Ci siamo. Dopo 7 anni di amministrazione, la Sindaca Tardani ha finalmente ammesso il suo totale fallimento. Lo ha fatto a modo suo, con l’elenco dei problemi, non con quello delle soluzioni che non può certo vantare.
Lo ha fatto a Roma, in maniera plateale come nel suo stile, pensando che una vetrina nazionale come quella offerta da IFEL, l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale dell’ANCI, potesse meglio confondere le magagne della sua inconcludente attività amministrativa.
Non ci addentriamo nell’esegesi del pensiero della Sindaca Tardani, sarebbe un’operazione troppo complicata, ci limitiamo all’analisi di ciò che il Servizio di Comunicazione Istituzionale del Comune ha pubblicato.
“Il PNRR – dice la Sindaca – ha funzionato, ma la vera domanda è un’altra: a quali condizioni?”. Un incipit più irrazionale di questo è difficile da immaginare. Ma la logica del pensiero tradisce lo smalto dell’apparenza: si sposta subito l’attenzione su altro, sempre su altro, così che non si evidenzi il vero problema, quello cioè di aver utilizzato poco e male un’offerta irripetibile di opportunità.
“Ha funzionato sotto stress – prosegue la Sindaca – e non perché il sistema fosse già adeguato, ma perché è stato spinto oltre i suoi limiti”. Ma che dice? Con tutta la più buona volontà e non poca fatica di interpretazione ci risulta impossibile capire di cosa sta parlando.
“Ed è da qui che dobbiamo partire – insiste la Sindaca – se vogliamo fare una riflessione seria”. E continua: “Non basta spendere, bisogna dimostrare i risultati e che ciò che si realizza migliora concretamente la vita delle persone”.
E allora facciamola questa riflessione seria. I progetti chiave del PNRR presentati dal Comune di Orvieto e accolti erano solo due : il nuovo asilo di Sferracavallo e la struttura CEPOL dello Scalo. Alla faccia dello stress!
I risultati sono davanti agli occhi di tutti. L’asilo arriva a compimento con più di un anno di ritardo e oltre 400 mila di euro di danno erariale dovuto al mancato controllo di una fideiussione falsa. Al CEPOL è andata peggio: lascia solo uno spazio abbandonato, su cui non sono state neppure gettate le fondamenta dell’edificio, e un contratto rescisso.
Pensare che con questi risultati i progetti PNRR portino ‘il benessere’ o aiutino a fermare ‘lo spopolamento’ come indicato dalla Sindaca è un’offesa all’intelligenza.
A questo punto ci arrendiamo. Di fronte a parole vuote di significato la situazione è disarmante.
Ma si sa, per la Sindaca Orvieto è sulla strada giusta e quindi vale la pena usare il podio e inondare i partecipanti con un florilegio di parole in libertà, discorsi strampalati e assurdi, senza né capo né coda. Come se fosse Antani.
E gli orvietani pagano il conto.
Partito Democratico
Proposta Civica
Gruppo Misto









