Il caldo asfissiante ferragostano ci ha tenuti ai margini del dibattito politico cittadino, per settimane abbiamo assistito a proclami di efficienza e capacità di programmazione politica futura per la città da parte della maggioranza che governa la città. Ci siamo stupiti dell’enorme sforzo profuso nel comunicare le meravigliose strategie atte a rilanciare la bellezza e l’ordine in città, dal restyling delle vetrine dei negozi sfitti nel centro storico fino alle telecamere di sorveglianza e le fioriere in Via Soliana.
Non erano comunicati della Segreteria della Sindaca, ma di una parte politica della maggioranza che, quando si tratta di propaganda, è sempre “presente!” ed attiva, ma ciò che ci ha, veramente, svegliati dal torpore estivo è stata l’attività letteraria del massimo consigliere che, ossessionato dal silenzio del Partito Democratico, per giorni ha sciorinato il suo pensiero a 360 gradi arrivando ad esaltare la demolizione degli asset più importanti, che hanno fatto crescere la città nei decenni scorsi, come la migliore strategia politica della destra locale degli ultimi sette anni con l’aggiunta dei primi cinque.
Come dire: …abbiamo demolito la diga che avevano costruito i “comunisti” rimettendo il fiume nel suo letto originale, facendo perdere lavoro a centinaia di lavoratori e lasciando al buio il territorio nel quale insisteva quella infrastruttura produttiva. Il Partito Democratico è convinto, che si possa fare meglio, anzi si deve, vantare lustrini politici ignorando la depressione economica locale che unita a quella nazionale diventa spaventosa, è esercizio da improvvisati senza conoscenza, non aver sfornato progetti atti ad acquisire fondi del PNRR e, laddove ci sono riusciti, farli addirittura scadere, salvo un recupero grazie alle risorse stanziate dal Governo Conte con la Legge 160 nel Decreto Ministeriale 20/26, per il Centro Sociale di Orvieto Scalo che verrà realizzato entro il 31 dicembre del 2027, dovrebbe farli vergognare.
E poi l’Asilo di Sferracavallo, la Strada Provinciale 12 Bagnorese, le pirotecniche lucubrazioni sul futuro della Piave, i mancati interventi sui beni architettonici come la Chiesa di San Francesco, i Giardini Pubblici che non sono ancora fruibili mentre l’area giochi della Confaloniera (200.000 euro spesi!) è già da manutenere a pochi mesi dal taglio del nastro, le soluzioni a strisce gialle per il parcheggio dei residenti e nessun controllo sugli abbonamenti concessi nei parcheggi insilati, Piazza della Pace senza servizio di ristoro per i turisti e scale mobili di accesso alla Stazione Ferroviaria, la Casa di Comunità realizzata in una porzione del vecchio Ospedale in Piazza Duomo non tenendo presente i problemi di viabilità e parcheggi. Sembra il Metaverso progettato e compiuto…ma al contrario!
La stessa Giunta che ha governato la città nella passata consiliatura, silente nei confronti della Giunta Regionale della presidente Donatella Tesei di centrodestra, ha permesso che la sanità pubblica del territorio orvietano venisse svilita a vantaggio di quella privata, oggi con la presidente Stefania Proietti di centrosinistra l’Ospedale di Orvieto ricomincia timidamente a riorganizzarsi, da aprile quattro nuovi medici nel reparto di Urologia, importate laddove esiste una gran parte di popolazione non più giovanissima, e, a breve, con un concorso pubblico ne verranno assunti altri due.
Partito Democratico Orvieto










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