Ridurre il disagio abitativo attraverso il recupero del patrimonio pubblico esistente. È questo il senso delle azioni presentate a Palazzo Donini dall’assessore regionale alle Politiche abitative, Fabio Barcaioli, insieme al presidente di Ater Umbria, Federico Santi. Presenti per l’occasione anche il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori e il direttore generale di Ater Umbria, Andrea Napoletano.
L’intervento punta a restituire all’uso centinaia di appartamenti pubblici che necessitano di lavori, così da ampliare in tempi rapidi la disponibilità di abitazioni per le famiglie umbre. La Regione Umbria ha destinato 20 milioni di euro dei fondi europei Fesr al recupero degli immobili. Le risorse permetteranno ad Ater Umbria di intervenire su circa 700 alloggi attualmente non assegnabili. Gli appartamenti fanno parte del patrimonio pubblico regionale gestito dall’azienda, che conta complessivamente 9.538 abitazioni. Al momento sono 1.276 quelle che necessitano di interventi di ripristino.
“Avere una casa sicura è un diritto fondamentale – ha sottolineato – l’assessore Fabio Barcaioli – ed è per questo che abbiamo scelto di investire 20 milioni di euro per recuperare alloggi già esistenti e renderli di nuovo disponibili. Abbiamo deciso di seguire una strada diversa rispetto a quella intrapresa dal Governo nazionale. A fronte degli annunci su un piano da 10 miliardi di euro, il decreto prevede in realtà 970 milioni in cinque anni per tutta Italia, di cui 116 milioni nel 2025. Per l’Umbria significa circa 2 milioni nel 2026 e 11 milioni nell’arco di tre anni. La nostra Regione mette quindi in campo risorse superiori rispetto a quelle destinate dallo Stato al territorio umbro. Non condividiamo una scelta che elimina i contributi per l’affitto, elimina di fatto i fondi sulla morosità incolpevole e accelera le procedure di sfratto. Noi abbiamo scelto di utilizzare le risorse per recuperare abitazioni da assegnare a chi vive una situazione di difficoltà economica”.
Il presidente di Ater Umbria, Federico Santi, ha illustrato la distribuzione territoriale degli interventi e i criteri che guideranno i lavori: “Con questo investimento sarà possibile intervenire in modo significativo nei territori dove la richiesta di case popolari è più alta – ha spiegato Santi – dei primi 500, 183 sono in provincia di Terni e 317 in provincia di Perugia. Le risorse saranno assegnate tenendo conto del numero delle famiglie in graduatoria, della possibilità di realizzare i lavori in tempi rapidi e delle situazioni di maggiore fragilità segnalate dai Comuni. Nei casi in cui alcuni immobili non possano essere finanziati con i fondi europei Fesr, Ater attiverà altri canali di finanziamento per completare comunque tutti gli interventi previsti”.
Per il vicepresidente Bori: “Il tema del diritto all’abitare e dell’edilizia residenziale pubblica sono tornati al centro dell’agenda regionale. Tra i primi interventi dell’assessorato guidato da Barcaioli, che ringrazio, vi è stato proprio questo ambito, che in precedenza non aveva trovato adeguata copertura nei capitoli di bilancio. Con la riprogrammazione dei fondi europei sono stati destinati 20 milioni di euro all’housing sociale e all’edilizia residenziale pubblica, consentendo di riattivare politiche sul diritto alla casa in una fase particolarmente complessa. L’obiettivo è contribuire alla risposta dell’emergenza abitativa, nella consapevolezza che il tema richiede continuità di intervento e un quadro nazionale più solido sul piano degli investimenti” ha concluso Bori.









