ORVIETOSì
sabato, 23 Maggio 2026
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio
No Result
View All Result
Orvietosì.it
No Result
View All Result
Home Politica

“Se la Piave potesse parlare…”

Redazione by Redazione
23 Aprile 2024
in Politica, Secondarie, Archivio notizie
Share on FacebookShare on Twitter


Se la ex Caserma Piave, da decenni abbandonata, privata della ragione stessa della sua esistenza e lasciata in progressivo degrado, potesse parlare, direbbe semplicemente: “Basta giochi sulla mia pelle aggrinzita dal tempo e ferita dagli uomini, fatemi tornare a vivere! Posso farlo, non sono un vuoto da riempire come capita, non sono un peso di cui liberarsi, sono una risorsa per la città, sono anche io la città!”. Un grido ormai forse disperato, ma chi, avendone animo e testa, sarà capace di ascoltarlo, sarà anche chi darà un futuro ad Orvieto ed al suo territorio, oggi a rischio di avvitamento irreversibile nella marginalità.

Come si sa, la Piave nacque negli anni trenta del secolo scorso per volontà di chi allora reggeva la città con l’idea che quello fosse un modo possibile per avere un futuro. Era appunto, in fondo come oggi, “la linea del Piave” di cui allora si aveva ancora memoria, la linea di resistenza ultima per poter ripartire. E così fu. La Piave è stata lavoro e ha dato lavoro. Da lì sono passati migliaia e migliaia di reclute, tanti sottufficiali e ufficiali, non pochi dei quali si sono fermati in città e hanno messo su famiglia. Per cinquant’anni ha fatto vivere la città e ne ha segnato il carattere, non solo economico e non tutto in positivo. Così oggi farci un giro dentro o vedere i filmati amatoriali girati furtivamente e pubblicati sulla pagina fb di “Quelli della Caserma Piave” per constatarne il degrado fa veramente male.

Quella storia da decenni è irrimediabilmente finita, e volerla riproporre oggi sotto altra forma (la scuola di polizia) ma con la stessa logica è cosa priva di fondamento e appunto di logica. Denuncia insieme impreparazione ed estraneità dal contesto, distacco dai bisogni reali, sottovalutazione della complessità dei problemi, della loro interconnessione e dunque del modo di affrontarli. Il riuso sensato di un complesso così importante è oggettivamente legato al riuso degli altri immobili nel quadro di un progetto a scala urbana.

L’iniziativa di Stefano Spagnoli va in direzione opposta. Dunque non è solo improvvisazione, è errata interpretazione dei bisogni e delle potenzialità, è ripetizione di vecchi schemi e mancanza di visione, è assenza di destino. Continua la linea Tardani del governo spot, che annuncia e non risolve. Una linea antiquata, superata dal suo stesso fallimento.

La ex Piave è una grande risorsa, una straordinaria opportunità, che però, davvero incredibilmente, è stata trasformata in problema da decenni di esercizio di una rara miopia politica trasversale, che è riuscita, negli anni duemila, nell’impresa di fermare il progetto RPO perché stava per essere realizzato (proprio così!) e, negli anni recenti, di far passare come irrealizzabile il progetto MOST senza manco verificarne la fattibilità (proprio così), forse (azzardo) perché proposto da altri.

Occorre una svolta, lo griderebbe la caserma stessa se potesse farlo. Ci deve essere perché ci può essere, se si riprende il filo interrotto di una progettualità che connette i particolari in un disegno complessivo pensato e poi attuato con metodo. C’è un patrimonio di idee a cui naturalmente si possono aggiungere altre idee e trasformarle tutte in nuova visione, ma è importante che emerga un disegno di futuro possibile su cui la comunità venga chiamata a riconoscersi e lo senta suo perché sintetizza il passato con le potenzialità e le aspirazioni del presente. La città deve ritrovare sé stessa, deve potere di nuovo credere di avere un compito, come è accaduto in qualche altro momento della sua storia in cui la sua classe dirigente si è comportata come tale. Qualcuno è chiamato a farsene interprete. Oggi c’è. Non è difficile capire chi.

Franco Raimondo Barbabella,
consigliere comunale uscente
presidente CiviciX

 

Condividi:

  • Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…

Correlati

Please login to join discussion

Ultime notizie

Cascate di colori e attestato di “Futuro infioratore” per i bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria “Gianni Rodari”

Cascate di colori e attestato di “Futuro infioratore” per i bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria “Gianni Rodari”

23 Maggio 2026

    ll Comitato Cittadino dei Quartieri ringrazia “Anteas” ODV Orvieto e la Scuola dell’Infanzia e Primaria “Gianni Rodari” dell’Istituto...

A1, regolarmente aperto il casello di Orvieto

Autostrada: chiuso per una notte il tratto Orvieto-Orte verso Roma

23 Maggio 2026

    Sulla A1 Milano-Napoli, per consentire diverse attività, tra le quali lavori di manutenzione delle barriere di sicurezza in...

Picchio & Stella: il punto di riferimento per la mobilità tra Umbria e Toscana, dalle auto alle iconiche Vespe

Picchio & Stella: il punto di riferimento per la mobilità tra Umbria e Toscana, dalle auto alle iconiche Vespe

23 Maggio 2026

  Se cerchi "la giusta risposta per ogni tua esigenza" legata alla mobilità e al lavoro, c'è un nome che...

Redazione

Orvietosì © 2002
Quotidiano d’informazione e d’opinione
Registrazione tribunale di Orvieto (TR) nr.101 del 13/11/2002 | Nr. ROC 33304

Direttore Responsabile: Sara Simonetti
Editore: Elzevira di Fabio Graziani

Contatti

Per informazioni inviare una mail a redazione@orvietosi.it

Informazioni sul trattamento
dei dati personali: Policy privacy

Seguici su Facebook

Orvietosì Facebook

Archivio storico

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza sul nostro sito web.

Puoi scoprire di più su quali cookie stiamo utilizzando o disattivarli in .

No Result
View All Result
  • Home
  • Ambiente
  • Cultura
  • Cronaca
  • Saperi&Sapori
  • Economia
  • Eventi
  • Politica
  • Sociale
  • Sponsorizzate
  • Sport
  • Territorio
    • Allerona
    • Baschi
    • Castel Giorgio
    • Castel Viscardo
    • Fabro
    • Ficulle
    • Guardea
    • Montecchio
    • Montegabbione
    • Monteleone d’Orvieto
    • Parrano
    • Porano
    • San Venanzo
  • Oltre l’orvietano
    • Acquapendente
    • Alviano
    • Amelia
    • Bolsena
    • Lugnano
    • Narni
    • Terni
    • Perugia
    • Viterbo
  • Archivio

© 2020 OrvietoSi - All right reserved

Caricamento commenti...

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.

    %d
      Orvietosì.it
      Prodotto da  GDPR Cookie Compliance
      Panoramica sulla privacy

      Questo sito Web utilizza i cookie per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web e aiutando il nostro team a capire quali sezioni del sito web trovi più interessanti e utili.

      Puoi regolare tutto le impostazioni dei cookie navigando le schede sul lato sinistro.

      Cookie strettamente necessari

      Cookie strettamente necessari devono essere abilitati in ogni momento in modo che possiamo salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.

      Cookie di terze parti

      Questo sito Web utilizza Google Analytics per raccogliere informazioni anonime come il numero di visitatori del sito e le pagine più popolari. </ P>

      Il mantenimento di questo cookie abilitato ci aiuta a migliorare il nostro sito web.

      Cookie Policy

      Maggiori informazioni sulla nostra Cookie Policy