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“Troppa enfasi sul turismo”. Per il M5S il bicchiere è mezzo pieno

“Risultati comunque positivi quelli annunciati dal Comune di Orvieto e relativi al nostro sistema di bigliettazione dei beni museali e monumentali. Tuttavia ad un’analisi approfondita  appaiono in linea con quelli nazionali che già ad agosto scorso si attestavano sul 7,8%. Ben venga quindi che il Comune riesca a mantenere la media nazionale e non perda perda spazi di competitività anche se siamo ben lontani dagli exploit che nell’arco di una singola esperienza amministrativa altri hanno saputo fare”.

Così il Movimento 5 Stelle ridimensiona l’entusiasmo dell’Amministrazione Comunale in materia di turismo. “A leggere gli annunci – osserva la capogruppo Lucia Vergaglia – ci sarebbe stato da credere che per qualità del turismo e quantità di visitatori avessimo avuto un incremento paragonabile con quello della vicina a Bagnoregio mentre invece siamo riusciti a tenere la bara diritta ed adeguarsi alla corrente che ha portato nelle città d’arte e noi luoghi di interesse storico e culturale una percentuale di visitatori in più rispetto agli anni precedenti compresa nella forbice del 7,8%.

Comunque non era un risultato scontato e di questo va dato atto all’amministrazione cittadina. Tra questi pochi visitatori quelli oggetto delle politiche attive del comune Tuttavia sarebbero dovuti essere i famosi crocieristi, che a quanto pare sono stati qualche decina , ed i famosi visitatori russi su cui si sa ben poco tranne il fatto che l’incremento percentuale dichiarato dal comune in termini di ricerca ed interesse nel nostro territorio assomma un valore assoluto comunque troppo basso per essere influente punto infatti poche migliaia di ricerca in più sui siti internet non rappresentano un impatto degno di nota.

Ancora meno la considerazione che il nome della nostra città e delle nostre attrazioni compaia assieme a quello della capitale come recentemente affermato il consiglio comunale da parte dell’assessore al turismo. Infatti messa così sembra più una soddisfazione della vanità che non un esercizio di marketing territoriale ed in ogni caso i pochi visitatori che provengono attraverso quei canali a dispetto dei tantissimi che invece vanno a Roma potrebbero rappresentare un insuccesso invece che qualcosa di cui vantarsi.

Vogliamo però guardare il bicchiere mezzo pieno: anche se non si è saputo fare tesoro di peculiarità esclusive come quelle orvietane e si è scelto un atteggiamento poco deciso almeno non si sono fatti i danni. Tuttavia nel bilancio c’è da aggiungere che il comune ha abdicato a privati la gestione di interi comparti come ad esempio quello del turismo congressuale e questa noi la consideriamo una resa scriteriata  ed una ammissione di non aver voluto metterci l’impegno dovuto con l’albi di aver trovato una situazione ormai irrecuperabile. Per questo ci pare di poter dire  che non c’è nulla da festeggiare, non solo non facciamo meglio degli altri ma ci siamo anche i privati dei mezzi per poterlo fare”.

12 Gennaio 2019

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