ORVIETO – Il Comune di Orvieto ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino con l’iniziativa “Dona un libro, apri una porta”. Giovedì 14 maggio, dalle 16 alle 17 al Padiglione Oval – Spazio Umbria del Lingotto, si terrà l’incontro “Lettura e biblioteche in carcere. Pratiche da promuovere, diritti da garantire”.
L’appuntamento è organizzato in collaborazione tra l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e il Centro Studi per la Scuola Pubblica ed è inserito nel programma istituzionale dedicato all’Umbria, Regione ospite d’onore della manifestazione. L’evento sarà moderato da Olimpia Bartolucci, responsabile della Sezione Biblioteche e archivi storici, Patti per la lettura, Welfare culturale della Regione Umbria, e vedrà la partecipazione di Francesca Cadeddu, Giorgio Flamini, Luisa Marquardt, Anna Grazia Stammati e di Roberto Sasso, responsabile della Nuova Biblioteca pubblica “Luigi Fumi” di Orvieto.
La riflessione è incentrata sull’importanza della lettura e delle biblioteche negli istituti penitenziari, sul valore delle reti tra istituzioni e territorio, e sul ruolo di questi servizi nei percorsi di reinserimento sociale delle persone detenute.
In questo contesto, a Torino il Comune di Orvieto porterà una delle esperienze più concrete e significative in Italia di raccordo tra biblioteca pubblica e istituto penitenziario. A partire da maggio 2025, nell’ambito della convenzione tra l’amministrazione comunale e la Direzione della Casa di reclusione di Orvieto, è stata infatti lanciata la campagna di donazioni “Dona un libro, apri una porta”. In circa due mesi, cittadini e utenti della biblioteca hanno donato ben 750 volumi, che lo scorso agosto sono stati consegnati all’istituto penitenziario per arricchire la biblioteca già attiva all’interno della struttura di via Roma.
Fra i libri raccolti, i generi più rappresentati comprendono narrativa italiana e straniera, fumetti, saggi e testi divulgativi. La catalogazione del nuovo patrimonio è affidata a due detenuti volontari che lavorano in squadra con gli operatori della Biblioteca “Fumi” e con volontari esterni, in un processo che è esso stesso strumento di inclusione e valorizzazione delle persone.
La campagna di donazioni si inserisce in un quadro progettuale più ampio. Orvieto è stato l’unico Comune dell’Umbria ad aggiudicarsi il bando nazionale del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura con il progetto “Libro, passaporto per la vita”, nell’ambito del programma “Città che legge”. Il Comune è capofila di una rete di 22 soggetti pubblici e privati e il programma prevede un vasto calendario di iniziative di promozione della lettura diffuse su tutto il territorio.
Tra le attività in programma, una particolare attenzione sarà riservata proprio alla Casa di reclusione con specifici laboratori pensati per accompagnare i detenuti in un percorso di accesso alla lettura come strumento di crescita, riscatto sociale e recupero della dignità. I laboratori partiranno dalla seconda metà di maggio 2026 in biblioteca.
«Essere presenti al Salone Internazionale del Libro di Torino con questo progetto – commenta il sindaco e assessore alla Cultura, Roberta Tardani – rappresenta per Orvieto un motivo di orgoglio ma soprattutto è la conferma delle capacità progettuali della nostra biblioteca e di un percorso serio e concreto che mette al centro la cultura come leva di inclusione. La collaborazione tra la Biblioteca “Luigi Fumi” e la Casa di reclusione dimostra infatti come la lettura possa diventare uno strumento reale di crescita personale e di reinserimento sociale e la straordinaria risposta della comunità orvietana alla campagna “Dona un libro, apri una porta” è il segnale forte di una città che partecipa, che crede nella cultura e che sa trasformarla in azioni concrete».









