
Giovedì 30 luglio il Consiglio Comunale ha approvato le tariffe della TARI per l’anno 2026 ed ha statuito che per l’anno in corso le tariffe ai cittadini orvietani non aumenteranno, anzi vi sarà una minima diminuzione rispetto all’anno scorso per la stragrande maggior parte delle utenze.
Una scelta che il Sindaco Tardani, sostenuto dalla maggioranza di centro destra, ha messo in campo per andare incontro alle esigenze della popolazione: la genesi di questa scelta deriva dalla delibera di assestamento di bilancio – approvato nel giugno scorso – con la quale è stata impegnata la cifra di 300.000 al fine di sterilizzare l’aumento della TARI disposto dall’AURI (Autorità che impone le tariffe ai singoli Comuni). Quella delibera che ha liberato le risorse per impedire l’aumento delle tariffe è stata votata solo dai gruppi consiliari del centro destra mentre, senza motivo e solo per partito preso, l’opposizione – in primis il PD – ha votato contro.
E’ un fatto incontestabile che Orvieto sia l’unico Comune della Provincia di Terni a non aumentare le bollette della raccolta rifiuti e ciò grazie ad una oculata e positiva gestione dei conti pubblici che permette di avere disponibilità finanziarie da impegnare in favore di famiglie ed imprese. Le scelte politiche dell’Amministrazione Tardani hanno permesso di andare in controtendenza rispetto agli aumenti che tutti gli altri Comuni della Provincia dovranno imporre ai loro cittadini, ma queste scelte sono anche e soprattutto in controtendenza rispetto alle scelte folli e anti sociali che la sinistra che governa l’Umbria ha imposto ai cittadini, a partire dall’aumento dell’addizionale IRPEF per un importo complessivo di 250 milioni di euro. Ecco, dinnanzi a questi due modi totalmente diversi nel fare scelte politiche sta tutta la differenza tra il centro destra e la sinistra.
Gruppo Consiliare CIVITAS









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