
“Sulla discarica de Le Crete il centrosinistra umbro ormai parla con più voci e si smentisce da solo. Da una parte c’è la consigliera regionale del Partito Democratico Letizia Michelini, che sostiene che gli uffici debbano necessariamente istruire il procedimento e che la politica non possa intervenire su situazioni amministrative già maturate. Dall’altra c’è il Partito Democratico di Orvieto, che in un comunicato stampa mette nero su bianco una posizione molto diversa dicendo ‘no’ all’ampliamento della discarica de Le Crete e chiedendo alla Regione di costruire una prospettiva alternativa per il territorio. Insomma, mentre Michelini invita tutti a rispettare il procedimento, il Pd di Orvieto chiede alla Regione di fermare politicamente l’ampliamento. Una contraddizione che dovrebbe essere chiarita innanzitutto dentro il Partito Democratico e dentro il campo largo”.
Lo dichiarano i consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza, Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc). “Ma c’è un’altra questione, ancora più importante – aggiungono – che il Pd di Orvieto pone all’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, invitandolo a fare il suo lavoro e dire finalmente alla città di Orvieto come intende impedire l’ampliamento de Le Crete. Perché la questione è molto semplice. La Dgr n. 2 del 5 gennaio 2022 della Giunta Tesei non è un’autorizzazione all’ampliamento de Le Crete, ma è solo un atto di programmazione preventivo alla realizzazione del termovalorizzatore che poi la sinistra ha bloccato.
Lo dimostra anche il fatto che oggi, nel 2026, è stato necessario presentare un progetto e avviare il relativo procedimento PAUR e sarà necessario anche avviare una conferenza dei servizi visto che prima non era stato fatto. Dunque De Luca smetta di raccontare agli umbri che l’ampliamento sarebbe già stato deciso, autorizzato e reso irreversibile dalla precedente amministrazione. Programmare non significa autorizzare. E proprio questa distinzione, che dovrebbe essere elementare per chi ha la responsabilità politica dell’assessorato all’Ambiente, sembra essere diventata improvvisamente complicata da comprendere. La stessa Amministrazione Comunale di Orvieto ha ricordato pubblicamente che l’ampliamento delle Crete non era mai stato autorizzato dalla precedente Giunta Regionale. Oggi esiste un procedimento autorizzativo, avviato a seguito dell’istanza del gestore, sul quale la Giunta Proietti dovrà assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.
Basta con la favola delle ‘mani legate’. Quando questa maggioranza ha voluto cambiare una scelta programmatoria, lo ha fatto quando hanno chiesto ad AURI di fermare il percorso relativo al termovalorizzatore. De Luca spieghi perché dovrebbe essere impossibile intervenire oggi sulla programmazione relativa alle volumetrie delle discariche. E non venga a raccontarci che la politica non può intervenire perché la stessa Giunta regionale ha dimostrato di poterlo fare eccome quando si è trattato di impugnare davanti al Tar il percorso di realizzazione dello Stadio-Clinica di Terni.
Peraltro, proprio De Luca ha costruito la propria comunicazione politica sulla promessa di un radicale cambio di paradigma. A Orvieto il 21 aprile, presentando la nuova strategia regionale sull’economia circolare, ha annunciato in pompa magna, citiamo testualmente, ‘Senza inceneritore e ulteriori ampliamenti in discarica, facciamo uscire l’Umbria dalla logica dell’emergenza dell’economia dello smaltimento per creare un ecosistema industriale dell’economia circolare’. Stranamente, mentre l’assessore prometteva di superare l’economia dello smaltimento, oggi sul tavolo lo stesso De Luca vuole ampliare la discarica Le Crete di Orvieto per 350.000 metri cubi aprendo il relativo procedimento autorizzativo. Questa è la distanza tra fare propaganda e governare. E mentre sulla prima l’assessore è bravissimo, sulla seconda ha dimostrato per l’ennesima volta di non essere in grado”.









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