Il Cinema Corso di Orvieto ospiterà, mercoledì 26 novembre alle ore 20, una proiezione speciale del film “C’è un posto nel mondo”, l’ultima opera del regista toscano Francesco Falaschi, già presentata in sedi prestigiose come la Camera dei Deputati e il Lucca Film Festival. L’evento avrà un valore aggiunto: prima e dopo la proiezione il pubblico potrà incontrare il regista, in un dialogo aperto su temi, ispirazioni e retroscena del film. Prodotto da Kahuna Film, in collaborazione con Storie di Cinema APS, Tvedo, Rumont Production e Dado Production, C’è un posto nel mondo è un’opera corale che affronta una domanda universale: dove si trova davvero il nostro posto? Ambientato nell’Italia interna, il film intreccia tre storie autonome – partire, restare e tornare – che compongono un quadro umano sincero e attualissimo.
Gli episodi
“Tutto da decidere” – Partire
Lorenzo (Luigi Fedele), giovane ricercatore, è pronto a lasciare il paese per un’opportunità all’estero. Ma gli affetti e i legami familiari lo trattengono nel momento decisivo.
“Stratagemma Schopenhauer” – Restare
Cesare (Daniele Parisi), insegnante di lettere, si divide tra l’amore per i suoi studenti e la possibilità di trasferirsi in una grande città. Un confronto sincero con la sua classe cambia tutto.
“Ci vuole un villaggio” – Tornare
Anna (Cristiana Dell’Anna), psicologa, torna nella casa d’infanzia per venderla, ma ritrova ricordi, ferite e nuove possibilità di vita. In tutti i racconti emerge una geografia emotiva che supera i confini territoriali: il “posto nel mondo” non è un luogo fisico, ma un tessuto di relazioni che ci definisce e ci accompagna.
Il punto di vista del regista: lo spaesamento come condizione contemporanea
Nelle note di regia, Falaschi definisce l’Italia come un “Paese di paesi”, richiamando le riflessioni di Luciano Bianciardi sulla provincia come “campo d’osservazione di prim’ordine”. Da un documentario sui giovani dell’Amiata nasce l’ispirazione per un film che racconta lo spaesamento, quella tensione che attraversa chiunque cerchi un luogo di appartenenza.
Il film è girato con una fotografia naturale e una macchina da presa mobile, “senziente”, che privilegia la verità degli attori e valorizza location reali come Palazzo Nerucci, il Castello Aldobrandesco e il Palazzo Cesarini Sforza
Il punto di vista del regista: lo spaesamento come condizione contemporanea
Nelle note di regia, Falaschi definisce l’Italia come un “Paese di paesi”, richiamando le riflessioni di Luciano Bianciardi sulla provincia come “campo d’osservazione di prim’ordine”.
Da un documentario sui giovani dell’Amiata nasce l’ispirazione per un film che racconta lo spaesamento, quella tensione che attraversa chiunque cerchi un luogo di appartenenza. Il film è girato con una fotografia naturale e una macchina da presa mobile, “senziente”, che privilegia la verità degli attori e valorizza location reali come Palazzo Nerucci, il Castello Aldobrandesco e il Palazzo Cesarini Sforza
Un cast ricco e trasversale
Il film riunisce interpreti di grande talento, tra cui:
Cristiana Dell’Anna, Daniele Parisi, Luigi Fedele, Fabrizia Sacchi, Alessia Barela, Cecilia Dazzi, Paolo Sassanelli, Massimo Salvianti, affiancati da giovani promesse come Alessandra Arcangeli, Gaja Masciale, Jacopo Olmo Antinori e Valentina Martone. Una coralità di volti che riflette la varietà emotiva del film.
Orvieto protagonista di un evento speciale
La proiezione del 26 novembre al Cinema Corso rappresenta una tappa importante del tour di presentazione del film. La presenza del regista renderà l’evento un’occasione unica per confrontarsi sul valore delle scelte, sulla forza dei legami e sul ruolo della provincia come luogo che può ferire, trattenere o chiamare a sé.









