
Partito Democratico, Proposta Civica e Gruppo Misto presentano un’interrogazione a risposta scritta per chiedere chiarezza alla Sindaca Tardani. “Difendere il territorio non è solo una questione ambientale, ma un dovere culturale e politico”. Di seguito il testo:
Premesso che :
- il progetto eolico denominato “Phobos” prevede la realizzazione di sette aerogeneratori di oltre 200 metri di altezza lungo il crinale compreso tra Castel Giorgio e Orvieto, in un’area di straordinario valore paesaggistico, ambientale e storico-culturale;
- nelle scorse settimane il dibattito pubblico sul progetto si è intensificato a seguito della sentenza del TAR che ha annullato il precedente parere negativo della Regione Umbria;
- l’Assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca ha dichiarato pubblicamente la volontà della Regione di mettere in campo ogni iniziativa possibile per contrastare la realizzazione dell’impianto;
- numerosi cittadini, associazioni, comitati e operatori economici del territorio hanno espresso forte preoccupazione per l’impatto che un intervento di tali dimensioni potrebbe produrre sul paesaggio, sull’attrattività turistica e sull’identità del comprensorio orvietano;
- la transizione energetica rappresenta un obiettivo imprescindibile, ma non può essere perseguita senza una seria valutazione degli effetti prodotti sui territori e senza il coinvolgimento delle comunità locali;
Considerato che
- il paesaggio costituisce una delle principali risorse economiche, culturali e identitarie del territorio orvietano;
- il Comune di Orvieto ha il dovere politico e istituzionale di rappresentare e difendere gli interessi della comunità amministrata;
- su una questione così rilevante non è più accettabile alcuna ambiguità o posizione attendista da parte dell’Amministrazione comunale;
Si chiede di sapere
- se la Sindaca intenda assumere una posizione pubblica e inequivocabile di opposizione al progetto presso il Governo, i Ministeri competenti e tutti gli Enti coinvolti nel procedimento autorizzativo;
- per quale ragione, a fronte delle prese di posizione della Regione Umbria, delle associazioni e di ampie fasce della cittadinanza, l’Amministrazione comunale non abbia ancora promosso una chiara iniziativa istituzionale a difesa del territorio e del paesaggio orvietano;
- se l’Amministrazione comunale intenda promuovere un confronto pubblico aperto e trasparente con cittadini, associazioni, categorie economiche e operatori turistici affinché la comunità possa esprimersi su una scelta destinata a incidere profondamente sul futuro del territorio;
- se sia intenzione dell’Amministrazione istituire un tavolo permanente sui temi ambientali, paesaggistici ed energetici, favorendo la partecipazione dei cittadini e delle realtà associative, con l’obiettivo di definire criteri condivisi di fattibilità per i progetti di energia rinnovabile che possano incidere in misura rilevante sul paesaggio, sulla salute pubblica, sull’economia locale e sulla qualità della vita.
La vicenda ” PHOBOS ” non riguarda soltanto una precisa presa di posizione politica che riguarda la differente sensibilità nei confronti dell’ambiente che viviamo, piuttosto un principio senza il quale è la politica stessa ad uscirne sconfitta. Tutelare il proprio territorio è prova di attaccamento alla cultura nella quale siamo cresciuti.
Non ci sfugge, così come denunciammo al tempo, che il centro-destra regionale e locale lasciarono passare nel più totale silenzio il progetto che oggi diventerebbe operativo poiché carente di quell’ attenzione dovuta dalle Istituzioni. Oggi abbiamo la speranza che si possa tornare a discuterne, ma serve la compattezza di tutte le forze politiche regionali , anche di quella parte che, distrattamente, si girò dall’altra parte. È sempre più urgente che si costituisca un tavolo che si occupi del nostro Ambiente, che monitori ogni tipo di scelte imprenditoriali che insistono sulla nostra Terra e che esigono la nostra approvazione.









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