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Gli indirizzi generali di governo del Sindaco per il quinquennio 2019/2024, 12 punti per rilanciare la città e il suo territorio

ORVIETO – Il Consiglio Comunale ha approvato a maggioranza (10 favorevoli: maggioranza, 5 contrari: opposizione; 1 astenuto: Belcapo) gli indirizzi generali di governo del Sindaco per il quinquennio 2019/2024.  Nel presentare le linee di indirizzo, il sindaco Roberta Tardani ha precisato che “gli indirizzi generali ricalcano il programma di governo sottoposto agli elettori nella recente tornata amministrativa. Indirizzi generali che intendiamo riaggiornare periodicamente alla luce delle verifiche ed incontri che stiamo svolgendo su tutto il territorio come dimostrano quelli che stiamo svolgendo con le varie categorie economiche della città e con le frazioni da cui provengono già delle proposte. Linee che riaggiorneremo dopo l’estate e che condivideremo con le parti politiche laddove c’è la volontà di avviarci verso un processo partecipativo del governo della città”.

Di seguito ha illustrato le linee sue programmatiche incentrare in 12 punti:

SVILUPPO ECONOMICO 
Al primo posto, nelle linee programmatiche del Governo cittadino, mettiamo l’incremento economico perché è la primaria esigenza della nostra collettività.
Si tratta di avviare da subito una politica di sviluppo delle attività che nel nostro contesto possano essere produttive di reddito.
Abbiamo agricoltura, piccola industria, artigianato e turismo.
Vogliamo offrire ai prodotti di queste attività un ‘marchio di territorio’, che, pur mantenendo il valore del singolo marchio, certifichi la qualità del prodotto e ne identifichi luogo di produzione e motivazioni: sarà nostro compito promuoverlo definendo obiettivi e destinatari. Ciò che viene prodotto nel nostro territorio, sia esso un bene o un servizio, una bottiglia di vino o l’accoglienza, l’ospitalità o un manufatto, la ristorazione o un gioiello, dovrà suscitare un’emozione nell’acquirente, facilitare la connessione con il luogo, incoraggiare a visitare i centri di produzione, rendere orgoglioso il consumatore.
La vetrina espositiva locale del ‘made in Orvieto’ sarà una fiera a cadenza semestrale dei prodotti agroalimentari ed artigianali del territorio, diffusa in tutte le piazze del centro storico.
Creeremo parallelamente una ‘holding delle eccellenze orvietane’ e sarà questa la nostra sfida per affrontare i mercati.
Saremo a fianco di tutte imprese locali che sosterremo attraverso adeguate politiche fiscali e ci impegneremo per favorire la nascita di altre imprese.
Istituiremo lo ‘Sportello Europa’ per sfruttare al meglio le opportunità previste dai fondi regionali e comunitari. Servirà ad orientare e sostenere cittadini e imprese nei processi di conoscenza e acquisizione di queste risorse.
Per favorire la creazione di processi di sviluppo dell’economia cittadina e sostenere nuove attività imprenditoriali, in base alle disponibilità di bilancio, creeremo un fondo di rotazione comunale, differenziato per tipologia, da destinarsi alle microimprese da insediare nel territorio. Si tratta di una misura che già esiste in altre realtà e che in Umbria nessun Comune ha mai applicato.
Il nostro, diventerà un territorio dove fare impresa sarà più vantaggioso che altrove.
Sul fronte delle infrastrutture accelereremo la realizzazione dei progetti già approvati e finanziati, come il secondo stralcio della complanare e torneremo sul progetto del casello ‘Orvieto Nord’ che è stato totalmente accantonato dall’amministrazione uscente.
Ci impegneremo per la diffusione delle reti tecnologiche nelle aree in cui risulta ancora assente.

TURISMO E CULTURA 
Tra i fattori di produzione di reddito al primo posto Orvieto ha il turismo: una grande risorsa che potrebbe diventare la miniera della Città se solo si riuscisse a prolungare la sosta dei visitatori.
Le città d’arte minori sono tra le mete più appetibili per il turismo straniero. Orvieto è tra quelle più competitive perché è al centro dell’Italia e beneficia delle infrastrutture viarie e ferroviarie più importanti del Paese.  Il nostro obiettivo è trasformare la nostra città da ‘meta di passaggio’ a luogo di permanenza.
Questo, sarà l’elemento principale del nostro progetto di marketing che costruiremo avvalendoci di adeguate professionalità.
Costituiremo una ‘task force’ qualificata che sarà dedicata a strutturare e a rafforzare il prodotto turistico territoriale, a creare un sistema di promozione e commercializzazione del territorio stesso e a coordinare l’offerta turistica e culturale territoriale oggi decisamente frazionata e disorganica.
Sarà fondamentale riorganizzare e potenziare l’ufficio turistico.
Istituiremo, finalmente, un ‘calendario unico degli eventi’, che eviterà sovrapposizioni e favorirà una più facile diffusione e comunicazione delle attività. Inizieremo a calendarizzare con largo anticipo ogni singolo evento, manifestazione, ricorrenza, così da offrire lo stimolo percettivo di una città viva 365 giorni l’anno e permettere di destagionalizzare le offerte.  Considerando inoltre che la maggior parte delle transazioni nel settore del turismo si esauriscono sul web, la nostra prima sfida sarà quella di inserire la Città nei maggiori portali, dove peraltro le offerte viaggiano in maniera molto più veloce rispetto ai canali tradizionali.
Gran parte delle risorse saranno reperite dalla tassa di soggiorno.
A completamento del progetto sarà necessario creare eventi nonché migliori condizioni di fruibilità della Città e di accoglienza del visitatore.
La Città è strutturata per poter ospitare eventi. Abbiamo intenzione di replicare il modello adottato per Umbria Jazz Winter, che utilizza tutti gli spazi del Centro Storico per la manifestazione e coinvolge tutte le strutture di accoglienza e di ristorazione del territorio. Queste manifestazioni sono un eccellente strumento per la promozione della Città e un formidabile volano di sviluppo dell’economica locale.
Affiancheremo a questa formula di festival eventi di dimensioni minori ma non di minore importanza per contenuti e risonanza.
Realizzeremo nell’ambito di questi eventi il nostro progetto ‘evento and the city’ con promozione e vantaggi reciproci tra gli eventi della manifestazione e tutta la rete commerciale, di ristorazione e di accoglienza.
Daremo vita ad una ‘cabina di regia’ tra tutte le istituzioni e associazioni presenti sul territorio, affinché si crei un sistema di promozione che sia il risultato di un impegno sinergico di tutte le forze di cui la Città dispone. Favoriremo i processi di espressione della cultura, in tutti i suoi aspetti, perché riteniamo sia un elemento che caratterizza la Città e la rende attraente.
La Biblioteca, in particolare, è anche il luogo più idoneo per la promozione di iniziative che moltiplicano le numerose e più diversificate espressioni della cultura.
Alla biblioteca dedicheremo per questo una particolare attenzione, non solo cercando di ampliarne il più possibile la fruibilità, ma soprattutto riportando questo luogo al centro dell’attenzione delle politiche culturali della Città.
Una particolare attenzione sarà dedicata al Corteo Storico, massima espressione della storia e della tradizione orvietana nell’ambito dell’evento che maggiormente identifica la Città: la Festa del Corpus Domini. Siamo convinti del grande valore che hanno i costumi del nostro corteo, risultato della capacità manifatturiera della nostra gente e del forte potenziale di interesse che essi possono generare; per questo vogliamo realizzare una mostra permanente.
Su ‘Orvieto città del Corpus Domini’ intendiamo costruire un progetto specifico che identifichi la città e la metta al centro dei più ampi interessi.

SICUREZZA 
Per attrarre investimenti e popolazione nonché turismo bisogna creare una realtà sicura, che dia fiducia agli investitori, serenità agli abitanti e ai visitatori.
Adotteremo necessariamente un esteso sistema di videosorveglianza e una stretta collaborazione tra l’Amministrazione comunale e le Forze dell’Ordine.
Interverremo per potenziare l’illuminazione, soprattutto nelle frazioni.
La microcriminalità, fenomeno da noi sconosciuto fino a qualche anno fa, sta cambiando la qualità della vita nel nostro territorio. Adotteremo tutte le misure possibili per contrastare questo problema, perché esso incide sulla serenità delle famiglie e produce un effetto fortemente negativo sull’attrazione degli investimenti e degli interessi turistici.  Anche al fenomeno dell’accattonaggio presteremo particolare attenzione.
Impediremo attraverso una apposita ordinanza l’accattonaggio molesto, che crea disagio, è fonte di pericolo e di degrado sociale, come qualsiasi forma di illegalità. Lavoreremo d’intesa con le forze dell’ordine per bloccare ogni forma di intimidazione delle persone e qualsiasi fenomeno riconducibile alla criminalità organizzata. Abbiamo già assegnato una delega specifica alla sicurezza ed è nostra intenzione istituire, sentite le forze dell’ordine, un tavolo di coordinamento permanente tra Comune e forze dell’ordine. Del pari lavoreremo d’intesa con i servizi sociali laddove è possibile avviare forme di accoglienza e di inclusione.
‘Orvieto città sicura’ non è un’opzione è un obiettivo sul quale impegniamo la nostra credibilità che non contrasta però con ‘Orvieto città dell’accoglienza’, come dimostrano le numerose comunità di stranieri perfettamente integrate, che lavorano, rispettano le nostre leggi e la nostra cultura e ricevono in cambio accoglienza e spazio per l’espressione delle proprie tradizioni culturali e religiose.
Tra gli aspetti della sicurezza includeremo anche la protezione civile. Abbiamo ad Orvieto un’organizzazione già altamente qualificata e ben organizzata, che opera nelle emergenze con grande capacità professionale e che si è distinta per qualità e impegno nelle zone colpite dagli ultimi terremoti.
Potenzieremo la struttura, favoriremo la cultura della prevenzione del rischio a tutti i livelli della società e faremo in modo che sulla protezione civile convergano tutte le realtà presenti sul territorio: le istituzioni, le attività produttive, le associazioni, le famiglie.
‘Che fai quando capita?’: sarà lo slogan di una città consapevole, preparata e orgogliosa di essere ben organizzata anche per le emergenze.

SICUREZZA STRADALE 
Tra gli aspetti di sicurezza delle città assume un importante valore la sicurezza stradale, elemento essenziale per la qualità della vita degli abitanti e per la vivibilità da parte dei visitatori.  La moderazione del traffico, significativa tecnica di ecologia urbana, oltre a ridurre la velocità dei veicoli ha lo scopo di favorire la convivenza tra questi e gli utenti deboli della strada, pedoni e ciclisti.  Il nostro progetto di moderazione, largamente sperimentato altrove, in Italia e all’estero, avrà un fortissimo impatto per migliorare la qualità della nostra Città, nel centro storico e nelle frazioni.  Prevediamo due diverse modalità di intervento.
In tutto il centro storico adotteremo la Zona a Traffico Pedonale Privilegiato (ZTPP): è un sistema che evita di blindare la città al traffico veicolare, con tutte le conseguenze che ciò comporterebbe per gli abitanti e per quanti svolgono attività produttive, e nello stesso tempo consente ai pedoni di vivere gli spazi pubblici in maggiore sicurezza, avendo ovunque priorità sulle auto.
Per le frazioni, che soffrono in misura eccessiva del traffico di attraversamento, inevitabile se non in parte con l’attivazione delle varianti, istituiremo le ‘Zone 30’ e metteremo insieme le più moderne tecniche urbanistiche, di ingegneria del traffico e di arredo urbano finalizzate a ridurre l’impatto della circolazione stradale e a creare condizioni di maggiore sicurezza. Il principio che adotteremo sarà quello per cui ‘nel rispetto reciproco c’è spazio per tutti’: bassa velocità delle auto, percorsi e attraversamenti pedonali protetti, piste ciclabili e riqualificazione urbana. Parallelamente faremo il monitoraggio della segnaletica orizzontale e verticale, in alcuni casi assente in altri inefficace, e interverremo per rendere le nostre strade sicure anche attraverso questi strumenti.

INNOVAZIONE 
Adotteremo i più moderni sistemi informatici per gestire tutti i servizi della pubblica amministrazione e per organizzare in modo intelligente la vivibilità della città.
Applicazioni informatiche saranno impiegate per gestire i parcheggi, verificarne le disponibilità e pagare il ticket.  Analogamente, per i servizi di trasporto urbano e tutti i servizi a domanda.  Puntiamo ad una città digitale, tecnologicamente avanzata e culturalmente preparata per affrontare anche questa sfida.

ORVIETO CITTA’ DA VIVERE 
Una città non può essere solo meta di turismo, altrimenti muore. Vogliamo una città viva, con un’elevata qualità della vita e che sia ripensata sulla ‘bellezza’.
La città è un insieme di componenti che convivono: turismo, attività produttive, famiglie residenti. Se una di queste componenti viene a mancare si rompe proprio quell’equilibrio che anima la città e la rende un piacevole luogo da vivere e da visitare.
La città ha bisogno del suo mercato rionale, dei ‘negozi sotto casa’ e dei centri commerciali, delle aree per la ricezione del turismo di massa e dei parcheggi per i residenti, dei servizi di ristorazione e di accoglienza e dei servizi sanitari e assistenziali.
‘Orvieto città da vivere’ è un’inversione di tendenza rispetto ai flussi demografici che sono stati registrati in questi ultimi 5 anni e che hanno visto spopolare la Città con un lento e progressivo decremento dei residenti.  Il centro storico con i suoi monumenti, le frazioni con i propri servizi, la campagna con la sua naturale bellezza: una città da vivere è tale solo se chi la amministra la considera una cosa sola e ne proietta il futuro senza dimenticarne neanche un pezzo.
La qualità della vita si costruisce, non bastano i doni della natura e l’eredità del passato. Chi vive la città deve potersi muovere, parcheggiare, fare la spesa, usufruire di adeguati servizi sanitari e di assistenza, divertirsi, fare sport e se lavora fuori città deve poter raggiungere facilmente il luogo di lavoro. Tutto questo necessita di essere univocamente progettato, senza che nulla sia lasciato al caso.
Nei progetti di città che abbiamo in mente anche il pendolarismo assume un ruolo importante. Il miglioramento e potenziamento dei collegamenti ferroviari nord-sud sarà uno degli obiettivi del nostro programma. Riprenderemo, inoltre, il progetto Alta Velocità e ne faremo uno degli obiettivi della nostra amministrazione.
 L’associazionismo è una ricchezza della collettività ed è una delle componenti importanti di una città. Non è solo aggregazione, è anche valore aggiunto e fattore di economia per il fatto che produce cultura, servizi, assistenza, occasioni di lavoro, solidarietà, idee. Ad Orvieto abbiamo moltissime associazioni che noi valorizzeremo inserendole in un organismo dove possano veramente incidere sulla vita della collettività. Abbiamo associazioni di categoria, filantropiche, culturali, sportive, ricreative, di assistenza, tutte molto attive e ben organizzate che però non vanno oltre il loro perimetro di operatività. Ne faremo un punto di forza del nostro progetto cittadino.  Nel progetto di città che abbiamo in mente vogliamo che i giovani siano direttamente coinvolti nei processi decisionali cittadini e ne diventino protagonisti. Allo scopo, daremo vita alla Consulta dei giovani.
Anche l’assistenza è parte essenziale della qualità della vita in una città.  L’assistenza agli anziani un elemento da cui non si può prescindere.
Per gli anziani, risorsa preziosa di saperi e di esperienza, prevediamo di promuovere l’attivazione di residenze protette, che siano ubicate anche nel contesto urbano e non solo in amene località di campagna. L’anziano autosufficiente deve poter vivere in un ambito che lo faccia sentire integrato nella collettività, deve poter vivere la sua comunità. Abbiamo in Città un Istituto, il Piccolomini Febei, che ha le capacità per affrontare e gestire adeguatamente il tema: con questo Istituto, se il Consiglio di Amministrazione accetterà di collaborare con noi, affronteremo il problema e troveremo le migliori soluzioni.
Nel territorio orvietano abbiamo un’altissima percentuale di ultrasessantenni di cui il 5% affetto da alzheimer e demenza senile, con dati in allarmante progressione. Ciò ha un’enorme incidenza sui costi a carico del sistema socio-sanitario ma soprattutto sull’economia e sulla serenità delle famiglie coinvolte. Ci poniamo la grande sfida di favorire la nascita di nuovi servizi rivolti alla prevenzione e all’assistenza anche avvalendoci di innovative tecnologie che renderebbero Orvieto una città all’avanguardia. Cercheremo partnership con istituti e fondazioni già operanti nel settore per avviare una seria politica sociale.

SANITA’ 
Sulla sanità svolgeremo una forte azione di stimolo per il miglioramento dei servizi e denunceremo con forza quelle carenze che dipendono da scelte politiche e non certo dalla capacità e competenza degli operatori sanitari, i quali vivono quotidianamente, sulla propria pelle, le conseguenze di mancati investimenti e di scelte sbagliate. Non temiamo certo le logiche degli equilibri politici regionali, al contrario rivendicheremo con forza i diritti della nostra collettività.
Pretenderemo il rispetto degli standard qualitativi, quantitativi, strutturali, tecnologici, previsti dalle normative ministeriali, relativi ai presidi sede di Dipartimento Emergenza-Accettazione (DEA) di 1° livello, qual è il nostro ospedale.
Considerando che la popolazione di riferimento del nostro territorio è prevalentemente anziana e che la maggior parte dei bisogni assistenziali sembrano essere legati alla cronicità, il nostro impegno sarà volto ad ottenere il potenziamento e la riorganizzazione in rete delle strutture territoriali, ridestinando allo scopo alcuni immobili dismessi, affinché possano essere garantiti sistemi di prevenzione, continuità di cura e percorsi assistenziali adeguati e appropriati. Sulla questione ‘liste di attesa’, chiederemo la ridefinizione del sistema RAO (Raggruppamenti di attesa omogeni), che al momento appare inappropriato a rispondere agli effettivi bisogni della popolazione, oltre alla riconsiderazione del Centro Unico Prenotazione (CUP) regionale che, data la diversa capacità di offerta e una gestione delle prestazioni non uniforme sul territorio regionale, costringe i pazienti a lunghi spostamenti orientandoli troppo spesso all’attività privata.

AMBIENTE 
Grande attenzione la dedicheremo ai temi ambientali in una logica di sostenibilità e tutela delle vocazioni naturali del nostro territorio. Affronteremo con decisione il tema della gestione dei rifiuti ribadendo alla Regione la necessità di avviarsi verso una politica moderna e virtuosa che riduca le discariche ad impianti residuali dell’intero sistema, come previsto dalle normative nazionali ed europee. Rifiutiamo l’idea che Orvieto diventi discarica regionale e apriremo un confronto costruttivo e trasparente con ACEA per valorizzare al meglio i rifiuti tenendo saldamente al centro del confronto i valori ambientali e paesaggistici di questo territorio.

SPORT 
Lo sport, che ad Orvieto è praticato in maniera continuativa da migliaia di giovani atleti e organizzato da numerose associazioni che abbracciano tutte le discipline sportive, sarà considerato come un grande valore intangibile. Per questo motivo promuoveremo ulteriormente la pratica sportiva e presteremo particolare attenzione alla riqualificazione e gestione degli spazi ad essa dedicati. Alle associazioni sportive daremo un ruolo attivo nell’ambito delle politiche sociali, che siano dirette a promuovere lo sport anche come attività non competitiva, di benessere e di socializzazione.

AREE DISMESSE 
La ex Caserma, l’ex Ospedale, l’ex INAPLI, l’ex Tribunale, l’ex cinema. Orvieto è diventata una città di ex di qualcosa. Contenitori senza più contenuto, che la politica non ha saputo riutilizzare con altri contenuti trasformando un problema in opportunità.
Intercetteremo possibili investitori. Andremo a cercarli dove c’è mercato, dove ci sono le disponibilità economiche, dove gira il mondo e si fanno gli affari. Non aspetteremo certo altri cinque anni inerti, con il rischio oggettivo che questi beni, oggi ancora di qualche valore, finiscano per essere distrutti dall’incuria e dal tempo.  Queste strutture diventano appetibili se tutt’intorno Città e territorio diventano appetibili, se il contesto urbano e ambientale le rende location eccellenti.
Ad uno di questi immobili daremo però noi una destinazione d’uso, affinché si realizzi un ‘Palazzo delle Esposizioni’ e la Città abbia finalmente una sede espositiva per ospitare mostre di livello nazionale ed internazionale.

CENTRO STORICO E FRAZIONI 
Due diverse realtà che consideriamo però realtà fortemente integrate. La Città è una sola e nella sua interezza e complessità va considerata.
Ciascuna parte può però portare un diverso contributo e ciascuna parte sarà adeguatamente rappresentata nelle scelte di politica locale.
Proporremo la modifica dello statuto comunale e istituiremo la figura del ‘rappresentante di frazione’ (il Centro storico ne avrà uno per quartiere) che sarà nominato dal Consiglio Comunale tenendo conto delle capacità e competenze, del suo contributo fattivo alla vita della collettività in cui vive e del riconosciuto ruolo che la collettività stessa indiscutibilmente gli attribuisce. Il ‘rappresentante di frazione’ sarà l’interfaccia tra la frazione e l’amministrazione e sostituirà il Consiglio di Zona, un’esperienza politico-amministrativa fallimentare, che aveva trasformato queste realtà necessariamente operative in parlamentini inconcludenti. Abbiamo già istituito la figura di un Assessore con delega alle frazioni.

POLITICHE SOCIALI 
Una città della sicurezza, della cultura e da vivere si costruisce anche con adeguate politiche sociali. Alle politiche sociali dedicheremo un forte impegno e saranno lo strumento attraverso i quali affrontare i mali endemici della collettività. Utilizzeremo le organizzazioni presenti sul territorio per il raggiungimento di questi obiettivi, contribuendo allo stesso tempo anche ad un ulteriore incremento della nostra economia”.

(Fonte: Comune di Orvieto)

23 Luglio 2019

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