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M5S Orvieto: Le Crete e la politica orvietana

Alle 12 di giovedì, a poche ore da un accesissimo Consiglio comunale, si è tenuta una Commissione capigruppo per cercare un approfondimento sulla recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale che vede soccombere la città di Orvieto contro le nuove impiantistiche in Pian del Vantaggio e che mette a rischio anche l’opposizione all’allargamento del secondo calanco di Le Crete.
Una opposizione che sulla carta vede ad Orvieto tutti d’accordo nell’impugnare le decisioni di gestore (Acea Ambiente srl di Terni) e Regione ma che in realtà ai pentastellati sembra più un tentativo di passare il tizzone ardente di volta in volta a Germani oppure addirittura al Comune di Roma che è proprietario di Acea spa che detiene le quote della srl ternana.
Insomma si tratta di capire se è possibile trovare davvero una via orvietana di risoluzione della complessa vicenda in cui gli interessi di Perugia, in odore di incombente emergenza rifiuti, e che necessita di una discarica come quella di Le Crete, e gli interessi della regione Umbria priva di un piano impianti adeguato tanto che non raggiunge i target di differenziata e di riciclo, si sovrappongono a quelli della politica locale che, a dieci anni dalla privatizzazione e svendita della discarica, vive ancora la tentazione di sfruttarla come martello politico e propaganda e – dice la capogruppo Lucia Vergaglia – è lecito domandarsi se gli interessi dei cittadini siano presenti in questa complessa equazione e se, comunque, si sia fatto tutto il possibile o, come sembra, ci si sia adagiati sulle iniziative di Governo e Regione come nel caso del divieto di costruzione inceneritori.

Qui di seguito l’intervento completo:

 «Per qualche motivo ad Orvieto si è spesso andati in ordine sparso rispetto a questioni complesse in cui è necessaria una grande condivisione, sia pure per essere fermi nel dire un semplice no. Su Le Crete abbiamo assistito a continui cambi di posizione: le stesse forze politiche che hanno privatizzato e concesso ed approvato sia con le amministrazioni di centro destra che con quelle di centro sinistra gli allargamenti della discarica oggi si dichiarano totalmente contrarie. Bene, però bisogna essere conseguenti.
E’ folle dichiarare in Consiglio la propria contrarietà e poi tentare di far cadere lo stesso Consiglio ed il Sindaco prima di passare dagli atti ai fatti. Oppure non è follia ma è invece soltanto una mistificazione della realtà, insomma una bugia. Ad Orvieto è successo e sta succedendo ancora. In questa confusione persino le forze sociali non sanno più che pesci prendere tanto è vero che a dispetto delle tante sigle ambientaliste presenti in città quando abbiamo fatto approvare il divieto di costruzione inceneritori, ribadito anche oggi dal Sindaco che però si è limitato a recepire l’impegno senza predisporre atti di Giunta a questo conseguenti, nessuna di loro ci ha appoggiati, e questo sarebbe di per se incredibile, ma addirittura ci hanno accusato di immobilità.
Il colmo. Ed ora che si avvia un anno assolutamente complesso in cui vengono al pettine tutti i nodi come la restituzione alla gestione del “butto”, la vecchia discarica nel primo calanco di Le Crete, alla responsabilità cittadina, che si combatte ancora contro l’espansione del secondo calanco, che il rischio emergenza perugina minaccia l’immediata saturazione dei volumi e possibili atti d’imperio per riaprire la partita del terzo calanco e c’è anche il nodo impianti occorre una risposta fatta da una politica che non accoltelli alle spalle e che sappia esprimere un progetto di lungo periodo.

La nostra soluzione è chiara, non semplice, ma certamente molto chiara. La nostra posizione è sempre stata contro l’espansione orizzontale, verticale e termica di Le Crete. Cioè nessun terzo calanco, nessun innalzamento del secondo e nessun impianto di combustione dei rifiuti. Su questi temi c’è stata convergenza e quindi si deve ripartire da qui, con un impegno a perseguire anche fino al Consiglio di Stato questa decisione. Non c’è convergenza invece sulla bomba ecologica che potrebbe divenire il “butto”, il primo calanco dal maggio 2020.
Su questo abbiamo dato l’allarme già da tempo ma una presa di responsabilità da parte dell’attuale amministrazione con i partiti che la sostengono o della ex maggioranza non c’è stato, sono rimasti li a far finta di niente. Così come sono rimaste inascoltate le nostre proposte di mettere sotto diffida già dal 2016 i comuni come Perugia che rischiavano di costringerci a trasferimenti d’imperio di spazzatura da mettere in discarica a causa della loro incapacità di raggiungere gli obbiettivi minimi di differenziata e riciclo.
Se l’avessimo fatto oggi avremmo quantomeno un contrappeso economico sostanziale da mettere sul piatto della bilancia politica nel confronto con la regione Umbria. La scarsa lungimiranza che a nostro avviso ebbero i colleghi che votarono contro oggi ci pone nella situazione di subire ancora una volta le decisioni della Regione da posizione debole e minoritaria. Ma non possiamo limitarci a piangere sugli errori del passato e bisogna affrontare il presente in maniera coesa. Occorre resistere in giudizio e nel frattempo dotarsi di una risposta strategica, cioè di lungo periodo, per una moderna gestione dei rifiuti, per rendere Le Crete quanto più possibile opportunità invece che problema agendo nell’interesse esclusivo di cittadini e territorio.

Tutti noi siamo coscienti che il servizio raccolta, recupero, riutilizzo e riciclo dei rifiuti vada sostenuto ed incentivato e pertanto possiamo, e dobbiamo, dotarci di un progetto d’insieme che ci permetta un ambiente salubre, servizi di livello e mantenimento della base occupazionale senza essere ostaggi di Regione, e dei suoi possibili cambi di passo ad esempio sugli inceneritori come in sede di question time abbiamo ricordato al Sindaco Germani, e le sempre possibili emergenze. In presenza di una seria e concreta disponibilità delle altre forze politiche ad operare di comune accordo sottraendo questa discussione dall’incombente campagna elettorale presenteremo con tutti loro, a firme congiunte, una proposta organica. In assenza di tale concretezza ognuno dei candidati, con la propria credibilità ed il proprio personale patrimonio di coerenza dimostrata in questi anni di Consiglio, presenterà il proprio progetto alla cittadinanza.» Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle, Consiglio comunale della città di Orvieto.

 

28 Dicembre 2018

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