di Roberto Pace
Per il Ciconìa calcio si avvicina il momento di festeggiare i primi quarant’anni. La data coinciderà più o meno con la chiusura della stagione che va a iniziare. Era il 1987, quando, un gruppo di residenti nella popolosa frazione decise che per il quartiere era l’ora dotarsi di una squadra di calcio. Onestamente, va detto che l’impatto sugli abitanti non riscosse subito un grande successo salvo periodi nei quali è arrivato al vertice del club qualche leader carismatico. Comunque, grazie alla perseveranza mai venuta meno i biancocelesti hanno sempre onorato al meglio l’impegno sportivo senza troppa esaltazione per i successi e senza abbattersi ma cercando di ripartire ogni qualvolta le cose non sono filate per il verso giusto. Il rammarico per non trovare sponda adeguata nei residenti non è, comunque, del tutto scomparso pur non essendo più di primo piano.
Questo, perché l’attuale gruppo dirigente che è un bel mixer tra giovani e diversamente tali ha realizzato che, se la montagna non va da Maometto…. va presa l’iniziativa di muoversi e andare noi verso la stessa. Sarebbe a dire – ci racconta l’attuale Presidente del club Marco Spallaccia – che siamo noi a aderire o a promuovere le più variegate iniziative di quartiere che consentono farci conoscere e, se possibile apprezzare, ripagati da riscontri positivi alla sussistenza della Società. Marco, uno dei giovani del gruppo, è cresciuto nell’ambiente e incarna bene la filosofia del “Cicu”. “La nostra forza è tutta nella collegialità con la quale viene presa ogni decisione, da quella minimale alla più importante. Ciò, permette di tirare tutti dalla stessa parte sempre e comunque. Io sono alla presidenza da circa tre anni e quando sarà il momento subentrerà un altro degli amici, perché questo siamo, e così via”.
La scomparsa dell’Orvietana, che se ne dica, ha modificato l’assetto calcistico del territorio. Il Ciconìa è adesso la seconda forza: “ L’uscita dell’Orvietana è da considerarsi un danno per il movimento. Noi tutti, io compreso, siamo cresciuti nella sua orbita anche non partecipando direttamente alla sua gestione comunque valutata sempre quale approdo sicuro da cui apprendere. Nel corso degli anni, nel nostro piccolo, abbiamo consentito il divertimento a tanti giovani cui era stata preclusa la carriera nelle categorie più titolate. Ne abbiamo tratto dei vantaggi che adesso vengono a mancare e penso sarà nostro compito ricercare nuove opportunità”.
Qualcuno vi considera il San Marino del calcio locale. Dicono che, con voi si stia bene perché non c’è quella pressione spesso dannosa:
“Se è così non possiamo che esserne felici. In realtà proviamo a essere in quel modo ma non è matematico il riuscirci. Una bella mano la sta dando Andrea Valterio, allenatore riconfermato. Oltre a essere professionalmente preparato ha un carattere e una linea di comportamento che fa solo bene all’ambiente. Il contorno, cioè noi, si sta adeguando con discreto risultato”.
Siete stati molto attivi sul mercato con parecchio lavoro per il direttore sportivo. C’è un cambio delle aspettative forse”?
“Nel Ciconìa non esiste la figura del D.S. La nostra non è presunzione solo che, anche in questo caso, preferiamo collegialità delle decisioni. Il fare meglio è sempre un obiettivo e speriamo di riuscirci. Verificheremo a breve”.
Marco deve scappare. C’è la chiusura della Festa di Fine Estate che incombe. Prima di lasciarci fa i nomi nuovi del tesoretto messo a disposizione di Andrea Valterio. Nell’ordine, – BIANCO RICCARDO- BONACCORSI LEONARDO- MONTEGIOVE MATTEO- PETRESCU ALBERTO- RADICCHIO SIMONE- RICCIUTI MATTIA- SACCOMANNI ANDREA- SEGHETTA EDOARDO- SIMONCINI FRANCESCO- ZERBI FRANCESCO










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