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Home Politica

In Svizzera la geotermia come quella proposta a Castel Giorgio scatena un terremoto ed uno sciame sismico. Stop al progetto. Non si esclude un più grande terremoto.

Redazione by Redazione
26 Luglio 2013
in Politica, Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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di associazioni ambientaliste e comitati cittadini dell’Orvietano e della Tuscia

Ecco una ulteriore e recente prova: la geotermia presenta dei gravi rischi sismici. Che non appaiono accettabili in zone già di per sé a preoccupante sismicità come l’Alfina, l’Orvietano, il Lago di Bolsena e la Tuscia in genere. Un impianto simile a quello proposto a Castel Giorgio e Torre Alfina, definito “sicuro” dai proponenti, ha invece prodotto in Svizzera un terremoto ed uno sciame sismico tuttora in corso. Confermando l’allarme della popolazione e delle associazioni locali.

Riportiamo  dal Corriere della Sera del 21 luglio:

Il sisma ( di magnitudo 3,7) “è stato avvertito chiaramente dai cittadini di San Gallo… Le scosse si sono sentite fino a Herisau, nel Canton Appenzello Esterno. Stando al Servizio sismico svizzero, responsabile del sisma sarebbe proprio il progetto geotermico  vicino all’abitato di Sittertobel, un progetto che prevede di sfruttare il calore delle profondità terrestri. Anche per il Servizio sismologico del Politecnico federale di Zurigo c’è un «collegamento diretto» coi lavori di perforazione”.

«Nei prossimi giorni non si possono escludere altri terremoti nella regione», comunicano dal Politecnico zurighese. Insomma, tra la popolazione cresce la preoccupazione, mentre i responsabili del progetto cercano di smorzare le polemiche. I lavori, in ogni caso, sono stati interrotti.”  “Il direttore delle Aziende industriali di San Gallo, Ivo Schillig, ha spiegato alla Sonntags Zeitung, che lo scorso venerdì era stata scoperta una fuga di gas ad alta pressione nel foro di trivellazione. Per evitare pericolose fuoriuscite di gas, sono stati perciò pompati nel foro 650 metri cubi di acqua e fango. Secondo Schillig, questa misura potrebbe aver causato il terremoto”. Secondo altre fonti il terremoto si è scatenato già nel momento in cui la fuoriuscita di gas ha generato una grave depressione nel bacino geotermico sottostante.

“Non è la prima volta che in Svizzera si verificano terremoti scatenati dall’uomo: a Basilea, un progetto simile è stato abbandonato nel 2006, dopo l’erompere di fenomeni simili in una regione nella quale sussiste un certo rischio sismico. A Basilea fu misurata una scossa di 3,4 magnitudo Richter.”

Apprendiamo dal sito del SED ( Servizio Sismologico Svizzero – http://www.seismo.ethz.ch/index ) che nei due giorni successivi al primo sisma, si sono registrate 550 scosse, tutte attribuite dall’istituto sismologico svizzero all’impianto geotermico. “ Altre scosse sono prevedibili, e, secondo le stime, ci potrebbe volere più di un anno prima di tornare alla normalità.” Il servizio sismologico svizzero dichiara inoltre che: “non si esclude un più grande terremoto”.

 

Sono quindi totalmente confermate le gravi preoccupazioni espresse sul progetto di geotermia sull’Alfina dalle associazioni e dai comuni della zona, sia del versante umbro che di quello laziale. Importanti studi confermano che fenomeni simili si sviluppano anche nelle nostre zone quando si utilizzano tecnologie geotermiche simili a quelle proposte.

Le autorità svizzere, già al centro di polemiche per un grave incidente verificatosi a Basilea a causa della geotermia negli anni scorsi, con chiusura degli impianti, processi e condanne, sono evidentemente preoccupate e stanno adottando un principio di precauzione per la salute dei propri cittadini.

Fino ad ora le nostre autorità – soprattutto a livello nazionale – non sembrano particolarmente sensibili a questo principio, ma appaiono più attente ai vantaggi energetici e monetari di questa tecnologia. Diciamo che per ora il principio degli affari continua a prevalere su quello di precauzione per la salvaguardia della salute e dei beni dei propri cittadini.  Superando l’esistenza di conflitti di interesse, di rischi e di lacune che rendono questo progetto del tutto indigesto all’opinione pubblica locale. Per non parlare dei gravi rischi di avvelenamento da arsenico del bacino idro-potabile dell’Alfina e dello stesso lago di Bolsena, più volte evidenziati.  Ed i pericoli di accidentali fuoriuscite di gas, come quella avvenuta a San Gallo. Proprio nella zona di Torre Alfina ci fu qualche decina di anni fa la violenta esplosione di uno di questi pozzi geotermici, che andò avanti ad emettere gas ad alta pressione per diversi mesi avvelenando  l’aria, uccidendo gli animali e distruggendo la vegetazione di una vasta area. Le popolazioni locali non possono dimenticare.

Ma anche negli ambienti politici laziali ed umbri comincia a diffondersi un elemento di riflessione e di preoccupazione che non potrà non essere ulteriormente influenzato dai fatti di San Gallo.

 

E pensare che il 9 luglio scorso, ad Orvieto, il giovane Ministro dell’Ambiente Orlando, di fronte alle preoccupazioni espresse da un sindaco dell’orvietano per la vicenda, se la cavava con un’ infelice battuta: “Ma non scherziamo… ma non crederà anche lei che la geotermia provoca i terremoti…”

Lasciamo a voi ogni commento…

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