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Home Eventi

Il presepio in terracotta di Castel Viscardo

Redazione by Redazione
10 Gennaio 2024
in Eventi, Archivio notizie
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“La vita di una volta”. Questo, in sintesi, il titolo che si potrebbe dare al presepio di Castel Viscardo. Un po’ tutti i presepi ripropongono la vita di una volta, in fin dei conti, secondo la tradizione, Gesu’ è nato sì in una grotta ma non ai giorni nostri bensì duemilaventiquattro anni fa.
Nel nostro caso è come se fosse nato qui, in questo antico feudo sulle alture, in mezzo alla gente che vi abita, in una cantinella scavata nel matile intriso di conchiglie. Gente operosa, riconoscibile nelle lavandaie che vanno al fosso o alle fontane con la “coroja” e la cesta dei panni da lavare sulla testa. Riconoscibile nella donna che va alla fonte a prendere l’acqua con la brocca sulla testa o l’altra che seduta a terra a piedi nudi prepara i fiori per l’infiorata della festa, riconoscibile nel suonatore che strimpella l’organetto, nella Gemma che, pala di legno in mano, inforna il pane nel forno rovente. Non manca nemmeno l’asino, un bell’esemplare grigiastro tenuto alla “cavezza” in cammino verso la Natività: era questo ancora negli anni Sessanta del nostro ‘Novecento l’unico mezzo di trasporto per le classi meno abbienti.
E poi le pecore, tante, in ogni anfratto perché il presepio è ambientato in una cantina che si compone di tre piccole cavità ed altri nicchiette in cui vengono svolti temi specifici. Intanto i tre Magi, inginocchiati davanti alla grotta, protendono i doni per il Bambinello. E Lui? E’ lì, a braccia aperte. Bello cicciotto, incarnato roseo e fiorito, diverso dagli altri personaggi. Già, perché Lui è di gesso, uno dei pochi realizzati con materiale diverso perché per la maggior parte le altre figure sono state fatte con l’argilla del posto, un lavoro paziente, svolto con passione nel tempo da Vera Bianchini, un’insegnante ormai in pensione, e cotti di volta in volta nelle fornaci Bernasconi e poi dipinti nel loro abbigliamento quotidiano. Il tutto è accompagnato dalla lettura dei testi scritti da Vera Bianchini e dall’adattamento musicale di Federico Fabiani. Insomma, come per la maggior parte dei Presepi, questa realizzazione è tutta da vedere. Chi fosse interessato può contattare il numero: 329 1378065. (Santina Muzi)

 

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