Nella giornata del 21 aprile 2026, le classi 1B e 2B del Liceo delle Scienze Umane di Orvieto hanno preso parte a un’esperienza formativa di grande valore, vivendo una giornata all’insegna dell’escursionismo e della scoperta del territorio.
La giornata è stata preceduta da un’attività introduttiva finalizzata alla divulgazione dei principi ispiratori del Club Alpino Italiano (montagna per tutti e che unisce, solidarietà e mutuo soccorso, conoscenza e tutela ambientale, volontariato, formazione e cultura, ragionevole sicurezza e sostenibilità) e delle loro interrelazioni con le Scienze Umane, attività magistralmente condotta dalla professoressa Giulia Barattolo.
Accompagnati dalle professoresse Antonella Rellini, Francesca Ariano e Paola Batalocco, gli studenti sono stati guidati con competenza e passione dal Direttore di escursione CAI Alessandro Vignoli e da Cristina Fernandez e Rosa Marina Ceino, membri volontari della sezione orvietana del CAI, in un percorso ricco di suggestioni naturalistiche e storico- culturali.
L’itinerario ha avuto come punto di partenza Palazzo Clementini e si è sviluppato attraverso diverse tappe significative, tra cui l’Anello della Rupe, l’area archeologica di Campo della Fiera e il Convento dei Cappuccini.
Un cammino che ha consentito ai ragazzi, escursionisti per un giorno, di immergersi nella natura primaverile, tra pervinche e orchidee selvatiche e di ammirare panorami di rara bellezza.
Accanto agli aspetti naturalistici, l’esperienza ha offerto l’opportunità di (ri)scoprire l’esistenza di autentici tesori del patrimonio locale, come la chiesa ipogea del Crocifisso del Tufo, la chiesa della Madonna del Velo e i resti dell’antica chiesa di Nostra Signora della Fonte, luoghi carichi di storia e spiritualità. L’esperienza ha inoltre permesso di approfondire alcune leggende locali, come quella di Floriano, legionario romano che, secondo la tradizione, avrebbe scolpito nel tufo l’immagine del Crocifisso, e quella di Livio, giovane innamorato il cui tragico suicidio avrebbe dato origine al toponimo “Salto del Livio”.
Una giornata intensa e ricca di stimoli che ha lasciato nei partecipanti non solo piacevoli ricordi ma anche una maggiore consapevolezza del patrimonio naturale e culturale del territorio, favorendo il benessere psico-fisico degli studenti, la socializzazione e l’inclusione nonché rappresentando un’importante opportunità di crescita civica.








