Le 14.000 firme raccolte a sostegno sul territorio hanno indotto la politica a dare adeguata importanza all’evento inserendolo nella giornata di lavoro del Consiglio regionale. Questo ha fatto sì che fossero presenti: le Presidenti della Regione Stefania Proietti e dell’Assemblea Legislativa Sarah Bistocchi; il Presidente della Commissione Sanità e servizi sociali Luca Simonetti insieme a vari altri Consiglieri regionali; il Dott. Noto, Direttore Generale AUSL Umbria 2; la Dott.ssa Bernardini, Direttrice sanitaria dell’Ospedale di Orvieto.
La solennità dell’evento e la qualifica degli ospiti lascia ben sperare sulla consequenzialità degli atti rispetto agli impegni presi: ridare centralità all’Ospedale “Santa Maria della Stella”, in costante declino da circa 15 anni.
Valentino Filippetti sindaco di Parrano, Luca Cupello sindaco di Allerona e Sebastiano Caravaggi sindaco di Montegabbione hanno potuto dare voce autorevole, in quanto Autorità sanitarie locali, alla domanda di salute dei territori. Insieme alla loro presenza all’evento, piace ricordare le comunicazioni ufficialmente pervenute in particolare da parte dei sindaci Luca Profili di Bagnoregio, Luca Beraldi di Celleno e Sergio Mottura di Civitella d’Agliano e lette in quella circostanza (nonché protocollate, insieme alle altre pervenute, con le firme cartacee).
Dispiace invece segnalare le assenze “tattiche” e gli imprevisti dell’ultimo minuto: ci riesce infatti difficile pensare che fossero impegnati in qualcosa di più rilevante per il bene comune della salute pubblica dei propri cittadini.
L’incontro si è aperto con l’intervento di Emma Scanu, presidente del C.O.S.P. che ha accompagnato la consegna delle firme con l’illustrazione cartografica della posizione strategica di Orvieto: l’unico DEA di I Livello in una circonferenza di 60 kilometri di raggio a cavallo tra Umbria, Lazio e Toscana.
Ecco i principali impegni presi:
● Sul fronte della mancanza del personale ci sarà a breve l’apertura di procedure concorsuali per 20 posti di dirigente medico a tempo indeterminato riservati al presidio di Orvieto: 2 per chirurgia generale, 2 urologia, 3 ginecologia, 4 radiologia, 2 pediatria, 2 nefrologia e dialisi, 2 cardiologia, 3 medicina d’urgenza. Relativamente al comparto, è stata fatta una richiesta di 60 unità per tutta l’ASL e 30 solo per gli ospedali di Comunità, di cui 9 per Orvieto.
● Per quanto riguarda i primariati mancanti, appena verrà autorizzato il piano del fabbisogno, verranno indetti i concorsi per: Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, Ortopedia. Riguardo al primario di Cardiologia, nonostante il ricorso al TAR, l’attuale Primario sta regolarmente proseguendo nello svolgimento della sua importante attività.
● Per ciò che riguarda l’ampliamento del Pronto Soccorso, entro maggio 2026 è previsto il termine sia dell’adeguamento dei percorsi post-covid per l’individuazione primaria dedicata (intervento di circa 115.000€) sia dell’adeguamento sismico (di 7.347.000€); rimane poi da realizzare un intervento di 160.000€ per la terapia intensiva, con l’aumento di 1 posto letto ed il relativo strumentario.
● Per il punto che concerne la visione strategica, le idee di focalizzarsi sul fabbisogno reale del territorio (cioè la più alta densità di anziani dell’intera Regione e l’alta probabilità di curare vittime di incidenti stradali) lanciate della petizione del C.O.S.P. sembrano essere attuabili: ortopedia (probabilmente più sul versante della traumatologia che della protesica, dopo l’imminente arrivo del Primario di Ortopedia), ortogeriatria (con rimodulazione dei 12 posti letto di lungo degenza) ed urologia (attivazione reparto con due step di diverso livello, raggiungibili entrambi entro l’anno, anche con l’utilizzo dei 2 posti letto dedicati).
● Riguardo agli interventi per la Casa della comunità e per l’Ospedale di Comunità (8.000.000€ complessivi di finanziamento PNRR), ci è stato assicurato che la loro inaugurazione avverrà entro la prima metà del mese di giugno 2026. Si rimane inoltre in attesa di approfondire se i proventi della vendita di Palazzo Nicosia in centro a Roma di proprietà dell’Asl Umbria2 (11 milioni di euro) possano essere usati nell’ambito della sanità orvietana.
A nostro giudizio, sono stati presi impegni importanti: per forma e per contenuto, l’ascolto prestato alle nostre istanze ci fa essere fiduciosi. Come C.O.S.P., continueremo la nostra collaborazione disponibili a svolgere azioni di sussidiarietà, in co-programmazione e co-progettazione con gli enti competenti alle politiche socio sanitarie, per il bene comune della salute pubblica.
Comitato Orvietano per la Salute Pubblica Odv








