ORVIETO – Revocati gli arresti domiciliari a Franco e Lucia Ceprini. E’ quanto ha deciso il gup di Roma Gaspare Sturzo a seguito dell’interrogatorio di garanzia ritenendo “non più sussistenti le esigenze cautelari”. E’ quanto riferisce il legale difensore della famiglia Ceprini, l’avvocato Emilio Festa. La Ceprini Costruzioni srl – si legge ancora nella nota diffusa dallo studio legale – esprime soddisfazione per il provvedimento adottato e coglie l’occasione per ringraziare tutti coloro, a cominciare dai propri dipendenti, che in questi giorni hanno dimostrato vicinanza, stima e fiducia alla nostra società e alla nostra famiglia.
“Manifestazioni di stima – aggiungono dalla famiglia – che ci incoraggiano per il prosieguo del nostro lavoro che continua con determinazione e massimo impegno nelle opere in essere e in quelle future”. L’imprenditore del cemento e la nipote erano stati raggiunti dal provvedimento cautelare per i reati di associazione per delinquere, corruzione e tentata estorsione il 26 ottobre scorso nell’ambito dell’inchiesta Grandi Opere portata avanti dai carabinieri del Reparto Operativo di Roma e i colleghi della Compagnia di Orvieto.
Nel caso specifico si tratterebbe del filone d’inchiesta che pare riguardare la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Genova-Milano. L’attività investigativa è denominata “Amalgama” e ha fatto scattare arresti nel Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Abruzzo, Umbria e Calabria. L’indagine avrebbe ricostruito condotte illecite di un gruppo di persone costituito, organizzato e promosso dalla persona che, fino al 2015, è stato il direttore dei lavori nell’ambito delle tre opere pubbliche interessate e dal suo socio di fatto, un imprenditore calabrese del ramo delle costruzioni stradali, che si è avvalso del contributo di altre 9 persone, tra le quali anche alcuni funzionari del consorzio COCIV.
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