di Roberto Pace
Al trio difensivo delle meraviglie, Sarti, Burgnich, Facchetti, portiere e terzini della prima grande Inter allenata dal mago Herrera, la piccola Orvietana rispondeva con, Carnevali, Giovannini, Scozzarella. Peppe, prof. e maestro di tennis, Bruno l’idraulico, Antonio avvocato in grande ascesa professionale. Personaggi con abitudini diverse nella vita di tutti i giorni con in comune la passione formidabile per il calcio. Antonio, prima di lasciare questo mondo per l’ultimo viaggio, è stato l’ultimo a poterlo raccontare insieme ai capitoli del secondo romanzo nel quale protagonisti di primo piano sono i motori quelli delle Ferrari in particolare.

La casa di Maranello, senza enfatizzare, dovrà sempre qualcosa al nostro caro avvocato, grande promoter del rosso nazionale auspice le capacità di trasmettere nel profondo di chi lo ascoltava l’affetto per le creature ispirate dal gran vecchio modenese. Cardine, di tutto questo l’acquisto della Ferrari Testarossa, prima supercar italiana le cui forme, unite al rombo del dodici cilindri toccavano i punti sensibili di appassionati e no.
Antonio, coccolando l’oggetto da quattrocento cavalli, rispondeva volentieri e compiutamente a ogni domanda aggiungendo particolari inediti, ereditati dalle frequenti visite nell’ambiente di Maranello dov’era conosciuto e apprezzato. Testimonial del Ferrari Club Orvieto fu tra i primi a insegnare la strada per le visite in fabbrica, con Monaldo Vittori (Bardano) R.I.P. valido supporto e pronto a riceverne il testimone.
Non c’era edizione della Castellana a non essere aperta e chiusa dal rombo Testarossa con l’avvocato alla guida. L’Associazione Castellana lo ricorda con grande affetto. Senza la rossa non sarà la stessa cosa ma l’assenza servirà almeno per conservarne luccicante il ricordo.
I funerali si terranno in Duomo venerdì 15 maggio alle ore 15:00








