di Roberto Pace
Il marchio dell’Orvietana Calcio, quello storico con il leone e il riferimento al 1910, torna alla “casa madre”. La notizia è stata annunciata dall’attuale proprietario Stefano Bandecchi e successivamente ufficializzata dal Sindaco di Orvieto, Roberta Tardani. Un passaggio certamente significativo per la città e per tutto l’ambiente sportivo orvietano, anche se, in attesa di conoscere nel dettaglio gli atti che formalizzeranno il trasferimento, è ancora difficile valutarne fino in fondo la portata e le possibili conseguenze.
Sul tema interviene l’avv. Andrea Solini Colalè, legale che negli anni ha seguito l’Orvietana Calcio nelle principali questioni di giustizia sportiva e che, oggi, è fondatore e Presidente della Nuova USO ASD. «Premetto di aver appreso la notizia dagli organi di stampa e di non essere, al momento, in possesso di comunicazioni o documenti ufficiali – precisa Solini Colalè –. Per questo ogni valutazione deve necessariamente essere formulata con prudenza e con il beneficio del condizionale, almeno fino a quando non sarà possibile conoscere esattamente il contenuto dell’atto con il quale il marchio verrà trasferito».
Secondo la ricostruzione dell’avvocato, dopo l’acquisizione dell’Orvietana e il successivo cambio di denominazione societaria da Orvietana Calcio a Ternana 1925, si sarebbe proceduto anche alla registrazione formale del marchio biancorosso, sino ad allora utilizzato come segno identificativo storico della società.
«Se il percorso annunciato verrà confermato – prosegue Solini Colalè – sarà necessario comprendere innanzitutto attraverso quale atto il marchio verrà trasferito al Comune di Orvieto e, soprattutto, se nell’atto saranno previste condizioni, vincoli o specifiche destinazioni d’uso. È questo il primo elemento da conoscere prima di poter esprimere qualsiasi valutazione definitiva». Una volta acquisita la disponibilità del marchio, si aprirà infatti una seconda questione: quella relativa alle modalità attraverso le quali il Comune potrà eventualmente consentirne l’utilizzo.
«Personalmente – osserva il Presidente della Nuova USO – riterrei preferibile, ove giuridicamente percorribile, evitare una nuova cessione definitiva e mantenere il marchio nella titolarità pubblica, concedendone eventualmente l’utilizzo. Parliamo di un simbolo che appartiene alla storia calcistica della città e che, proprio per questo, merita di essere preservato nel tempo».
Quanto all’eventuale individuazione del soggetto cui consentirne l’utilizzo, per Solini Colalè sarà fondamentale adottare criteri trasparenti e coerenti con il valore storico e sportivo del simbolo.
«Dovranno essere stabiliti criteri chiari, che tengano conto dell’idoneità del soggetto richiedente, del progetto sportivo, del radicamento sul territorio e della capacità di valorizzare il marchio. Una delle possibilità potrebbe essere quella di procedere attraverso una manifestazione di interesse, valutando le eventuali proposte sulla base della qualità dei progetti presentati e delle garanzie offerte per la tutela di uno dei simboli sportivi più antichi e riconoscibili della città».
L’Avvocato invita comunque a non anticipare conclusioni: «Mi fermerei qui, perché prima occorre conoscere l’atto e capire se Bandecchi abbia previsto condizioni particolari per il trasferimento. Solo dopo sarà possibile comprendere quali siano realmente gli spazi di azione del Comune e quali procedure possano essere adottate. A mio avviso, l’eventuale utilizzo del marchio dovrebbe comunque rimanere strettamente collegato alla sua storia e alla sua funzione sportiva, evitando che un patrimonio identitario della città venga trasformato in un semplice strumento commerciale». Accanto alla vicenda del marchio, intanto, prende forma un altro progetto legato alla conservazione e alla valorizzazione della memoria calcistica orvietana.
La Nuova USO ASD e Roberto Biagioli stanno infatti valutando insieme la realizzazione di uno spazio espositivo dedicato alla storia dell’Orvietana, nel quale raccogliere e rendere visibili trofei, cimeli, fotografie, documenti e altro materiale capace di raccontare oltre un secolo di calcio biancorosso. Biagioli è proprietario dei trofei e del materiale storico acquisito prima della cessione delle quote dell’Orvietana Calcio S.r.l. e ne ha garantito in questi anni la conservazione. L’idea allo studio è quella di mettere questo patrimonio a disposizione di un progetto capace di restituirlo alla memoria collettiva della città.
«Con Roberto Biagioli – conclude Solini Colalè – stiamo valutando un progetto che possa consentire di custodire, valorizzare e soprattutto mostrare agli orvietani questo patrimonio. L’ipotesi è quella di realizzare un luogo espositivo dedicato ai trofei e alla storia dell’Orvietana all’interno del locale che dovrebbe diventare la nuova sede della Nuova USO ASD, nel centro storico di Orvieto. Sarebbe uno spazio non soltanto della nostra associazione, ma soprattutto della memoria sportiva della città: un luogo nel quale conservare e raccontare alle nuove generazioni ciò che l’Orvietana ha rappresentato dal 1910 ad oggi». Un progetto ancora in fase di definizione, dunque, ma con un obiettivo preciso: evitare che trofei, immagini e testimonianze di oltre un secolo di storia calcistica rimangano patrimonio per pochi, trasformandoli invece in una memoria accessibile e condivisa, capace di unire la storia dell’Orvietana al futuro del calcio giovanile orvietano.










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