Mercoledì 10 giugno, una delegazione di cittadini eterogenei di Orvieto Scalo ha incontrato l’Amministrazione comunale per sollecitare alcune criticità che sono state riscontrare nel quartiere, come le vie d’accesso al giardino “del fosso della badia” che attualmente è accessibile solo dal viottolo adiacente la scuola elementare; su questa questione l’amministrazione ha dato rassicurazioni che, in tempi brevi, una delle due passerelle già esistenti sarà ripristinata. Inoltre, l’attenzione si è rivolta ad una questione molto urgente per tutti i suoi abitanti: la ricerca di uno spazio di aggregazione temporaneo, in attesa del completamento del nuovo centro Cepol, nell’area del giardino “Stefano Melone”.
I lavori di riqualificazione, finanziati con i fondi del PNRR, stanno subendo un prolungamento dei tempi inizialmente previsti, dato che i lavori si sarebbero dovuti già concludere. Per evitare che questo periodo di transizione si traduca in un vuoto sociale, i giovani del quartiere hanno preso l’iniziativa, presentando una proposta concreta e strutturata per l’allestimento di una tensostruttura attrezzata.
I ragazzi hanno consegnato all’Amministraz one una vera e propria idea progettuale. La scelta della tensostruttura risponde alla necessità di trovare una soluzione sostenibile, flessibile e a basso impatto ambientale, da collocare all’interno dello stesso giardino.
Secondo il documento presentato, lo spazio temporaneo dovrà essere dotato di caratteristiche semplici ed essenziali; cioè di un unico spazio facilmente modulabile con la presenza dei servizi igienici e senza barriere architettoniche. L’obiettivo è mantenere viva l’area verde, tutelando anche gli spazi ludici già presenti (come l’area giochi e il campetto da calcio) che versano anch’essi in condizioni non ottimali data anche la mancanza di quella cura necessaria che era assicurata da chi quotidianamente prestava la sua opera di tutela, pulizia e decoro anche delle infrastrutture e trasformandola in un vero e proprio presidio di comunità contro lo spopolamento, il disordine e la microcriminalità. Il centro aggregativo ha sempre rappresentato un’anima pulsante e un collante per le famiglie e la terza età. Interrompere la vita associativa significa impoverire il territorio. L’aspetto più significativo dell’incontro risiede nell’approccio propositivo e di cittadinanza attiva dei giovani, i quali non si limitano a chiedere, ma offrono un aiuto concreto all’Amministrazione attraverso una proposta, evitando critiche sterili.
Di fatti l’associazione, o chi gestirà lo spazio, si farà carico della gestione ordinaria, della pulizia e della sorveglianza della struttura e dell’area verde circostante. Si richiede una presenza costante sul territorio, che nel quartiere ormai da anni è mancante, offrendo una possibilità di socializzazione per le famiglie.
L’incontro si è svolto in un clima di ascolto reciproco e l’Amministrazione comunale ha accolto con favore l’attivismo e la maturità dimostrata dai giovani di Orvieto Scalo. Le istituzioni hanno preso formale visione della proposta e si sono dichiarate favorevoli a verificarne la fattibilità tecnica.
I giovani restano ora in attesa di un riscontro sostanziale, pronti a collaborare attivamente con il Sindaco e gli Assessori competenti, per trasformare una difficoltà logistica in una grande opportunità di rilancio comunitario.
In conclusione, i giovani hanno rappresentato un vero e proprio “cuore che non si ferma”; un simbolo di interessamento concreto spesso difficile da trovare e, già solo per questo, meritano una risposta tempestiva e conforme da parte della amministrazione.
Ognuno di loro è stato un grande esempio: il simbolo di una sinergia fondamentale, quella tra cittadini e istituzioni, che testimonia la grande vitalità della comunità di Orvieto Scalo e il desiderio comune di valorizzare ilterritorio.










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