ORVIETO – L’assessore all’Ambiente, Andrea Sacripanti, ha diffuso il testo della replica all’interrogazione a risposta scritta in merito alla posizione dell’amministrazione comunale sul progetto di parco eolico Phobos e iniziative a tutela del paesaggio orvietano presentata dai gruppi consiliari di minoranza.
«L’interrogazione – si legge nella risposta – offre l’occasione per ribadire l’azione che il Comune di Orvieto ha portato avanti in questi anni sul progetto del parco eolico denominato “Phobos”, evitando le ricostruzioni parziali contenute nell’atto e soprattutto sgombrando il campo dagli interrogativi superati dai fatti che rischiano di non rappresentare fedelmente l’attività amministrativa svolta. L’amministrazione comunale ha infatti assunto, fin dall’avvio del procedimento autorizzativo, una posizione chiara e coerente, fondata sulla tutela del paesaggio, del patrimonio storico-culturale, dell’identità del territorio e delle sue principali vocazioni economiche, nella piena consapevolezza che la transizione energetica costituisce un obiettivo fondamentale da perseguire però nel rispetto delle caratteristiche dei territori e del necessario e trasparente confronto con le comunità locali.
Questa posizione non è mai rimasta confinata alle dichiarazioni politiche, ma si è tradotta in una costante attività amministrativa e istituzionale. Il Comune di Orvieto ha espresso in ogni sede la propria contrarietà al progetto “Phobos” nelle modalità e nelle dimensioni proposte, ritenendolo incompatibile con il paesaggio, con il patrimonio storico e culturale e con il modello di sviluppo del territorio. Tale posizione è stata rappresentata agli Enti competenti attraverso gli atti amministrativi prodotti nel corso del procedimento, nelle Conferenze dei servizi, nelle interlocuzioni istituzionali e anche nelle sedi giudiziarie in cui è stato chiamato a sostenere le legittime richieste dei cittadini e a far valere il diritto di una comunità a pronunciarsi su progetti che impattano in maniera così forte sul territorio».
«Vogliamo evidenziare – prosegue ancora – anche la franca e proficua collaborazione con la Regione Umbria alla quale il Comune di Orvieto ha presentato una formale istanza affinché venisse esercitato il potere di riesame in autotutela dell’autorizzazione unica formatasi per effetto del silenzio-assenso, ritenendo che l’ultima sentenza del Tar lasciasse ancora esercitabile la possibilità per la Regione stessa di rivalutare il procedimento sotto il profilo dell’interesse pubblico. L’iniziativa del Comune è stata accolta dalla Regione Umbria che ha deliberato l’avvio del procedimento di riesame in autotutela dell’autorizzazione unica, riconoscendo la necessità di verificare nuovamente la legittimità e l’interesse pubblico alla realizzazione dell’impianto.
Ci auguriamo che ora la Regione porti avanti con coraggio e determinazione questa scelta che abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere. Sul tema, inoltre, si sono svolti nel tempo numerosi momenti di confronto, anche pubblico, con associazioni, comitati e cittadini insieme ai quali sono state costruite e condivise le azioni da portare avanti a livello istituzionale, amministrativo e giudiziario. Da questo costante e permanente tavolo è emersa anche l’ultima recente azione messa in campo in ordine di tempo. Il Comune di Orvieto, insieme alle amministrazioni di Castel Giorgio e Castel Viscardo, ha infatti affidato a un pool di professionisti la predisposizione di un vincolo paesaggistico sull’Altopiano dell’Alfina. Abbiamo avuto già degli incontri nell’ambito della competente commissione istituita presso la Regione e stiamo definendo in questi giorni la proposta che sarà discussa in una riunione convocata per il prossimo 3 agosto. Abbiamo anche dato mandato di predisporre un reclamo alla Commissione europea volto a evidenziare le criticità derivanti dal perfezionamento dell’autorizzazione mediante il meccanismo del silenzio-assenso. Si tratta di iniziative che confermano la linea d’azione continua e coerente portata avanti dall’Amministrazione Comunale e orientata esclusivamente alla tutela del paesaggio e agli interessi della comunità orvietana».










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