
di PrometeOrvieto
Già dalla scelta, del tutto irrazionale, di realizzare Casa della Comunità ed Ospedale di Comunità in piazza del Duomo era lecito sospettare che ai politici non fossero affatto chiari scopo e funzione di questi centri. Oggi, purtroppo, ne abbiamo avuto la conferma definitiva.
Pochi giorni fa l’Amministrazione comunale ha presentato un nuovo piano della viabilità. Ebbene, in questi annunci si parla di tutto, tranne che dell’apertura di un nuovo polo sanitario che dovrebbe portare in piazza duomo, secondo le nostre stime, tra le 100 e 200 persone ogni giorno, tra pazienti fragili ed accompagnatori, personale sanitario e mezzi di soccorso.
La tragicommedia del varco
Da tre anni chiediamo l’apertura di un tavolo tecnico sulla viabilità per gestire questo impatto e da tre anni veniamo ignorati. Il risultato è che l’incapacità di pianificare della politica ha generato soltanto un pannicello caldo: qualcuno pensa veramente che un varco ztl in via Soliana ed un semaforo in via Postierla siano la soluzione definitiva per regolare l’accesso? Peraltro, il progetto del varco è stato già bocciato una volta dal Ministero dei Trasporti, a cui avremmo potuto chiedere, vista la personale passione del titolare del dicastero, un ponte a campata unica da Porano, invece di un divieto di accesso a piazza Duomo.
Il caso Bologna
La verità è che in questa operazione si è data priorità assoluta al recupero urbanistico del 40% di un palazzo in abbandono (pagato a carissimo prezzo anche con fondi comunali per gli annessi), penalizzando i servizi sanitari. Dovremmo, a nostro avviso, guardare alle regioni che hanno i piedi per terra: a Bologna, ad esempio, è stato posizionato l’Ospedale di Comunità direttamente all’interno del polo del Sant’Orsola, spendendo per gli stessi posti letto meno della metà e riducendo drasticamente i costi ricorrenti, nonché attivandolo in tempi rapidi. Da noi, invece, si mettono le mani nelle tasche dei cittadini non solo con i tributi, ma non pianificando correttamente le opere, senza dare priorità alle cure e producendo extra-costi di investimento e gestione che ricadranno su di noi.
Il calendario delle promesse mancate
Veniamo alle tempistiche. La conclusione dei lavori edili ci era stata garantita per marzo 2026, poi c’è stato lo slittamento ad aprile. Siamo a metà maggio ed i lavori edili sono ancora in corso. Nessuno dice nulla, ma il ritardo edilizio è solo la punta dell’iceberg; ad oggi, a fronte di una legge nazionale chiara (del settembre 2022) che definisce i servizi da fornire, non è nota la pianificazione sanitaria. Quali servizi erogherà concretamente questa struttura?
La confusione scambiata per rilancio
La morale che emerge da questa vicenda è che la Regione ed il Comune non si coordinano, non pianificano e non individuano le priorità. Ancora oggi qualcuno è convinto che piazzare la CDC in piazza duomo significhi “riportare residenti” nel centro storico. La realtà è invece che, ignorando completamente l’impatto sulla viabilità, si porterà soltanto confusione.








