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Teatro e Legalità, al Mancinelli spettacolo contro le mafie “Sangue Nostro”

“Con lo spettacolo Sangue Nostro si chiude il format Teatro Memoria 2018/19″. Così il Consigliere dell’Associazione TEMA Cristina Calcagni, responsabile del Format, illustra l’iniziativa del 21 marzo al Teatro Mancinelli, nell’ambito della Stagione Teatrale.
“Il 21 marzo di ogni anno, ovvero il primo giorno di primavera, lo Stato Italiano riconosce per legge una giornata dedicata alla memoria e all’impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie. Un momento di alto valore civile e storico al fine di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa delle istituzioni democratiche finalizzata alla costruzione, soprattutto nelle giovani generazioni, di una memoria delle vittime delle mafie e degli avvenimenti che hanno caratterizzato la storia recente, accompagnati anche dai successi dello Stato nelle politiche di contrasto e di repressione di tutte le mafie. La nostra Regione si è unita alla Legge dello Stato con un ulteriore atto costituito dalla Legge Regionale n. 16 del 19 ottobre 2012 in materia di contrasto e prevenzione del crimine organizzato e mafioso, promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

L’impegno della TEMA è in prima linea, ormai da oltre tre anni, per supportare il cammino di una cittadinanza responsabile e consapevole al fianco delle famiglie e delle scuole, promuovendo attraverso la cultura e il linguaggio teatrale quei momenti di riflessione, informazione e formazione indispensabili a fornire tutti gli strumenti necessari al futuro convincimento dei nostri giovani.

Lo spettacolo che abbiamo scelto per la giornata commemorativa di quest’anno, SANGUE NOSTRO, è basato su un fatto realmente accaduto nel lontano 1985 nel trapanese, attraverso la ricostruzione drammatica fornita da chi è riuscito a sopravvivere all’attentato che ha dilaniato la propria famiglia. Margherita Asta, oggi attivista di Libera, insieme all’amico Fabrizio Coniglio e Michela Gargiulo, ha scritto il testo che racconta della fatalità con la quale sua madre e i suoi due fratellini si sono trovati nel punto sbagliato e all’ora sbagliata a transitare con l’automobile davanti all’abitazione del giudice trapanese C. Palermo, bersaglio dell’attentato mafioso. Una mattina come tante altre, nella quale la mamma di Margherita accompagna i fratellini a scuola. Quella mattina fatidica del 2 aprile, alle 8,35, l’autobomba esplode e la deflagrazione colpisce in pieno la macchina di Barbara Asta uccidendo lei e i suoi due figli.

La mafia non può più esser considerato un fenomeno che riguarda alcune categorie di persone facendo vivere in tranquillità tante altre. La mafia è subdola, è feroce, colpisce in modo vigliacco, ognuno di noi può rimanere coinvolto per errore in piani aberranti di eliminazione fisica finalizzati al proseguimento di affari illeciti collocati al di fuori di quelle che sono le regole della nostra convivenza civile, al di là delle nostre leggi e dei nostri regolamenti.

La corruzione, l’usura, i disastri ambientali legati allo smaltimento illecito dei rifiuti tossici, le pressioni psicologiche e fisiche per le assegnazioni dei bandi di gara, tutto questo si può riassumere con una unica parola: ILLEGALITA’. Combattere l’illegalità e riportare i nostri passi, le nostre attività quotidiane sulla strada della legalità, questo è lo spirito che anima e continuerà ad animare i tantissimi che in questa giornata simbolo, ed in tutte le altre giornate dell’anno, si adoperano e continueranno ad adoperarsi per restituire al nostro Paese il rispetto delle regole che valga per tutti.

Un ringraziamento particolare a tutti coloro che, con il loro contributo, rendono possibile la realizzazione di questi momenti in cui riusciamo ad organizzare e a trasmettere dei messaggi forti. Lo spettacolo ha avuto il Patrocinio oneroso dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria e il contributo di Ceprini Costruzioni, CNA Umbria e BCC Umbria. Ringrazio ancora le dirigenze scolastiche – conclude Cristina Calcagni – i docenti e tutti i 442 studenti per avere accolto e per aver partecipato numerosissimi a questa iniziativa”.

Progetto @TeatroMemoria

Matinée gratuita per le scuole secondarie
Giovedì 21 marzo ore 10

GIORNATA DELLA MEMORIA E DELL’IMPEGNO
IN RICORDO DELLE VITTIME DELLE MAFIE
Sangue nostro

di Margherita Asta, Michela Gargiulo, Fabrizio Coniglio
diretto e interpretato da Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani

2 Aprile 1985, sono le 8.35 del mattino. La mamma di Margherita, Barbara Asta, sta accompagnando a scuola i figli Giuseppe e Salvatore. Un’autobomba esplode su una strada, vicino Trapani. Il bersaglio dell’attentato mafioso è il giudice Carlo Palermo che stava percorrendo quella stessa strada in quello stesso istante. Il giudice è vivo per miracolo, salvato proprio da quella macchina su cui viaggiavano i fratellini e la mamma di Margherita, che invece muoiono sul colpo. Perché raccontare questa storia? La mafia non è qualcosa di estraneo alla società civile. Troppo spesso valutiamo il fenomeno mafioso come qualcosa che non ci riguarda in prima persona, come un evento sporadico che ha bersagli precisi: giudici, giornalisti o persone che comunque sono viste come nemici dal sistema mafioso. Questa volta no, le vittime passano in quella strada, per caso, come potrebbe fare chiunque. La storia di Margherita Asta, allora solo una bambina e oggi attivista di Libera, con il suo coraggio e la sua forza è un esempio di quanto la mafia sia spietata e violenta, tanto da sterminare una famiglia di innocenti, ma anche di quanta forza possa esserci in un essere umano per continuare a combattere. Con la sua tenacia, Margherita è, infatti, un esempio per tutti noi, di altissimo valore etico e spirituale. Una storia che ha una dimensione epica, come le grandi tragedie greche, che Il nostro Teatro non può non raccontare.

Per informazioni: www.teatromancinelli.com

 

11 Marzo 2019

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