Gruppo Consiliare di Minoranza “Cambiare di può” per Castel Viscardo replica alla nota dell’Amministrazione comunale in merito al Consiglio del 30 aprile 2026. Prendiamo atto della replica dell’Amministrazione comunale e dei chiarimenti successivamente forniti. Tuttavia, alcuni aspetti meritano una precisazione, affinché il
confronto pubblico rimanga aderente ai fatti e al quadro normativo vigente.
Non abbiamo mai sostenuto che il Comune versi in dissesto, né che una singola seduta deserta avrebbe comportato automaticamente lo scioglimento del Consiglio comunale. Abbiamo però evidenziato un dato oggettivo: il Consiglio è stato convocato il 30 aprile 2026, ossia nel termine finale previsto dall’art. 227 TUEL per l’approvazione del rendiconto. In assenza del numero legale, il rendiconto non sarebbe stato approvato nei termini e ciò avrebbe comportato l’attivazione della procedura prevista dall’art. 141 TUEL con il coinvolgimento dell’autorità prefettizia.
Per questo motivo, parlare di una riconvocazione “a stretto giro” appare più una rassicurazione politica successiva che una risposta al dato normativo. Un Consiglio convocato il 3 maggio non avrebbe eliminato il mancato rispetto del termine del 30 aprile.
Il nostro voto contrario al rendiconto e alla variazione di bilancio è stato un voto eminentemente politico. Ciò non toglie che i numeri riportati nel nostro resoconto siano dati pubblici tratti dagli atti approvati dal Consiglio comunale:
– debito pro capite pari a circa € 1.465,00 per abitante;
– quota annuale mutui pari a circa € 173.897,00;
– quota interessi mutui pari a circa € 162.966,00;
– residui attivi pari a circa € 3.490.009,95;
– risultato di amministrazione pari a circa € 1.354.695,89;
– parte realmente disponibile pari a circa € 27.960,47.
Il tutto, salvo errori. Prendiamo atto del ringraziamento rivolto alla minoranza per il comportamento responsabile tenuto in Consiglio comunale. Sorprende però che, subito dopo, venga diffuso un comunicato contenente affermazioni difficilmente conciliabili con il dettato del TUEL, norme che chi amministra certamente conosce. Da tempo, inoltre, assistiamo al tentativo dell’Amministrazione di voler persino suggerire alla minoranza il modo in cui dovrebbe esprimere le proprie opinioni politiche e i propri resoconti pubblici, talvolta anche su questioni assolutamente bagatellari.
Evidentemente, però, qualche fastidio lo provoca il fatto che i cittadini oggi leggano gli atti, partecipino e pongano domande. Ed è probabilmente anche per questo che a ogni nostra iniziativa seguono repliche e puntualizzazioni, comprese quelle viste durante gli incontri pubblici organizzati dalla minoranza, dove alcuni componenti della maggioranza sono intervenuti più per fare una goffa controinformazione che per confrontarsi realmente nel merito. Forse il punto è proprio questo. Quando un’amministrazione percepisce saldo e consolidato il proprio consenso, normalmente non sente il bisogno di inseguire costantemente una minoranza definita per anni “sgangherata” e “inadatta”.
Peraltro, il nostro resoconto era e resta un semplice post politico sui social network, esattamente come quelli con cui l’Amministrazione descrive il bilancio comunale in termini talmente entusiastici da far sembrare Castel Viscardo una sorta di Principato di Monaco. Noi continueremo semplicemente a leggere gli atti, studiare i numeri, confrontarci con i cittadini e dire la nostra. Poi ciascuno, liberamente, trarrà le proprie conclusioni.








