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Ben oltre le aspettative l’incontro con Walter Alfredo Novellino, organizzato dal Panathlon Orvieto

di Roberto Pace

Speciale, ben oltre le aspettative, l’incontro con Walter Alfredo Novellino, organizzato dal Panathlon Orvieto, presenti moltissimi soci del Club, l’Assessore allo Sport e V. Sindaco, Cristina Croce, il Presidente del CONI regionale Domenico Ignozza, quello della FIDAL umbra, Carlo Moscatelli, la Presidente dell’Orvieto FC femminile, Marilena Calderini, dirigenti e addetti ai lavori di società calcistiche orvietane.
I meriti vanno ascritti all’ex giocatore, oggi allenatore, scoperta come persona completa per competenze, tanta umanità e una dose d’umiltà, difficile da riscontrare in un personaggio che, oltre alle centinaia di presenze nelle massime categorie del calcio, ha nel curriculum quattro promozioni nella serie maggiore e altre conquistate in diverse categorie.
Perché la storia di Novellino parte da lontano, dalla nascita a Montemerano, in Irpinia, al trasferimento per dodici anni in Brasile, con il padre emigrato, alla ricerca di una più solida occupazione per una famiglia abbastanza numerosa. “Ho quattro nomi di battesimo, nell’ordine Walter, Alfredo, Lenin e Amato. Tolti i primi due, che sono i più conosciuti, Lenin fu imposto da mio padre, comunista convinto in un paese dove erano tutti democristiani, mentre, di Amato non ho riscontri tangibili”.

Tornando indietro nel tempo quasi si commuove, magari pensando al papà, uomo che guardava lontano, perché Novellino, amato, nella lunga carriera, lo è stato davvero. A differenza di altri colleghi, si è sempre fermato per tempi abbastanza lunghi nelle città in cui ha giocato e questo capita soltanto a quei calciatori che riescono a farsi voler bene dalle Società e dal pubblico.
A Perugia, dove risiede con la moglie e due splendide figlie, è stato per nove stagioni, prima da calciatore e poi da allenatore, cinque anni al Milan, altrettanti alla Sampdoria e poi, con permanenze minimo biennali, a Gualdo, Piacenza, Venezia, Torino e Ascoli, città dove concluse il suo percorso da calciatore. Ed è proprio la città marchigiana, oltre Perugia, quella che porta nel cuore. Ma non dimentica il Torino, per la serietà dell’ambiente e per il modo in cui la società si occupava del percorso scolastico dei giovani granata. “Forse, anche per questo, sto dalla parte dei giovani. Ho 65 anni e, anche adesso, non riesco a tirarmi indietro quando ho la possibilità di fare qualcosa che possa loro servire per il futuro”.

Ricorda i tempi in cui, allenando gli allievi del Perugia, seguiva, negli studi, Rino Gattuso, carissimo ragazzo e grande uomo, molto bravo sul campo, meno con i testi scolastici. E Fabio Quagliarella, ancora oggi ai massimi livelli, che chiudeva gli occhi al momento di calciare in porta e per questo andava seguito e aiutato. Ragazzi, ormai uomini maturi, con i quali mantiene ancora un rapporto intenso, fatto di amicizia e rispetto. Adesso, nel tempo libero, segue i giovani dell’oratorio Don Bosco, a Perugia, dove mi diverto e m’impegno a insegnare loro qualcosa, con l’ottica non di costringerli, ma liberi di dare sfogo a ciò che hanno dentro. In questo modo cresce l’autostima, indispensabile non solo nel calcio.
Fa la stessa cosa, anche a Coverciano, dove tiene lezioni agli allenatori più giovani. Un bagaglio d’esperienza al servizio del prossimo, maturata nel tempo, da un ragazzo innamorato del pallone, pronto a trascorrere cinque periodi a Londra, per studiare l’inglese e osservare il lavoro dei tecnici della Premier League. Ma, nel suo tempo libero, c’è anche la solidarietà. Portata avanti con un gruppo di amici, non ostentata e attestata da fatti tangibili. Un irpino che, nella serata, trova la sponda nel Presidente regionale del CONI, Domenico Ignozza, irpino come Novellino, frequentatore e amante di tante discipline, partner affezionato e costruttivo del Panathlon Orvieto, riconosciuto con la consegna di una targa ricordo, fatta da Rita custodi, team principal del sodalizio orvietano. Non poteva mancare l’intervento di Alvaro Arcipreti, ex direttore sportivo dell’Orvietana Calcio e grande amico di Novellino.

Arcipreti, la cui gestione sportiva portò l’Orvietana ad un passo dalla serie C, oltre a ricordare con piacere quel periodo, ha in un certo senso, amplificato le qualità di Novellino allenatore:” Walter è troppo modesto per dirlo, ma io so, con certezza, che è stato ed è ancora uno dei migliori tattici del nostro calcio. Non sono pochi gli allenatori, compresi quelli che vanno per la maggiore, ad aver appreso e applicato quanto proposto da Walter”.

17 Febbraio 2019

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