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M5S Orvieto: No inceneritori, avanti col riciclo

ORVIETO – Dal 17 al 25 novembre è in corso l’appuntamento con la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SEER). Questa X edizione ha come tema portante quello dei rifiuti pericolosi, tutti quegli scarti che al loro interno contengono elementi,quali parti infiammabili, esplosive o tossiche, nocivi per la salute dell’uomo e degli ecosistemi. Nel frattempo  ad Orvieto non mancano le polemiche sui possibili inceneritori e sulla discarica di Le Crete. La capogruppo pentastellata Lucia Vergaglia interviene per fare il punto ed ecco il suo commento.

«Tra le numerose attività portati avanti dalla sottoscritta in filiera con il Movimento 5 Stelle nazionale e con i tanti singoli attivisti per l’ambiente del territorio, ci sono quelle per la riduzione dei rifiuti per la quale Orvieto è diventata almeno sulla carta un punto di riferimento. Infatti in Consiglio comunale abbiamo portato le istanze che puntano a diminuire la produzione generale dei rifiuti per ridurre il loro conferimento degli impianti di trattamento e nelle discariche. Calo un velo pietoso sulla questione inceneritori perché Orvieto si è pronunciata all’unanimità contro la prospettiva di averne sul territorio approvando un apposito ordine del giorno a mia prima firma e convergendo  sulla posizione di respingere quella della termovalorizzazione come soluzione di ultima istanza da utilizzare dove non si faccia una differenziata di livello elevato come quella di Orvieto e del nostro territorio.
Persino il partito che ha espresso il vicepresidente Meffi, che oggi scrive di volere gli inceneritori, ha votato con chiarezza per un ciclo economicamente virtuoso come quello del riciclo esprimendosi a favore del divieto di incenerimento. Così come sono state unanimi le approvazioni delle tante iniziative a tutela del valore del nostro ambiente e rispettose delle buone pratiche civili per la riduzione dei rifiuti.
 Formalmente infatti Orvieto è diventata una città Plastic free su cui non è consentito l’utilizzo in area pubblica dei prodotti usa e getta di plastica, ad Orvieto è stato approvato un protocollo anti spreco per i prodotti in scadenza e la reintroduzione del vuoto a rendere. In questa settimana Europea della riduzione dei rifiuti dobbiamo fare il punto e ricordare che l’amministrazione deve trasformare impegni in atti concreti incentivando le buone pratiche da parte dei cittadini rafforzando la sua presenza nei controlli capitalizzando quello che è sulla carta facendolo diventare valore aggiunto per chi viene a vivere e lavorare, o anche solo in vacanza nei nostri territori, attratti anche dalla reputazione del buon vivere e dalla immagine molto “eco” e rispettosa che diffondiamo. Spiace quindi che qualcuno abbia cambiato idea tirandosi indietro, e secondo me sbaglia ed alimenta incertezza in chi può investire nel riciclo. Infatti se uniamo la fermezza del territorio che per la prima volta ha messo da parte le differenze e con una voce unica ha deciso di opporsi a diventare il cestino della spazzatura di chi a non sa o non vuole differenziare, e cominciamo a prospettare una programmazione che punti ad un vero riciclo e riutilizzo dei materiali potremmo fare di quella che è attualmente una spesa ed un impegno stressante per il territorio un punto di forza, con ricadute positive per tutti gli ambiti e non solo per l’ambiente.  Questi primi 5 anni quindi sono stati positivi e fecondi di una inversione di rotta che, al netto di qualche sgorbio dei singoli che cercano di farsi notare in vista delle elezioni, è la vera novità degli ultimi trent’anni anni. Ora però bisogna guardare ai prossimi 5 in cui costruire uno sviluppo nuovo basato sull’economia circolare , sulla riduzione dello spreco che il contrario del “tanto c’è l’inceneritore”. Anche perché c’è il problema economico che senza incentivi gli inceneritori costano, altro che rendono.
 E personalmente sono orgogliosa di aver contribuito a gettare queste basi in cui la riduzione dello spreco è l’obiettivo di una politica pulita anche in senso sostanziale, non solo etico, e che stia prendendo sempre più spazio nel dibattito cittadino, nella coscienza degli orvietani ed aumentando il valore del territorio, parte di quella cuore verde d’Italia che è l’Umbria ancora non coinvolta in scandali e vicende di inquinamento regionale i cui responsabili sono lontani da Orvieto. Ma ripeto non dobbiamo accontentarci e dobbiamo pianificare i prossimi 5 anni nella prospettiva dei successivi 15 perché queste sono le durate delle iniziative legate all’ambiente». Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle, Consiglio comunale della città di Orvieto.

21 Novembre 2018

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