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Nasce Prometeo: “Offriamo un contributo analitico sui temi che interessano il territorio. Iniziamo da TeMa”

Riceviamo e pubblichiamo dalla neonata Associazione PROMETEO composta da: Fabio Giovannella, Luigi Ianni, Dante Freddi

Prometeo è una comunità di amici che in passato ha affrontato problemi complessi di interesse della città e del territorio. Riteniamo che i tempi che stiamo attraversando siano eccezionalmente critici e abbiamo quindi deciso di incontrarci e studiare, raccolti insieme in un gruppo che, rifacendoci alla mitologia greca, abbiamo denominato PROMETEO, colui che riflette prima. Abbiamo intenzione di offrire alla Città un nostro contributo analitico e ragionato sui diversi temi che interessano il territorio e quindi distribuirlo, a disposizione di chi riterrà di avvalersene.
Il nostro è un gruppo di analisi aperto al contributo di chiunque vorrà partecipare e ci avvarremo di professionalità specifiche per ciascun argomento affrontato. Ognuno di noi ha idee e storie a cui è affezionato, ma PROMETEO rifiuta qualsiasi collocazione politica, verificata la difficoltà di partiti e movimenti ad affrontare in questo momento storico la complessità. A qualsiasi livello.
Siamo convinti che soltanto un’approfondita analisi possa indirizzare scelte corrette e positive e che la storia dei fatti serva per comprendere, non soltanto per condannare o difendere secondo modalità che purtroppo imperversano e che hanno deluso profondamente quanti osservano la realtà con la nostra metodologia.
Pensiamo che AMMINISTRARE consista sì in una buona gestione del corrente, ma soprattutto nella visione di ciò che la comunità vuole essere nel prossimo futuro.

Te.Ma.
In questi giorni molto si è dibattuto sull’Associazione Te.Ma, sul suo futuro e su quello della stagione teatrale. Riteniamo pertanto utile offrire alcune nostre riflessioni sull’argomento, osservando una modalità di comunicazione che ci auguriamo sia comprensibile e utile per acquisire informazioni necessarie a ragionare. Ci rivolgiamo ad amministratori pubblici, soci e consiglieri di Te.Ma. per affrontare in modo consapevole le prossime azioni, ai cittadini per valutare.

Cosa è Te.Ma.?
L’Associazione Te.MA gestisce dal 1993, cioè da quando è stato riaperto dopo il restauro, il Teatro Mancinelli. L’articolo 2 del suo statuto recita: «Lo scopo dell’Associazione è la promozione, la valorizzazione, la produzione, il coordinamento e la diffusione delle attività di spettacolo, delle attività culturali, delle attività di promozione culturale-turistica-economica del territorio, delle attività strumentali e accessorie connesse». «L’Associazione svolge inoltre attività di formazione nel settore teatrale, musicale, di spettacolo in genere, di promozione culturale e turistica».
Insomma, l’Associazione potrebbe svolgere statutariamente molte delle attività culturali e turistiche della città e altre che potrebbero aggiungersi. Ha sicuramente al suo interno professionalità in grado di espletare simili incarichi.

http://www.teatromancinelli.com/it/area_soci/statuto_associazione_tema.html

Te.Ma.: da chi è gestita?
Te.Ma. è gestita da un Consiglio di Amministrazione composto da sei consiglieri, che a loro volta eleggono il Presidente. L’Assemblea è l’organo d’indirizzo e vigilanza della Associazione, ad essa spetta anche «nominare quattro membri del Consiglio di Amministrazione designato: uno dai Soci Amici, uno dai Soci Ordinari, uno dai Soci Sostenitori ed uno dai Soci Benemeriti; due membri sono nominati dal Sindaco del Comune di Orvieto» .
Oggi il Consiglio di Amministrazione è composto soltanto da cinque membri, poiché, non esistendo soci sostenitori, non è ovviamente presente il consigliere che dovrebbe essere nominato da questa categoria di soci. Inoltre poiché il Comune di Orvieto è il solo socio benemerito, un terzo membro del CdA è di fatto nominato dal Sindaco. Fino al 2014, per effetto del vecchio Statuto, la persona del Presidente ha sempre coinciso con quella dell’Assessore alla Cultura del Comune di Orvieto. I consiglieri non percepiscono emolumenti.
La composizione del Consiglio, la storia dell’Associazione e la prassi amministrativa e gestionale evidenziano la determinante presenza dell’Amministrazione comunale di Orvieto e in particolare del Sindaco nelle scelte di Te.Ma.. La natura dei ricavi gestiti dall’associazione è riconducibile per la quasi totalità in modo diretto ed indiretto dagli affidamenti del Comune.
Da ciò consegue una diretta corresponsabilità del Comune rispetto all’Associazione, che ha come propria prevalente attività la gestione del Teatro Mancinelli.
A oggi gli amministratori di Te.Ma hanno rassegnato le dimissioni, l’assemblea le ha respinte, l’amministrazione comunale ha formalmente rappresentato la volontà di ritirarsi da socio benemerito e di revocare l’appalto e tutto ciò rende la situazione eccezionalmente complessa.

Natura giuridica TE.MA.
La TE.MA. risulta essere un’associazione ex art. 14 codice civile. Con provvedimento del Prefetto di Terni, nel 2008 ha acquisito la personalità giuridica. Non paiono, tuttavia, rispettate le disposizioni di cui all’art. 16 codice civile in quanto l’atto costitutivo non indica il patrimonio.

A chi è da ricondurre il debito?
Il debito di Te.Ma. è un debito storico, accumulato negli ultimi anni del Novecento e aggravato nei primi del Duemila, imputabile a scelte indirizzate dal Comune di Orvieto, in quegli anni amministrato con particolare energia e secondo una strategia di affermazione della presenza di Orvieto nell’ambito turistico, culturale e politico nazionale e internazionale, al di là dei risultati poi effettivamente conseguiti.
Il debito è emerso in tutta la sua gravità dal 2004 in poi e ha riguardato sia Te.Ma. che lo stesso Comune di Orvieto. Questa è, comunque la si consideri, storia della città, che serve a comprendere e non a condannare, data la difficoltà di confrontare condizioni e aspirazioni sussistenti alla fine degli anni Novanta con quelle del Comune di oggi e della sua classe dirigente. Umbria Jazz Winter è uno dei segni più profondi lasciati da quegli anni, di cui oggi si apprezza il risultato finale, ma il cui lancio è costato importanti risorse.

Perché ora i problemi?
La nuova Amministrazione comunale ha proposto una strategia chiaramente tesa a liberarsi di Te.Ma. e dei problemi che si trascina, nella convinzione che un colpo di spugna sul passato, definito nel dibattito dagli stessi amministratori di maggioranza un atto di “coraggio”, possa salvare in qualche modo stagione teatrale e personale e far nascere una nuova “entità” in cui convergano le attività di servizio al Comune.
Tuttavia, le modalità con le quali attuare questo progetto non risultano, almeno a noi, attualmente rese pubbliche. Idea non nuova, certamente apprezzabile nel suo obiettivo finale, ma che forse sembra ignorare l’attuale debito, un milione e quattrocentomila euro, di cui qualcuno ha responsabilità e che inevitabilmente qualcuno dovrà gestire. In questa contingenza temporale può avvenire che la stagione teatrale corra il rischio di essere annullata, che la vita culturale della città ne esca menomata. Certo è, però, che banche, Agenzia delle Entrate e fornitori tenteranno tutte le vie per recuperare i loro crediti attivando una serie di contenziosi dagli esiti finali incerti.

La soluzione scelta dalla Amministrazione comunale cosa comporta?
La delibera del Consiglio Comunale del 21 novembre, votata dalla maggioranza, affida alla Giunta e al Sindaco il compito di individuare soluzioni. In particolare «la mozione dà indirizzo al Sindaco di:

– proporre all’Assemblea dei Soci la messa in liquidazione dell’Associazione Te.Ma;
– recedere dalla qualità di socio dell’Associazione Te.Ma;
– intraprendere tutte le soluzioni possibili affinché venga salvaguardata la stagione teatrale in corso;
– riportare sotto la responsabilità e la gestione diretta dell’Amministrazione questa e altre attività;
– valutare quali strumenti adottare per salvaguardare i dipendenti da una parte e dall’altra garantire servizi culturali come il teatro, la scuola di musica, la biblioteca; servizi di formazione qualificata e specializzata, servizi di accoglienza turistica e di informazione turistica in grado di soddisfare le richieste che una Città come Orvieto pretende;
– verificare la fattibilità di poter utilizzare tutti i possibili soggetti previsti dalla normativa (Fondazione, Aziende Speciali, Società Partecipate) per una gestione diretta, coordinata, unitaria, e partecipata di questi asset centrali per lo sviluppo della nostra comunità.

Nulla si dice dell’ingente debito accumulato da Te.Ma. e dei rischi che la sua gestione comporterebbe per le persone e l’Amministrazione. Quali i rischi della scelta e le possibili soluzioni? Di seguito il parere del professionista Dr. Stefano Moretti Commercialista.

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Parere del Professionista

A) Relazioni Comune di Orvieto- TE.MA.

La Te.Ma., da una semplice lettura dell’art. 11 ter D.leg.vo n. 118/2011, risulta essere un “ente strumentale controllato” dal Comune di Orvieto: quest’ultimo esercita pertanto attività di direzione e coordinamento, ex art. 2497 codice civile. Per tale motivo, quindi, la Te.Ma. è attratta nell’area di consolidamento del bilancio comunale, dal quale tuttavia risulta a oggi non inclusa per irrilevanza temporanea della specifica situazione patrimoniale. Giova significare che il citato articolo, nell’individuare le responsabilità del controllante (Comune) che esercita le relative funzioni, individua in tale ente il diretto responsabile verso i soci della controllata “ per il pregiudizio arrecato alla redditività ed al valore della partecipazione sociale, nonché nei confronti dei creditori sociali per la lesione cagionata all’integrità del patrimonio della società” (controllata) . Al comma 2 medesimo articolo: “Risponde in solido chi abbia comunque preso parte al fatto lesivo e, nei limiti del vantaggio conseguito, chi ne abbia colpevolmente tratto beneficio”. La Te.Ma, in ogni caso, trattandosi a tutti gli effetti di soggetto che esercita attività commerciale, è sottoponibile a procedura di fallimento, con la precisazione che, qualora venisse identificato come ente a responsabilità illimitata e solidale, i membri del CdA che non si fossero dimessi da oltre un anno potrebbero essere attratti direttamente per estensione al fallimento ex art. 147 L.F., mentre le responsabilità patrimoniali potrebbero riguardare tutti coloro che le abbiano cagionate, salvo la prescrizione di legge rispetto all’azione legale dei creditori.

B) La delibera del 6.11.2019

La delibera della Giunta comunale del 6.11.2019 non appare adeguatamente articolata ma, qualora dovesse trovare conferma, offre il fianco a eventi molto seri o addirittura irreversibili, compreso il fallimento della Associazione TE.MA. (con responsabilità diffuse di Amministratori comunali e dell’Associazione), lo svilimento del fronte creditorio per insussistenza di massa attiva e, infine, l’attività gestionale del Teatro potrebbe risultarne compromessa per un lungo periodo di tempo.

C) Le soluzioni possibili

A questo punto, una soluzione potrebbe essere costituita dal ritiro da parte degli Amministratori Te.Ma. delle proprie dimissioni e dal ritiro da parte della Giunta della delibera 6.11.2019. Contestualmente, la TE.MA. potrebbe tentare di usufruire della più recente normativa concernente la soluzione delle crisi aziendali proponendo ai creditori un piano per la ristrutturazione del debito, previa attestazione da parte di un professionista abilitato “attestatore”, che dovrebbe avere le caratteristiche di una piena definibilità e continuando a gestire l’attività teatrale tramite affidamento diretto della concessione (quindi senza gara).
La complessità del percorso indicato suggerirebbe un confronto tra controllante e controllata, allo stesso tempo costruttivo, tra Comune e Te.Ma. e certamente non un atteggiamento delle parti conflittuale e senza sbocchi utili. Ed in tal caso, necessario sarebbe l’intervento dei professionisti presenti negli Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento (Ordine degli Avvocati di Terni e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Terni) e di singoli professionisti qualificati (attestatori) che consentirebbero così un “governo giudiziale dell’Ente” e nello stesso tempo il salvataggio dello stesso con la sua storia, le sue professionalità, la sua organizzazione.

 

4 Dicembre 2019

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