Il destino del centro sociale Ancescao di Orvieto Scalo, chiuso ormai da due anni, riaccende il dibattito politico sulla gestione dei grandi cantieri di rigenerazione urbana della città.
Il caso è arrivato in Consiglio Comunale tramite un’interrogazione di Beatrice Casasole (Civitas), che si è fatta portavoce della lettera aperta diffusa nei giorni scorsi dai soci del circolo e ha chiesto aggiornamenti ufficiali sullo stato di avanzamento e sui tempi di realizzazione del Cepol.
La risposta del sindaco, Roberta Tardani, non ha risparmiato critiche alle modalità della protesta, ma ha fornito scadenze e dettagli precisi sulle cause dello stallo e sulla ripresa dei lavori. “Oggi, purtroppo, le questioni vengono trattate e annunciate sui social”, ha esordito il primo cittadino. “A me non è arrivata nessuna lettera aperta: credo che se c’è un reale interesse a parlare con il sindaco, la lettera si invii ufficialmente. Tra l’altro, questo testo ha anticipato un incontro che era stato già programmato per i prossimi giorni”. “Abbiamo tutti vissuto il disagio derivante dalla chiusura del centro Ancescao, una realtà importantissima per la frazione – ha aggiunto il sindaco – Proprio per questo abbiamo scelto di destinare a quell’area un progetto di rigenerazione urbana da ben 5 milioni di euro, perché è uno snodo cruciale della città che aveva bisogno di una struttura sicura”. L’obiettivo dell’Amministrazione, ha ricordato il sindaco, è trasformare l’area in un vero e proprio hub sociale ed economico per Orvieto Scalo, trasferendovi anche tutti gli uffici dei Servizi Sociali del Comune per generare un indotto quotidiano.
In merito alle critiche sulla mancata assegnazione di uno spazio temporaneo durante i lavori, Tardani è stata categorica: “Il Comune non ha mai promesso una sede alternativa al Centro Ancescao. Fin dall’inizio abbiamo spiegato ai responsabili del circolo che sarebbe stato difficilissimo individuarla. Abbiamo effettuato verifiche anche con la Curia e con altri soggetti privati, ma non sono emerse soluzioni praticabili. Loro lo sanno perfettamente”. Il cuore del problema che blocca il Cepol riguarda i noti contrasti con la ditta appaltatrice. Un intoppo burocratico che, secondo Palazzo Comunale, è però vicino alla risoluzione.
“Definire “assordante” il silenzio dell’Amministrazione sui lavori del Cepol è assurdo, perché abbiamo spiegato in tutte le salse cosa è accaduto”, ha puntualizzato il sindaco. “È risaputo che ci sono stati problemi con l’impresa esecutrice e che ora siamo in attesa delle determinazioni del Ministero, necessarie per procedere con un nuovo affidamento. Secondo le informazioni in nostro possesso, il decreto ministeriale dovrebbe essere emanato entro il 30 giugno. Subito dopo saremo in grado di riaffidare i lavori e completare l’intervento”. “In settimana incontrerò alcuni rappresentanti del centro per fornire ulteriori aggiornamenti e confrontarci direttamente. Siamo pienamente disponibili al dialogo, convinti che guardarci negli occhi sia molto più utile che comunicare attraverso i social”.









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