di Fausto Cerulli
Questo adesso so del glicine,
so che era la pelle liscia
di una donna che mi
fu molto amica ed è molto morta. So che
glicine fu allora il suo
sorriso. E il glicine
ritorna a rampicareadesso
come edera su questo
muro che adesso
mi divide da me stesso.
Lei parlava di amore
glicinoso e ridevamo
come due fanciulli.
ora non ha più tempo
il tempo, lei si perde
nella nebbia del ricordo
e sotto è sole.








