Inaugurato il nuovo impianto della IGC “Basili costruzioni stradali”: dodici capolavori della storia dell’arte rivestono la struttura industriale, trasformando l’area di Fontanelle di Bardano in un simbolo di estetica e innovazione. C’è la “Notte stellata” di Van Gogh che avvolge il metallo, il “Viandante” di Friedrich che scruta l’orizzonte umbro e il tratto ribelle di Banksy che colora i volumi industriali. Succede a Orvieto, dove una torre di produzione asfalti alta 30 metri è stata trasformata in una monumentale installazione artistica.
Il progetto, presentato oggi (sabato 9 maggio, ndr) in località Fontanelle di Bardano, nasce da un’intuizione di Michele Basili, amministratore della IGC “Basili costruzioni stradali” e presidente della Sezione territoriale Orvieto di Confindustria Umbria. Quella che doveva essere una semplice pannellatura tecnica per la rifiltrazione dei vapori è diventata così una sfida culturale: integrare un sito produttivo nel paesaggio attraverso la bellezza. Sulle pareti del nuovo impianto Igc trovano così spazio 12 gigantografie di capolavori immortali: da Raffaello a Leonardo, passando per la geometria di Mondrian e l’oro di Klimt, fino all’omaggio locale a Luca Signorelli. Un connubio inedito che punta a ridefinire il concetto di “area industriale”.
“Sono un cultore del bello non solo in senso estetico, ma come valore ambientale e sociale” — ha commentato Basili, che ha preso le redini dell’azienda di famiglia due anni fa — “Volevamo dimostrare che anche una fabbrica può trasmettere armonia e rispetto per il territorio”.
Al taglio del nastro hanno partecipato i vertici delle autorità locali. L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, ha lodato l’investimento come esempio di “industria capace di dialogare con il paesaggio”, mentre la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, ha sottolineato l’importanza del segnale occupazionale: “Investire qui significa credere nelle potenzialità della nostra città”. L’opera non rappresenta solo un restyling visivo, ma il culmine di un profondo rinnovamento tecnologico dell’azienda, che oggi si propone come nuova icona produttiva (e artistica) della regione.
























