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False notizie, mezze notizie, stupidaggini e minacce. Libertà d’informazione in crisi

di Dante Freddi

A gennaio di quest’anno, il presidente dell’ordine dei giornalisti, Roberto Conticelli, in occasione della festa del patrono dei giornalisti, san Francesco di Sales,  inviava una nota ai colleghi umbri, che vale riprendere e ampliare: « Cari colleghi, il recente, puntuale monito dell’Arcivescovo di Perugia Cardinale Gualtiero Bassetti in occasione della celebrazione del nostro patrono San Francesco di Sales, riferito all’eccessiva diffusione on-line di notizie false, le cosiddette fake news, non può non imporre a noi giornalisti una seria riflessione. Infatti anche in Umbria, dove il livello complessivo della categoria è qualitativamente elevato, non siamo immuni da eccessi, spettacolarizzazioni e sfrenate rincorse allo scoop che sovente sconfinano, purtroppo, nel “falso” o comunque nel “non verificato”. E ciò avviene non solo nel magma spesso incontrollabile della “rete”, per la quale comunque stiamo avviando monitoraggi specifici, ma anche in tutte le altre forme giornalistiche presenti, dalla carta stampata all’emittenza televisiva e radiofonica».

Conticelli invita infine i giornalisti ad attenersi al « rigoroso rispetto delle regole deontologiche del giornalismo»

Il Presidente ha sicuramente ragione, ma bisogna anche ricordare la difficoltà oggettiva di piccoli editori , che, soprattutto per timore di querele, ma  in alcuni casi per pigrizia, per quieto vivere o per bisogno, sono costretti a pubblicare comunicati difficili o impossibili da verificare, a volte contenenti  notizie parziali o fuorvianti, a volte stupidaggini e invettive che squlificano il giornale.
Ormai tutti i personaggi politici e loro succedanei che vagano nell’ambiente della comunicazione, e non soltanto loro, inviano comunicati. Sono una fonte, qualche volta utile, ma addirittura c’è chi pretende la pubblicazione totale e senza commenti, come avviene a Orvieto da parte di alcuni esponenti del centrodestra locale nei confronti di orvietosi.it. Questa prassi di considerare i giornali web bacheche asettiche e non mezzi  gestiti  da persone pensanti meriterebbe un intervento dell’ordine professionale, per omogeneizzare i comportamenti e renderli più dignitosi, organizzando anche un corso di formazione ad hoc, come chiesi a gennaio a Conticelli, che provochi un dibattito e indichi linee comuni per chi opera in Umbria.
I giornalisti hanno inoltre  necessità di protezione da parte dell’ordine di fronte a minacce di querele che minano la loro attività e di fronte alle quali  i piccoli editori  locali sono vasi di coccio in mezzo a vasi di ferro. Una vera e propria violazione della libertà d’informazione, che subiscono giornalisti e lettori.

A queste considerazioni allego una simpatica tabella, pescata tempo fa sulla rete, che aiuta i lettori a comprendere i vizi di chi comunica e quindi a pesare chi hanno di fronte, sui giornali stampati, su quelli web, sui social.
Attenzione, di questa roba ne gira un bel po’.

26 Agosto 2017

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