
Orvieto, 19 settembre – ore 10.30, Teatro del Carmine
Di cosa ha bisogno oggi una comunità per stare bene? E come possiamo costruire risposte capaci di intercettare i bisogni delle persone, anche quelli che più spesso restano invisibili?
Sono domande che è necessario affrontare in una fase in cui il welfare pubblico attraversa una progressiva contrazione, rendendo per molti cittadini più difficile l’accesso a servizi e opportunità fondamentali. Una condizione che rende ancora più importante tornare a discutere di welfare come responsabilità pubblica, e quindi del ruolo che istituzioni e servizi devono continuare ad avere nel garantire diritti, inclusione e qualità della vita.
Accanto a questa responsabilità, esiste però anche una dimensione comunitaria: il welfare è fatto di prossimità, relazioni, volontariato, associazionismo e partecipazione. Non per sostituire ciò che deve essere garantito dal pubblico, ma per costruire una comunità più consapevole, capace di riconoscere i propri bisogni e contribuire alla ricerca di nuove risposte.
Da queste riflessioni nasce l’incontro “Welfare di comunità – Esperienze, bisogni e nuove forme di partecipazione nel territorio orvietano”, promosso dall’Associazione NOVA, in programma venerdì 19 settembre alle ore 10.30 presso il Teatro del Carmine di Orvieto.
Sarà un momento di confronto tra esperienze e punti di vista diversi, con la partecipazione di Caritas Diocesana Orvieto-Todi, Croce Rossa – Luigi Maria Manieri, BiPop – David Proietti, Francesco Rubini Filogna, vicepresidente del Consiglio comunale di Ancona, e una rappresentanza dei genitori di Orvieto. L’incontro sarà moderato da Gilda Angelino, Associazione NOVA.
L’obiettivo è aprire uno spazio di ascolto e discussione sul presente e sul futuro del welfare nel nostro territorio, partendo dai bisogni concreti delle persone, dalle esperienze già attive e dalle possibili nuove forme di partecipazione. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza. Invitiamo cittadini, associazioni, realtà del territorio e istituzioni a partecipare e a contribuire al confronto, perché interrogarsi sul welfare significa interrogarsi sul tipo di comunità e di servizi pubblici che vogliamo costruire per il futuro.









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