
di Pasquale di Paola
Patrocinato dal Comune di Orvieto,alla presenza dei Primi Cittadini di Citta’ della Pieve e di Orvieto,dei Dirigenti Scolastici delle scuole partecipanti, si e’ tenuto presso il Teatro Mancinelli il Concerto “Trame di Note. Note che uniscono”. Un teatro che in una magica serata di fine maggio ha saputo far respirare musica,una ottima musica, trasmettendo forti emozioni e speranza per un futuro migliore: sensazioni che giovedì 28 maggio hanno avvolto il Mancinelli di Orvieto, gremito in ogni ordine di posti e vibrante in compagnia di coinvolgenti ritmi e note , per il concerto tenuto dagli allievi dell’Indirizzo Musicale della Scuola Secondaria di Primo Grado Ippolito Scalza dell’Istituto Comprensivo OrvietoMontecchio e dagli allievi del Liceo Musicale “Italo Calvino”di Citta’Della Pieve.
Non è stato solo un concerto di fine anno, ma qualcosa di molto più profondo: un viaggio collettivo fatto di note, impegno e crescita. Sul palco, giovani musicisti con gli occhi lucidi e le mani attente hanno dato voce a mesi di studio, trasformando ogni brano in un piccolo viaggio condiviso con il pubblico.
L’emozione era palpabile fin dall’inizio. I primi accordi hanno sciolto il silenzio del teatro, riempiendolo di energia e aspettative. Poi, via via, l’armonia degli ensemble, la delicatezza degli assoli, la forza delle orchestre giovanili hanno costruito un crescendo capace di coinvolgere tutti: genitori, insegnanti, studenti.
C’era qualcosa di autentico in ogni esecuzione. Non la perfezione tecnica fine a se stessa, ma il desiderio sincero di comunicare, di esserci, di condividere un traguardo. Ogni applauso era un riconoscimento non solo al talento, ma anche alla dedizione quotidiana, spesso silenziosa, che accompagna il percorso musicale di questi ragazzi e al lavoro straordinario,in pratica non retribuito, dei docenti che li seguono e preparano.
Il concerto ha rappresentato anche un ponte tra territori vicini, uniti dalla stessa passione per la musica e dalla volontà di investire nelle nuove generazioni. Orvieto, Montecchio e Città della Pieve si sono ritrovate idealmente sullo stesso palco, dimostrando come la Musica possa essere un terreno comune, fertile e inclusivo.
Quando le ultime note si sono spente, è rimasto qualcosa di più del ricordo di una bella serata: la consapevolezza che la musica, quando nasce da comunità vive e partecipi, sappia coinvolgere, lasciare un segno profondo, includere. Imparando a rispettare e amare anche coloro che provengono da altre terre, da altri mondi.
Con l’essenziale insegnamento che quei ragazzi, ieri protagonisti sul palco, appartengano già integralmente a un futuro che vale la pena ascoltare. Un futuro grazie a loro piu’ giusto, dalle dimensioni piu’ umane e migliore per tutti.









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