Decreto sicurezza, la giunta regionale ricorre alla corte costituzionale
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Decreto sicurezza, la giunta regionale ricorre alla corte costituzionale

Nel corso della seduta della Giunta regionale di lunedì 7 gennaio,  l’Assessore Antonio Bartolini ha evidenziato come il decreto sicurezza presenti profili di palese incostituzionalità che vanno ad impattare su tutte le più importanti materie di legislazione regionale quali la salute, l’assistenza sociale, il diritto allo studio, la formazione professionale e le politiche attive del lavoro, l’edilizia residenziale pubblica: infatti il decreto, nell’eliminare i permessi di soggiorno per motivi umanitari  e togliendo il diritto di residenza ai richiedenti asilo (su cui diversi Sindaci  italiani stanno esercitando il diritto di obiezione di coscienza) sta creando un vero e proprio “caos” normativo e legislativo e confusione nelle responsabilità dei funzionari di Regione, Asl, Agenzie e Comuni e parallelamente una “corsa ad ostacoli” per gli stranieri che, entrati con un regolare permesso di soggiorno, oggi o sono riportati – con legge dello Stato – nella clandestinità e nell’irregolarità o gli viene tolta la residenza.
Con la conseguenza che i vari diritti riconosciuti, soprattutto mediante la legislazione regionale, come il diritto alle cure mediche e ad usufruire dei servizi sanitari, il diritto allo studio, comprese le provvidenze per gli studenti universitari, la formazione professionale che viene erogata soprattutto agli immigrati, con benefici per il nostro apparato produttivo, o vengono compromessi o ne viene aggravato l’esercizio, per cui il percorso all’integrazione viene interrotto determinando insicurezza sociale.

La Presidente Catiuscia Marini ha proposto alla Giunta regionale di sollevare la questione di costituzionalità di fronte alla Consulta, ribadendo la sua ferma volontà di mantenere inalterati i livelli dei servizi e dei diritti riconosciuti agli stranieri entrati regolarmente nel nostro territorio ed oggi posti in uno “strano limbo” e penalizzati dal decreto sicurezza, con grave lesione dei diritti umani e del rispetto della dignità di ciascuna persona, una situazione che  genera peraltro problemi sociali nelle singole città della regione e rende complicato l’intervento sociale da parte delle istituzioni locali.

La Giunta regionale ha inoltre  deliberato di avviare il percorso per l’approvazione di un disegno di legge “salva-regolari” che mantenga inalterati,  a garanzia di tutta la comunità regionale e in attesa del giudizio della Corte, i diritti sociali ed umani garantiti nel nostro territorio regionale a quegli stranieri entrati regolarmente in Italia e che ora sono stati privati delle proprie legittime aspettative dal decreto sicurezza.

La Giunta sosterrà anche le azioni legali intraprese dai Sindaci, mediante gli opportuni strumenti giuridici a disposizione. “Le misure intraprese oggi dalla Giunta regionale – ha detto la presidente Marini – sono in continuità con la tradizione millenaria di civiltà del popolo umbro, improntata ai principi di convivenza pacifica e solidarietà, sempre vicina a chi ne ha bisogno: nessuno di coloro che  vive  in Umbria verrà abbandonato al suo destino, umbri e non, con buona pace dei disseminatori di odio. Questa è la terra di San Francesco e San Benedetto, è la terra della spiritualità che si è fatta accoglienza, è la terra dell’impegno laico, civile, solidarista e pacifista. Ai nostri valori ispirati alla Carta Costituzionale e alle convenzioni internazionali di salvaguardia dei diritti dell’uomo – ha concluso Marini – non rinunciamo”.

 

 

8 Gennaio 2019

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