
di Renato Piscini
Abbiamo bisogno di una visione che può venire solo dal mondo dei compagni di strada dei riformisti in questo amalgama di un centrosinistra confuso e non risolto. Le ultime Amministrative confermano questo status. Sono in fibrillazione i riformisti dentro il Pd, i 5 Stelle non decollano, AVS strattona ma è ingabbiato nel suo estremismo, i centristi intenti a evidenziarsi ognuno per la propria strada, arrancano. Necessita una revisione in azioni verso una visione alternativa del Paese che sia inclusiva e comprensibile ai cittadini, stanchi e stremati di questa classe dirigente insufficiente e cieca.
Costruire una alternativa significa cambiare verso dentro e fuori i partiti del cosiddetto Campo Largo, ancorato alla distinzione tra Patto Avanti e riformisti. Bisogna tornare alla commistione tra ex democristiani e socialisti e laici e progressisti in un quadro o schieramento che rappresenti la vera visione del Paese del futuro, favorendo ad ognuno il proprio ideale e ruolo, che rispecchia le anime del Paese Italia. In precedenza questo favorì
prima Prodi, poi Rutelli. Per non parlare dell’atteggiamento sulla legge elettorale.
Si abbia il coraggio di estrapolare un’alternativa a quella delle destre. Sembra quasi ci si voglia adattare a quello che accadrà con la vecchia o la nuova verso un pareggio che porterà ad un Draghi 2 o altro. I riformisti veri devono avere il coraggio di trapassare tutto questo e rifiutare la gestione degli apparati dei Dem o 5 Stelle. C’è necessità di un progetto che amalgama gli astensionisti, i giovani e i convinti dei partiti verso quel ritorno al futuro o visione di un nuovo mondo o era felice.
Volgere lo sguardo al Centro non è una bestemmia poiché gli italiani sono moderati di fondo, un qualcosa di antitetico deve accadere e a sinistra si sta sonnecchiando; occorre qualcosa tipo alla Vannacci a destra, un sussulto…a chi l’arduo ardire!








