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“Uno studio per la valorizzazione immobiliare dell’ex caserma Piave per raccogliere manifestazioni di interesse”

Redazione by Redazione
3 Agosto 2026
in Politica, Notizia Principale, Archivio notizie
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ORVIETO – «Uno studio per la valorizzazione immobiliare dell’ex caserma Piave su cui costruire una manifestazione di interesse rivolta al mercato e raccogliere proposte coerenti con gli obiettivi di rigenerazione urbana e sviluppo economico fissati dall’amministrazione comunale».

Dopo l’approvazione in consiglio comunale dell’integrazione del programma degli incarichi di collaborazione autonoma 2026-2028, il sindaco Roberta Tardani spiega le finalità dello studio che sarà effettuato sull’ex caserma Piave.

«La ex caserma Piave – afferma – è il principale patrimonio immobiliare pubblico della città sul cui futuro ci si interroga da anni e sul quale molto spesso, anche nell’ultima campagna elettorale, sono state avanzate da soggetti privati proposte che si sono rivelate senza fondamento. Sulla scorta di questa esperienza, come è noto, questa amministrazione negli ultimi due anni ha aperto un dialogo concreto con il Ministero dell’Interno per verificare la possibilità di un ritorno alla sua destinazione originaria, cioè quella militare. Dopo incontri e sopralluoghi tecnici, l’interlocuzione è ancora in corso. La strada non è certo priva di ostacoli, sia per l’entità dell’investimento che per la presenza di altre strutture che potrebbero essere pronte a ospitare la Scuola di Polizia ipotizzata per la ex Piave, ma è un percorso che riteniamo doveroso proseguire fino a quando ci saranno elementi su cui confrontarsi. Tuttavia – prosegue il sindaco – amministrare significa anche non limitarsi a una sola prospettiva. Nel frattempo, infatti, sono pervenute delle concrete manifestazioni di interesse che guardano a un utilizzo diverso della struttura, in particolare nei settori della cultura, della formazione e della ricerca. Si tratta di proposte coerenti con i nostri obiettivi che meritano di essere valutate con serietà, non perché rappresentino una scelta già compiuta ma perché sarebbe sciocco non approfondire opportunità che potrebbero generare sviluppo, occupazione e nuove funzioni di interesse pubblico. È proprio questo il senso dell’incarico di studio: dotare l’amministrazione degli strumenti necessari per assumere decisioni consapevoli e fondate».

«Oggi – continua – riteniamo che ci siano le condizioni per confrontarci seriamente con il mercato e in questo senso lo studio che affideremo è indispensabile per determinare quale destinazione tra quelle individuate sia realmente sostenibile dal punto di vista urbanistico ed economico, quali possano attrarre investitori, quale durata possa consentire il recupero degli investimenti, quale canone sia compatibile con il valore dell’immobile e con gli obiettivi pubblici e quali siano gli strumenti amministrativi appropriati per costruire un’operazione strutturata e credibile. Una manifestazione di interesse costruita senza queste valutazioni preliminari a supporto rischierebbe di essere un esercizio puramente formale. E’ necessario quindi poter contare su dati, analisi immobiliari e finanziarie e valutazioni attuali ed oggettive, affinché qualsiasi scelta futura, sia essa il mantenimento della destinazione militare sia una diversa forma di valorizzazione, possa essere sostenuta da elementi concreti».

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