
Il Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio di Orvieto, riunitosi lunedì 4 maggio ha approvato i risultati al 31 marzo 2026. Il primo trimestre dell’anno chiude con un utile netto pari a 2,9 milioni di euro (+23% rispetto al 31 marzo 2025).
Più nel dettaglio:
– in crescita l’utile netto a 2,9 milioni di euro rispetto ai 2,4 milioni di euro al 31 marzo 2025;
– stabile il margine di interesse, pari a 10 milioni di euro al 31 marzo 2026 rispetto ai 10,2 del 31 marzo 2025;
– lieve riduzione delle commissioni nette pari a 4,5 milioni di euro rispetto ai 4,7 milioni di euro al 31 marzo 2025 [1];
– margine di intermediazione sostanzialmente in linea, al netto delle componenti straordinarie dello scorso anno e grazie anche alla tenuta del margine di interesse, e pari a14,9 milioni di euro rispetto ai 15,7 al 31 marzo 2025;
– migliorano i costi operativi attestandosi a 10,9 milioni di euro rispetto agli 11,5 del 31 marzo 2025;
– stabili rispetto al 31 dicembre 2025, gli Impieghi netti a clientela [2] che si attestano a 1.338,3 milioni di euro al 31 marzo 2026.
– cresce la raccolta da clientela, pari a 1.815,4 milioni di euro al 31 marzo 2026 rispetto a 1.795,1 milioni di euro al 31 dicembre 2025.
– in miglioramento l’NPE ratio lordo e netto, rispettivamente all’1,65% e all’1,01% (1,71% e 1,06% al 31 dicembre 2025).
Si consolidano i coefficienti di solidità patrimoniale: Cet1/Tier1/Total Capital ratio pari al 19,59% rispetto al 18,83% al 31 dicembre 2025. In particolare, il risultato economico evidenzia:
a) margine di intermediazione pari a 14,9 milioni di euro (rispetto a 15,7 milioni di euro al 31 marzo 2025), per effetto del decremento del margine di interesse (da 10,2 milioni di euro di marzo 2025 a 10 milioni di euro al 31 marzo 2026) e delle commissioni nette (da 4,7 milioni di euro di marzo 2025 a 4,5 milioni di euro al 31 marzo 2026[3]), compensati dagli utili realizzati dall’attività di negoziazione per circa 0,6 milioni di euro (+0,5 milioni di euro rispetto a marzo 2025); in decremento anche il risultato netto dell’attività di copertura (-0,3 milioni di euro rispetto a marzo 2025) e gli utili da cessione delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva (-0,1 milioni di euro rispetto a marzo 2025) e minori svalutazioni nette delle attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (+0,1 milioni rispetto a marzo 2025);
b) riprese di valore nette per rischio di credito pari a 0,6 milioni di euro (rettifiche per 0,5 milioni di euro al 31 marzo 2025);
c) migliorano i costi operativi pari a 10,9 milioni di euro (rispetto agli 11,5 milioni di euro al 31 marzo 2025) grazie soprattutto al contenimento delle altre spese amministrative che si attestano a 4.6 milioni di euro (rispetto ai 5,3 milioni di euro del 31 marzo 2025). Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri presentano un saldo negativo pari a 0,1 milioni di euro (rispetto ad un saldo negativo di 0,6 milioni euro al 31 marzo 2025).
Da un punto di vista patrimoniale, il portafoglio titoli (comprensivo dei titoli “Hold to Collect-HTC” rientranti nella voce 40. dell’Attivo S.P. “crediti verso clientela”) ammonta a complessivi 247,2 milioni di euro rispetto a 250,5 milioni di euro al 31 dicembre 2025, costituito, prevalentemente, da titoli governativi italiani classificati nel portafoglio “FVOCI”.
Gli impieghi netti a clientela [4] passano da 1.341 milioni di euro di fine 2025 a 1.338,3 milioni di euro al 31 marzo 2026.
I crediti deteriorati verso clientela [3] presentano un valore contabile netto di 13,5 milioni di euro (rispetto a 14,2 milioni di euro a fine 2025), con un grado di copertura dei fondi rettificativi al 39,4% in aumento rispetto al 38,8% del 31 dicembre 2025. In diminuzione l’NPE ratio lordo e netto, rispettivamente, all’1,65% e all’1,01%.
In crescita dell’1,1% la Raccolta totale da clientela pari a 1.815,4 milioni di euro rispetto a 1.795,1 milioni di euro del 31 dicembre 2025.
In crescita i coefficienti di solidità patrimoniale: Cet1/Tier1/Total Capital ratio pari al 19,59% (18,83% al 31 dicembre 2025), che recepiscono il computo dell’utile netto al 31 marzo 2026 nel capitale primario di classe 1.
[1] Al netto dei rappel
[2] Al netto dei titoli di debito “HTC”
[3] Al netto dei rappel
[4] Al netto dei titoli di debito “HTC”








