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Geotermia sull’Alfina, dibattito in consiglio regionale. Cecchini: “Valuteremo azioni anche su scelte Mise”

Redazione by Redazione
21 Maggio 2018
in Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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Nel corso della seduta del consiglio regionale di giovedì 17 maggio,  nello spazio delle ‘Question time’ i consiglieri Emanuele Fiorini e Valerio Mancini (Lega) hanno presentato l’interrogazione attraverso la quale hanno chiesto alla Giunta regionale “quali provvedimenti intende adottare a seguito della sentenza del Tar (febbraio 2018) che annulla le delibere di Giunta, essendo a tutt’oggi sconosciute le motivazioni per il mancato pronunciamento della Regione, riguardo al progetto di un impianto pilota da 5 MW per lo sfruttamento del bacino geotermico, presente sull’altopiano dell’Alfina, denominato ‘Castel Giorgio’”.

Fiorini, nel definire “inaccettabile il silenzio della Regione sulla questione della geotermia sulla Piana dell’Alfina”, ha ricordato che “il Tar ha accolto il ricorso dell’ITW-LKW Geotermia, annullando le delibere della Regione e ordinando al ministero dello Sviluppo Economico di pronunciarsi entro 45 giorni sul Progetto Pilota denominato “Castel Giorgio”, istanza presentata dall’impresa nel gennaio 2014. Numerose associazioni e comitati civici hanno manifestato la loro contrarietà al progetto, mediate un’azione positiva di lobby concertata con le Amministrazioni comunali interessate, ricadente in un territorio che comprende numerose realtà umbre, laziali e toscane. L’Assemblea legislativa umbra ha approvato, nel marzo 2016, una risoluzione che impegnava la Giunta a subordinare qualsiasi decisione a principi rispettosi della salute, dell’incolumità e della volontà delle comunità locali eventualmente coinvolte dalla realizzazione di questi impianti per lo sfruttamento dell’energia geotermica”.

L’assessore Fernanda Cecchini ha risposto che “la Giunta regionale ha partecipato attivamente sulla problematica, sia in riunioni di Commissione che in Consiglio regionale, e concordando con questa Assemblea che laddove c’è un intero territorio costituito dall’insieme delle associazioni e dalle istituzioni comunali che pongono problematiche ed evidenziano contrarietà all’investimento, la Giunta regionale ne tiene conto nei suoi pronunciamenti. Rispetto ai passaggi tecnici, la procedura prevede che l’autorizzazione è in capo al Mise, dopo l’intesa con le Regioni preposte. Quindi, dal punto di vista tecnico e formale, la Giunta ha determinato già nel 2011 l’avvio del percorso, individuando una tecnologia di riferimento (impianti a ciclo binario per produzione geo termoelettrica a zero emissioni). Le attività geotermiche previste nel progetto di Castel Giorgio, per la produzione di energia elettrica, sono in corso di realizzazione da circa 20 anni sia in Italia che a livello europeo. La differenza geologica tra i vari territori impone tuttavia un’esame attento delle varie situazioni geologiche che possono essere presenti. Anche per questo il progetto relativo all’impianto pilota ‘Castel Giorgio’ è stato redatto da un’equipe altamente qualificata ed esaminato poi dalla Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie nel marzo 2012 e che ha espresso, dal punto di vista tecnico, pareri positivi. Successivamente il ministero dell’Ambiente ha emanato provvedimento positivo con prescrizione di compatibilità ambientale nella configurazione dell’impianto che prevede immissione nel sistema elettrico. Le valutazioni delle Commissioni, che hanno espresso pareri nell’iter previsto, sono state positive rispetto alle tecnologie proposte. A fronte di tutto ciò la Giunta regionale, che dovrà pronunciarsi, prenderà atto anche delle scelte dell’Avvocatura del Mise ed in base al percorso che verrà individuato, valuterà le azioni da intraprendere”.

Nella replica, Fiorini ha chiesto “qualora il Mise richiedesse il protocollo d’intesa, la Regione come procederà e cosa dirà al riguardo? I cittadini non vogliono questo impianto. Va rispettato il territorio. Non possiamo più accettare questo modo di amministrare la regione, colmo di silenzi assordanti e di scelte discutibili”.

(Fonte: Consiglio regionale dell’Umbria)

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