
La politica ha il dovere di migliorare l’esistente. Se chi ha un ruolo di governo della città si concentra sulle attività ordinarie, come tagliare l’erba per esempio, al punto che diventa un incubo, allora vuol dire che ha confuso il suo ruolo con quello della burocrazia. Ci riferiamo all’ultima dichiarazione della Sindaca che, al di là della facile ironia che può generare, fotografa bene, purtroppo, la scala delle priorità di questa Giunta.
Mentre Orvieto continua a perdere occasioni importanti – dai finanziamenti legati al PNRR alle opportunità di rilancio turistico, fino alla difficoltà nel sostenere nuove attività economiche e contrastare lo spopolamento – la Sindaca confessa candidamente alla città che il suo peggiore incubo è il taglio dell’erba, una questione che dovrebbe rientrare nella normale gestione amministrativa, programmata, organizzata e gestita dagli uffici competenti, con efficienza e continuità. Non può diventare il centro del racconto politico di chi è chiamato a guidare la città.
Il punto, purtroppo, è più profondo: questa amministrazione appare sempre più ripiegata sull’ordinario, incapace di esprimere una visione strategica. In questi anni sono mancate scelte forti su temi decisivi: sviluppo economico, infrastrutture, attrazione di investimenti, politiche per i giovani e per il lavoro. La questione è preoccupante perché riduce miseramente la funzione politica, che è quella di avviare processi per il futuro della città e dei suoi abitanti, ad una funzione di gestione dell’ordinario, che non è né un merito né una prospettiva, è ordinario e basta. L’ordinario spetta alla burocrazia e c’è una forte differenza con la politica. Quando si confondono i ruoli si avvia il futuro della città verso un inesorabile declino.
Partito Democratico
Proposta Civica
Gruppo Misto








