Pubblichiamo di seguito la richiesta di rettifica corredata da un approfondimento all’articolo pubblicato ieri dal titolo: “Oltre 200 persone in piazza “per difendere Costituzione e diritti civili contro le tesi di Futuro Nazionale” relativo all’intervento di Rodolfo Ricci il quale smentisce le parole a lui attribuite specificando di seguito quanto in realtà sostenuto:
“Ho esordito ricordando una poesia di Caproni tratta da un libro dal titolo “Il conte di Kevenhueller”; la poesia dal titolo “Saggia apostrofe a tutti i caccianti” recita così: “Fermi ! Non farete mai centro; la bestia che cercate voi, voi ci siete dentro”.
Tralascio il contesto storico/immaginario della poesia che ciascuno può approfondire; mentre è decisivo quello allusivo: la bestia somiglia un po’ al tecno-fascismo che avanza coi suoi moderni e diversificati rappresentanti; in Italia come negli Usa, in Germania e in altri paesi. Ma forse è più dilatata e ampia e in qualche modo ci circonda.
Il fascismo – ho sostenuto – non ha mai brillato di luce propria, né 100 anni fa, né oggi: è sempre emerso nei momenti di crisi topica del capitalismo (che lo ha prodotto); quello di oggi, emerge nel momento apicale di crisi del capitalismo neoliberista, formazione storica specifica inauguratasi con l’assassinio di Allende nel 1973 a Santiago del Cile e diffusasi poi in tutto il pianeta in diverse forme seguendo le malsane idee di Milton Friedman ed altri.
In questo senso, il tecno-fascismo ha una sua levatrice: è il neoliberismo.
Tra l’intelligentia neoliberista e quella tecno-fascista è adesso in corso una battaglia; la prima ha da perdere le posizioni mantenute per quasi 50 anni; la seconda prova a scalzarle l’altra per assumerne le posizioni di potere utilizzando una narrazione ancora più truce di quella riassunta nell’acronimo TINA (There is no alternative) di tacheriana memoria e di fine della storia, con annesse guerre infinite; entrambe non hanno alcun interesse a modificare le ragioni sistemiche strutturali fondate sullo sfruttamento dell’umano e della natura; entrambe intendono interpretare, in maniera diversa, lo stesso modello.
Una critica seria, dal mio punto di vista, dovrebbe quindi partire da una piena autonomia da queste due bande che si confrontano; chi intende criticare gli esisti nefasti del neoliberismo e della sua crisi dovrebbe evitare in ogni modo di fungere da portatore d’acqua ad una delle due bande; ed essere in grado di sviluppare un sapere critico autonomo che raccolga il meglio che la tradizione di sinistra (non neoliberista) ha prodotto storicamente o è in grado di produrre al di là delle differenziazioni di approccio, ma mirando ad un obiettivo comune: quello del superamento di un sistema manifestamente distopico che sta distruggendo l’umanità e la natura e quella capacità di resilienza che ci ha consentito di evolvere per centinaia di migliaia di anni.
In questo senso, ho aggiunto, se deve esserci un fronte antifascista, questo fronte deve essere, al contempo, un fronte anti-neoliberista, anti-capitalista ed anti-sionista. Ed ho concluso richiamando l’attenzione sul grave pericolo rappresentato da una presunta superiorità valoriale dell’Occidente euro-atlantico rispetto agli altri popoli; perché è in esso che vi sono già tutti virus e i germi di cui si è parlato: il fascismo, il razzismo, sono forme del suprematismo bianco occidentale (antico di oltre 500 anni) che tra gli ultimi crimini ha espresso il genocidio a Gaza ed ha scatenato e sta sostenendo il massacro infinito tra ucraini e russi.
E’ questa la vasta bestia da cui dovremmo guardarci e in cui in parte siamo anche dentro. Ivi inclusa parte significativa di quella che continua ad autodefinirsi “sinistra”.
Questo è quanto ho più o meno sostenuto; credo che tutti quelli che ancora erano lì possano confermarlo.
L’unico accenno che ho fatto ai temi migratori è stato quello riferito al voto tedesco nella regione del Sachsen-Anhalt: lì il problema non è mai stata l’immigrazione, quasi inesistente, ma l’emigrazione di oltre il 20% della sua popolazione verso l’ovest della Germania a partire dalla riunificazione di inizio anni ‘90 gestita lasciando totale libertà al cosiddetto mercato e che ha prodotto declino economico e degrado sociale oggi giunto ai limiti poiché ulteriormente aggravato dalla generale crisi tedesca a causa della guerra in Ucraina.
Mi ha sorpreso dunque notare come può essere facile passare dalle facke news globali a quelle locali; non so se il riassuntino degli interventi sia frutto di sviste o di errato utilizzo di intelligenze o deficienze artificiali; o semplicemente di superficialità o mancato ascolto. Ma anche per questo è bene precisare. Ho fatto un semplice intervento politico-culturale, forse un po’ fastidioso o fuori canovaccio. E certamente discutibile, come ogni altra posizione. Suppongo che sabato prossimo 26 settembre, all’incontro di presentazione del libro di Alessandro Mulieri “Tecnomonarchi” al Bipop di Sferracavallo, si parlerà anche di questioni che hanno a che fare con quanto sopra. Aggiungo anche, per piena onestà intellettuale, che mi sono convinto a intervenire solo dopo aver visto che era presente – e che è intervenuto – il Sen. Walter Verini (importante esponente del PD umbro e nazionale) aderente a “Sinistra per Israele”, che si è distinto, più recentemente, per essere uno dei sottoscrittori della proposta di legge sull’”antisemitismo” (DDL 1722) e per aver votato a favore della proposta in Senato (DDL 1004) pur in dissenso col suo partito, che aveva deciso di astenersi.
Secondo me, seppure ogni posizione ha piena legittimità di venire espressa, lasciar cavalcare la giusta critica alla truce narrazione vannacciana a questa corrente politica è sconveniente oltre che sbagliato: una delle vette del suprematismo sta anche in questi anfratti (di sinistra). Non si può fare confusione”.










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