate e segnalate in diversi concorsi e rassegne. Ha curato numerose revisioni di opere di G. B. Pergolesi, G. F. Haendel, Padre Martini, Morlacchi, N. Vaccaj, J. Haydn. Dal 1984 al 1990 è stato assistente al Corso di Composizione tenuto da Franco Donatoni all’Accademia Chigiana di Siena. Docente presso il Conservatorio Statale di Musica di Terni e dal 2005 docente di direzione d’orchestra ai laboratori lirici estivi e all’Accademia annuale di Spazio Musica.

I biglietti, del costo di € 22,00 intero e € 18,00 ridotto, possono essere acquistati in loco oppure prenotati al numero telefonico 338 9572665 e ritirati presso la biglietteria aperta un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Notizie sull’opera

Così fan tutte, ossia La scuola degli amanti (K 588) è un’opera lirica in 2 atti di Wolfgang Amadeus Mozart. È la terza ed ultima delle tre opere italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo da Ponte. Il verso di Don Alfonso: «E’ la fede delle femmine come l’Araba fenice: che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sà!» è divenuto proverbiale. In una bottega di caffè a Napoli, assieme a Don Alfonso siedono i due ufficiali Ferrando e Guglielmo che vantano la fedeltà delle loro fidanzate, Dorabella e Fiordiligi (casualmente definite “ferraresi”). Don Alfonso li contraddice affermando che la fedeltà femminile non esiste e che, se si presentasse l’occasione, le due innamorate dimenticherebbero i loro fidanzati e passerebbero a nuovi amori. I due intendono sfidarlo a duello per difendere l’onore delle future spose. Viene organizzata una scommessa: Ferrando e Guglielmo fingono di partire e ritornano travestiti da ufficiali albanesi, Don Alfonso presenta gli ufficiali come suoi cari amici. Alle loro rinnovate e caricaturali offerte d’amore. Fiordiligi e Dorabella sostengono che risponde che serberanno fedeltà agli amanti fino alla morte. Don Alfonso si allontana con gli albanesi, che poco lontano fingono di bere un veleno lasciando i due agonizzanti davanti alle esterrefatte sorelle, che iniziano a provare compassione. Arriva Despina travestita da medico che fa rinvenire gli albanesi toccandoli con una calamita. I finti albanesi rinnovano le dichiarazioni di amore e abbracciano le donne. Despina e Don Alfonso guidano il gioco esortando le donne ad assecondare le richieste dei nuovi spasimanti resuscitati. Fiordiligi e Dorabella vengono convinte da Despina a ‘”divertirsi un poco, e non morire dalla malinconia”, senza mancare di fede agli amanti, s’intende. Giocheranno, nessuno saprà niente, la gente penserà che gli albanesi che girano per casa siano spasimanti della cameriera. Resta solo da scegliere: Dorabella, che decide per prima, vuole Guglielmo, e Fiordiligi apprezza il fatto che le spetti il biondo Ferrando. Il gioco continua. Alla fine nella sala illuminata, con la tavola imbandita per gli sposi, Despina organizza i preparativi e il coro di servi e suonatori inneggia alle nuove coppie. Don Alfonso si giustifica: ha agito a fin di bene, per rendere più saggi gli sposi. Le coppie si ricompongono e tutti cantano la morale: “Fortunato l’uom che prende / ogni cosa pel buon verso, / e tra i casi e le vicende / da ragion guidar si fa”.

È la fede delle femmine come l’Araba fenice: che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa!

4 Agosto 2012

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