
La Castellana compie sessant’anni. Tanti ne sono trascorsi dalla prima edizione della cronoscalata di Orvieto, nata nel 1966. Quella del 2026, anno di un compleanno importante, sarà la prima senza Paolo Roselli, il “Direttore”, scomparso da pochi giorni, i cui amici e collaboratori sono già al lavoro anche per onorarne al meglio la memoria.
Restano da definire gli ultimi dettagli. È invece già delineata una speciale tre giorni intitolata “Birra e Motori”, ideata dall’Associazione Castellana in collaborazione con il comitato “Birra a Tutto Rock”, organizzatore della Festa della Birra di Sferracavallo. Come suggerisce il nome, non sarà soltanto un’occasione per stare insieme davanti a un boccale: i motori avranno uno spazio speciale. L’appuntamento è in Piazza del Popolo da giovedì 24 a sabato 26 settembre.
Un evento che, insieme ad altre iniziative ancora in fase di definizione, dimostra come la corsa di Orvieto continui a mantenere vitalità e prestigio grazie alla passione di un gruppo di amici coeso e ben organizzato.
D’altra parte, con un tracciato definito e descritto in maniera straordinaria da Carlo Burlando (scomparso nel 1991), inviato speciale della rivista Autosprint per l’edizione del 1968, non poteva essere altrimenti:
«Pittoresco, gioiello di grazia naturale che non è una salita per camosci ma un divertimento per scoiattoli, dove la guida la fa da padrona. La zona di partenza e quella prospiciente l’arrivo sono pane per chi non ha timori; la parte centrale esalta coloro che alle doti velocistiche assommano precisione e perizia di guida.»
La Castellana – scriveva Burlando – pretende “precisione e perizia”, oggi moltiplicate dall’evoluzione delle vetture e della loro componentistica.
Ciò nonostante, o forse proprio per questo, lo spettacolo continua a rinnovarsi, restando eccellente e avvincente. Magari senza più le folle oceaniche degli inizi, quando la gente aveva fame di osservare da vicino le automobili da corsa e tornare a casa con nelle orecchie il rombo, quasi da sogno, dei motori termici a scarico libero.
È comprensibile che i giovani del terzo millennio fatichino a entrare in quel mondo che invece appassionava i loro coetanei di allora, ai quali bastava sentire il rumore di una vettura in prova per riempire la curva di San Giorgio, oppure seguire il camion che trasportava la Bizzarrini 5300 di Giancarlo Naddeo, alla ricerca di un piano di carico e scarico dove poter mettere le ruote a terra.
Il motorsport, a Orvieto, affonda saldamente le proprie radici. Un paio di lustri prima della Castellana c’era stato il circuito motociclistico cittadino (Piazza Cahen, viale G. Carducci, Piazza del Popolo, via della Costituente, via del Duomo, Piazza Duomo, via Postierla e ritorno a Piazza Cahen).
Più o meno negli stessi anni delle prime edizioni della Castellana arrivarono anche le gare di velocità all’Auto-Motodromo di San Brizio, nella zona del Paglia, deviando dalla Patarina. Lì, dove oggi sorge un impianto per inerti, il titolare della Scuola Guida Moderna, Sveno Troscia, aveva realizzato un’area destinata alle esercitazioni di guida, utilizzata anche per gare di kart, moto e Formula 850 assemblate dal celebre Sor Gino De Sanctis, ex pilota divenuto preparatore e costruttore di telai.
Il circuito di San Brizio era ancora privo di recinzioni. Di notte diventava il terreno di sfida dei giovani orvietani più audaci, impegnati in interminabili duelli. Le acrobazie si sprecavano, così come le corse al pronto soccorso per rimediare a qualche ferita e le successive visite alle carrozzerie della zona per riparare le automobili danneggiate.
Diversi protagonisti di quelle avventure entrarono poi a far parte dell’Associazione La Castellana, che ebbe tra i suoi fondatori Pino Bianconi, Manlio Scaletti e il dottor Fracassini. Attorno all’associazione ruotavano piloti come Rodolfo Coscioni, Antonio Barberani, Mario e Marcello Gradoli, team manager come Vittorio Palazzetti e fotografi instancabili come Giampiero Olivieri.
Da qui prende avvio la conversazione con Luciano Carboni, presidente dell’Associazione Castellana.
Hai detto il giusto. Sessant’anni costituiscono un bel traguardo che proveremo a onorare nel migliore dei modi. Siamo diventati, dopo lo stop dell’Orvietana Calcio, l’associazione sportiva più longeva della città e sentiamo ancora di più la responsabilità di portare il nome di Orvieto in giro per l’Italia. Purtroppo non avremo al nostro fianco Paolo, che tutti noi consideravamo una persona speciale. Parlo a titolo personale, ma credo di interpretare il pensiero di tutti. È stato lui a introdurmi in questo ambiente e ad alimentare la mia passione. È merito suo se è nato un gruppo diventato una vera squadra, che non lavora mai per interessi personali ma soltanto per rendere la nostra corsa sempre più bella. Nei momenti più difficili, senza la sua testardaggine, oggi non saremmo qui a parlare dell’edizione del sessantesimo. Ricordo anche che sessant’anni indicano l’età della manifestazione, non il numero delle edizioni disputate: quella del 2026 sarà infatti la 53ª.
Voi della Castellana assomigliate a un gruppo di romantici.
Forse hai ragione. Le corse in salita rappresentano uno degli ultimi rifugi del vero dilettantismo. I piloti sono tutti amatori, così come noi organizzatori. È facile capirsi quando l’obiettivo comune è il puro divertimento. Anzi, loro almeno durante la gara possono vivere la propria passione; noi, invece, la corsa spesso non riusciamo nemmeno a vederla. Per fortuna ci sono le dirette televisive che ci permettono di seguirla almeno in parte.
È un dilettantismo piuttosto costoso.
Senza dubbio. Non sta a me giudicare se quanto previsto dagli organi federali tenga conto anche delle esigenze dei giovani che vogliono avvicinarsi a questo sport. Di certo i costi non sono una novità. A questo si aggiunge il tema della sicurezza, giustamente sempre più centrale, che comporta inevitabilmente un aumento delle spese.
Dell’abbinamento con gli amici di Birra a Tutto Rock cosa ci racconti?
Da alcuni anni stiamo cercando la formula giusta per riportare la Castellana nel cuore del centro storico. Nelle prime edizioni verifiche sportive e tecniche si svolgevano proprio tra Piazza Cahen e Piazza Marconi. Qualcosa si è mosso con l’apertura delle finali nazionali TIVM in Piazza Duomo e al Palazzo del Capitano del Popolo, ma vogliamo fare ancora di più. L’amministrazione comunale è un partner importante che ci sostiene con risorse fondamentali. “Birra e Motori” rappresenta un altro passo in questa direzione. Speriamo di aver trovato la formula giusta.
Fai mente locale. Dimentichi qualcosa?
Certo. Non ho ancora parlato del 12 settembre, la data scelta per celebrare ufficialmente il sessantesimo anniversario. Ci ritroveremo al Palazzo dei Sette, in Corso Cavour, insieme a tutti i piloti orvietani che hanno preso parte alla Castellana dal 1966 a oggi. Con loro ci saranno anche i commissari e tutte quelle figure che, negli anni, hanno contribuito alla buona riuscita della nostra corsa.









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