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Home Politica

Recupero del maggior disavanzo generato dal riaccertamento straordinario dei residui – Anno 2015. Un atto dovuto

Redazione by Redazione
13 Giugno 2015
in Politica, Secondarie, Archivio notizie
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Il Consiglio Comunale ha approvato (10 favorevoli: consiglieri di maggioranza e Vergaglia; 3 astenuti: Olimpieri, Tardani, Sacripanti) in base alle norme vigenti, le modalità di recupero del maggior disavanzo generato dal riaccertamento  straordinario  dei  residui – Anno 2015.

Ovvero, il Consiglio Comunale ha preso atto che il processo di revisione straordinario dei residui previsto dal Decreto Legislativo 118/2011 ha evidenziato un maggior disavanzo di natura tecnica pari ad €. 3.295.590,81 ed ha stabilito che tale risultato negativo debba essere ripianato in 30  rate costanti a garanzia della piena copertura entro l’esercizio finanziario 2044 e di applicare alla bozza di bilancio in sede di stesura per l’anno 2015/2017 la quota pari ad €. 109.853,03 finanziata con maggiori entrate correnti da proventi parcheggi e parchimetri e da minori spese correnti dedicate a segreteria generale, personale e organizzazione.
___________________________________
Illustrando l’atto, l’Assessore al Bilancio, Massimo Gnagnarini ha detto che “dal 2015 abbiamo adottato la nuova contabilità. Oggi ragioniamo del riaccertamento straordinario dei residui che ha determinato un extradeficit di residui non più esigibili pari a 3 mln e 295 mila euro che nel bilancio comporterà oneri aggiuntivi, un aggravio di non disponibilità di spesa di circa 110 mila euro/anno. Ciò significa che nel particolare stato di predissesto in cui si trova il nostro ente, oltre a seguire ed ottemperare agli obiettivi fissati dal piano pluriennale di rientro dal deficit, si aggiunge questo ulteriore piano di risanamento relativo ad incassi precedentemente segnalati e portati in bilancio, ma che con la nuova normativa si sono dovuti eliminare.
Si tratta quindi di un ripiano trentennale dell’extradeficit che si aggiunge a quello storico su cui si è impegnata l’Amministrazione passata, indicando nella fase conclusiva del suo mandato, un piano che l’attuale Amministrazione ha acquisito e in parte attuato in quanto si calava sui servizi.
Con questa delibera andiamo a concludere la fase di passaggio tra la contabilità ordinaria e quella armonizzata. Per il futuro – compreso l’esercizio in corso – ciò comporta un diverso approccio alla dinamica di equilibrio del bilancio: non più un bilancio di previsione senza tenere conto degli effettivi incassi rispondenti ai cespiti in bilancio. Già per il 2015 questo determina una reimputazione di una parte dei residui sulla competenza. Adempiamo quindi al riaccertamento dei residui che incide sul risultato di amministrazione del 2014 (deliberato il 30 aprile, cambiato in funzione di questo riaccertamento). Con il nuovo bilancio faremo fronte a questo aggravio”.

Dibattito:
Cons. Andrea Sacripanti (Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale): “sembrerebbe una delibera legata ad un atto dovuto, in quanto a dicembre ci siamo trovati con dei crediti di ‘dubbia esigibilità’ da parte del Comune, termine questo che lascia aperto uno spiraglio. D’altra parte dobbiamo intervenire. La domanda allora è, perché abbiamo accumulato questi crediti non riscossi? Sono per la maggior parte derivanti, se non tutti, dal mancato incasso del gettito da entrate tributarie da parte di cittadini che non hanno pagato l’imposizione fiscale. Allora perché l’Amministrazione non ha proceduto con misure più incisive per rientrare in questi crediti?  Evidentemente, al di là dei soliti furbetti, i nostri concittadini nel corso degli anni non ce l’hanno fatta più, entrando nella impossibilità oggettiva di pagare. Questo a causa dell’eccessivo carico delle imposte ascrivibili a questa e alle Amministrazioni precedenti.
Poiché la materia è connessa con il bilancio 2014 e con quelli futuri, auspico che ci sia da un lato l’assunzione di responsabilità da parte del Consiglio Comunale non solo in questa occasione ma anche quando vedremo tutte le aliquote portate al massimo. Dobbiamo capire bene che oggi, se il Comune non riscuote ci rimette tutto il comune, tutta collettività. Quindi una presa di coscienza per quello che è stato e quello che sarà è obbligatoria e questo ci deve servire da monito. Da un lato siamo imbrigliati da una logica imposta seconda la quale le aliquote vanno mantenute dall’altro però si possono trovare dei metodi e delle ripartizioni che possono andare incontro alle esigenze dei cittadini; andava infatti incontro alle esigenze sociali la mia proposta di rateizzazione del tributo che, malgrado la contrarietà dell’Assessore al Bilancio, è stata recepita dal Consiglio; così come Quando è stato riscontrato nel consuntivo ciò che dicevamo rispetto al fatto che nel 2014 le famiglie erano state penalizzate per TASI e TARI.  Esiste dunque una difficoltà oggettiva. Se l’attuale atto ci consente di rientrare da questo deficit con una operazione trentennale, dobbiamo essere consapevoli che per il futuro si deve cambiare sistema”.

Cons. Stefano Olimpieri (Identità e Territorio): “l’atto è obbligatorio però va correlato in maniera diretta e organica con quello che è lo status attuale delle finanze del nostro Comune. Questi residui attivi, spalmati in trenta anni creando una posta in uscita nel bilancio, saranno una cifra fissa funzionale al rientro della somma. Rispetto ad altri Enti come il comune di Terni che ha 151 mln di euro di residui attivi. L’atto va visto dunque anche in termini politici, ovvero è la parte finale dei residui già inserita e approvata nel piano di riequilibrio decennale approvato a gennaio 2014. Con questa operazione cioè, i residui vengono definitivamente cancellati. Il Comune di Orvieto, a differenza di altri enti si trova in una situazione migliore, è un Comune pulito dal punto di vista dei residui attivi. Infatti quel piano pluriennale, tanto bistrattato e posto in atto dalla precedente amministrazione Concina, è stato da apripista a questo nuovo atto”.

Cons. Lucia Vergaglia (M5S): “la mia è una valutazione solo di metodo perché la delibera arriva in tempi stretti e quindi da approvare ‘obtorto collo’. Ritengo non particolarmente dettagliata la relazione dell’Assessore mentre in commissione abbiamo avuto altri elementi. Non ritengo giusto, infatti, presentare semplicemente un tabulato di numeri senza prendersi la responsabilità politica delle scelte attuate. Non credo che questi residui non fossero già a conoscenza della passata amministrazione e di quella attuale, sarebbe quindi auspicabile allegare un excursus storico di quello che è stato. La mia è una sollecitazione non provocatoria per gli anni futuri, allo scopo di favorire una conoscenza più ampia della materia, consapevoli che andiamo ad incidere in maniera importante per le prossime generazioni. Non è la ricerca di colpevoli ma di spiegazioni per migliorare nel futuro”.

Cons. Roberta Tardani (Forza Italia): “condivido le considerazioni fatte dai miei colleghi. Un atto tecnico che ha però implicazioni politiche importanti ed un percorso che parte dal 2009. L’entità dei residui che emerge è stata già abbondantemente epurata dalla passata Amministrazione e proseguita dall’attuale. Era evidente che in questo Comune c’è un problema di insostenibilità fiscale, quindi da questo momento è importante tenere conto di questo. Questo atto tecnico deve far sì che l’Amministrazione valuti i percorsi futuri nell’interesse della comunità tutta. Raccomando che dal momento che i 109 mila euro che verranno trovati su altri cespiti vadano monitorati. Ad esempio non credo che economizzare sui carburanti come è stato riferito sia opportuno, perché potrebbe significare la rinuncia a qualche servizio. Lo stesso dicasi sulla revisione delle tariffe dei parcheggi. Questo atto dunque richiama la necessità di alcune riflessioni per la sostenibilità della manovra”.

Cons. Andrea Taddei (PD): “l’atto è la lettura obiettiva di un percorso fatto ed è obbligato dalla norma vigente. Sicuramente il nostro Ente sta messo meglio di altri. La lettura dei dati ci fa addentrare nella realtà sociale delle famiglie e delle imprese che non hanno potuto pagare. L’orizzonte della valutazione quindi si sposta in avanti, e ci sollecita a guardare al futuro dando l’opportunità ai cittadini di tornare ad avere la disponibilità a pagarle le tasse. Occorre però agire sulle leve del lavoro e dello sviluppo. Lo sforzo va fatto cioè sulle modalità da attivare per ridare slancio e sviluppo a tutti i settori lavorativi, comparti nei quali sì c’è tanta rabbia ma c’è anche tanta volontà di ripartire. Le tasse dovrebbero essere pagate per ottenere dei servizi e anche in questo senso dobbiamo monitorare tutti i comparti dei servizi per vedere se effettivamente quello che i cittadini pagano ritorna loro in termini di servizi efficienti. Questo è quello che vorrei fosse fatto dall’Amministrazione nel ripensare formule che possano far ripartire l’economia”.

Replica Assessore Gnagnarini: “sono stato sollecitato a dare una interpretazione politica quindi non esisto a far conoscere il mio convincimento e cioè: per decenni gli Enti Locali meno virtuosi si sono retti dal punto di vista del pareggio di bilancio con delle previsioni quanto meno azzardate (se non gonfiate) tanto che la Corte dei Conti preposta al controllo di quello che fanno i Comuni, è intervenuta e continua ad intervenire, laddove i bilanci mostrano segni di non veridicità ed incongruenza.
Negli ultimi decenni, questo andazzo è stato sistemico in tutti gli Enti Locali del Paese, nel nostro Comune in maniera palese relativamente alle passate Amministrazioni. Ciascuno fa le proprie valutazione su quale sia stata più o meno virtuosa, ma il punto comunque non è questo.
Il fatto nuovo è che il legislatore ha dato luogo alla riforma dei sistemi contabili. La definizione di ‘dubbia esigibilità’ sta a significare che la somma del residuo potrà essere decurtata. Si è parlato dell’eccessivo carico fiscale che grava sui cittadini e che nessuno nega. Il nostro Comune è uno dei non tanti comuni italiani dove tutti i tributi locali sono al massimo consentito. Una scelta questa, legata alla necessità della precedente Amministrazione di mettere in equilibrio il bilancio con le aliquote al massimo, poi congelate con un piano di risanamento per evitare il default del Comune.
C’è una unica strada possibile quella di uscire con largo anticipo dallo stato di predissesto, vincoli e condizionamenti rispetto ai quali la nostra possibilità di manovra è limitata.
Ma questa è una valutazione da riprendere in sede di presentazione del bilancio. Alcune manovre relative alla rimodulazione di alcune tasse sono possibili, saranno proposte e mi auguro votate. Tra queste la rateizzazione da due a tre rate. Le sollecitazioni date dal Consiglio Comunale sono state recepite. Se continueremo a concentrarci in maniera costruttiva su quello che possiamo fare per la nostra comunità faremo un importante servizio e parteciperemo alle scelte politiche nazionali che ci coinvolgono”.

Dichiarazioni di voto, Sacripanti: “abbiamo ben chiari i vincoli del piano pluriennale e pensiamo che uscirne in anticipo sia difficile. L’atto è conseguenza di scelte politiche, perché le scelte incidono sulle tasche delle famiglie e delle imprese ormai stressate dalla crisi. Fermi restando i vincoli, sono le stesse scelte politiche di questa Amministrazione che incideranno ancora di più sulle future gestioni. La decurtazione della spesa per il carburante ad esempio potrebbe comprimere determinati servizi, meglio bloccare una ipotesi di questo tipo con coperture derivanti da poste che non blindino l’attività amministrativa. La mia sarà una astensione in attesa di conoscere quali saranno le misure politiche per risolverei problemi futuri”.
Vergaglia: “mi piacerebbe votare no. Non avrebbe senso fare una finta opposizione rispetto ad un atto che ha la sua genesi e il suo fondamento normativo. Continuo a raccomandare la massima partecipazione su atti così cogenti. A malincuore, pur con una grossa critica politica che appartiene al nostro movimento,  con senso di responsabilità, voterò a favore di questo atto”.
Olimpieri: “mi complimento con l’Assessore Gnagnarini che da qualche tempo fa lo statista. Ha detto delle cose interessanti perché in passato in tutta Italia il paradigma era quello di gonfiare i bilanci delle amministrazioni pubbliche. Questo provvedimento va nella linea giusta già messa in campo nei recenti anni della passata Amministrazione. I residui attivi puliti dalla passata e dall’attuale amministrazione (ricordiamoci che si risale al 2002) sono un risultato che va nella giusta direzione. Questo atto quindi si aggiunge, in continuità, al piano pluriennale che l’attuale Sindaco allora in veste di consigliere denigrava, così come Gnagnarini che all’epoca era semplice osservatore e commentatore della politica cittadina. E’ vero noi abbiamo messo le tasse tendenzialmente al massimo, ma l’incongruenza politica sta nell’ipocrisia della maggioranza che oggi presenta questo atto, mentre quando stava in minoranza presentava richieste di contenimento della tassazione. Mi associo alle preoccupazioni già espresse da altri: la questione del carburante va vista bene perché non tiene conto ad esempio dell’aumento del costo dei carburanti, e allora che si farebbe? Annuncio astensione”.
Tardani: “quella relativa al carburante è una previsione azzardata che vogliamo combattere. E questo Comune è stato il peggiore esempio di previsioni azzardate! Il mio gruppo si asterrà. Taddei ha parlato della creazione delle condizioni di sviluppo del territorio. Ma chi viene ad investire con le tasse al massimo? L’Assessore continua a nascondersi dietro il piano di riequilibrio, in realtà mantenendo l’equilibrio può fare comunque delle scelte con interventi a sostegno di famiglie e imprese rispetto problematiche denunciate da tempo. Ora che c’è la conoscenza dei numeri e che in bilancio di esercizio è in equilibrio e produce un avanzo, allora non ci sono più scuse. Quest’anno c’è la possibilità di vedere come l’Amministrazione intende operare a favore della comunità che governa”. (fonte ufficio stampa Comune di Orvieto)

 

 

 

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