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“A scuola di Cittaslow” Ed.2019

La domanda è: come darci futuro? Un nuova visione e risposte concrete arrivano dal nuovo volume “Imprese di Comunità-innovazione istituzionale, partecipazione e sviluppo locale”, che sarà presentato nella città di Orvieto in prima nazionale.
” A ben vedere – suggerisce Barbara Paron, Coordinatore di Cittaslow Italia e Sindaco di Vigarano Mainarda che introdurrà la serata – il tema è di strettissima attualità: come meglio ottimizzare le risorse economiche e sociali del paese per creare benessere per tutti e sviluppo sostenibile nelle piccole e grandi comunità. E’ esattamente il compito che si sono assunti tutti i Sindaci Cittaslow in Italia e nel mondo: non c’è futuro senza una nuova centralità della comunità nelle scelte di governo locale”.

Alla presenza di due degli autori che hanno curato l’opera – in uscita in questi giorni per i tipi de Il Mulino edizioni, Bologna, con il patrocinio e contributo della Provincia Autonoma di Trento – giovedì 31 gennaio alle 18 si terrà presso la Sede Cittaslow a Palazzo dei Sette in Corso Cavour 87 in Orvieto, un incontro pubblico aperto a tutti inserito nel ciclo “A Scuola di Cittaslow”: si tratta del secondo di nove Giovedì “slow” organizzati col contributo di soggetti attivi e associazioni del territorio che dialogano con esperti e cittadini. Alternativa sia all’impresa capitalistica sia all’impresa pubblica e alla pubblica amministrazione, l’impresa di comunità poggia su due pilastri: la partecipazione della società civile alla produzione e alla gestione di beni e servizi; il perseguimento dell’interesse generale per una determinata comunità locale.

In Italia queste nuove imprese svolgono un ruolo importante, perché contribuiscono alla rivitalizzazione di aree rurali a rischio spopolamento, nonché al recupero di aree urbane degradate oppure segnate da fenomeni di marginalità sociale. Come funzionano le imprese di comunità e quali sono i loro tratti fondanti? A partire da un’analisi empirica condotta da Euricse, il volume ne illustra le principali caratteristiche – governance, forme giuridiche, aspetti finanziari, rapporti con gli enti pubblici locali – e ne analizza l’efficacia come strumento di sviluppo locale.

Fin dalla nascita delle economie moderne, abbiamo assistito accanto alle imprese private di capitale allo sviluppo in parallelo di forme di encomia sociale, a partire dalle prime latterie sociali o le famiglie cooperative di consumo o elettriche, le casse rurali o i consorzi. Si tratta – come rimarcano Pier Angelo Mori e Jacopo Sforzi nell’introduzione al volume – di imprese del Terzo Settore che producono beni e servizi di interesse generale per un’intera comunità locale e valorizzano la partecipazione degli stessi membri associati. Oggi con la crisi dei modelli economici di impresa tradizionali(fordista e postfordista) e l’impraticabilità di forme stataliste di imprenditoria pubblica, l’impresa di comunità è vista sotto una nuova luce e rappresenta in qualche modo una novità ed anche una “exit strategy” da certa stagnazione senza prospettive.

Nel volume – suddiviso in otto capitoli, tre appendici e un compendio bibliografico per circa 250 pagine – gli autori approfondiscono prima il tema di che cosa sia oggi l’impresa di comunità, che cosa rappresenti e cosa possa rappresentare per l’immediato futuro, le forme giuridiche, la genesi e il consolidamento d’impresa. La seconda parte è invece dedicata – senza pretesa di esaustività – ad una approfondita rappresentazione di una serie di esperienze di impresa, veri e propri case history che servono da utile esempio per chiunque si avvicini al tema. I casi di studio illustrano dati alla mano l’efficacia delle ricette proposte. Oltre a ciò grande attenzione è dedicata da parte degli autori alle relazioni con le politiche pubbliche e i livelli istituzionali, peraltro anch’essi in continuo divenire nel nostro paese.

L’impresa di comunità come nuova forma organizzativa ne esce dunque come fenomeno attuale in forte evoluzione, che se riceverà le dovute attenzioni potrà da subito contribuire alla stabilizzazione socio-economica del paese, preservando i diritti costituzionali e creando in modo innovativo nuovo valore e preservando la buona gestione dei servizi di pubblica utilità e dei beni comuni. “L’obiettivo del libro – precisano gli autori – è quello di contribuire a chiudere il gap tra il rinnovato interesse per l’impresa di comunità e le ancora limitate conoscenze circa le sue potenzialità. È del tutto evidente, infatti, come, pur in presenza di una disposizione favorevole del pubblico e di una crescente domanda di istituzioni di questo genere, la mancanza di nozioni e strumenti possa frenare fortemente il processo. Il libro vuole così mettere a disposizione dei cittadini, policy maker e ricercatori desiderosi di approfondire questo tema alcune nozioni e informazioni di base che li possano aiutare a capire ed eventualmente agire”.

Andrea Bernardoni, autore – responsabile ufficio economico e finanziario Legacoop Umbria e responsabile dipartimento cooperative sociali, imprese sociali, cooperative di comunità, Co-organizzatore Legacoop Summer school cooperative sociali

31 Gennaio 2019

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