L’Istituto Storico Artistico Orvietano per venerdì 5 maggio alle 17.30, all’Auditorium “Gioacchino Messina” di Palazzo Coelli ha messo in calendario la conferenza dal titolo “Stato delle ricerche archeologiche in Orvieto e prospettive future” tenuta dall’archeologo orvietano Francesco Pacelli.
Pacelli, oltre al costante lavoro di supporto sul versante delle indagini scientifiche che interessano gli scavi in corso, ha pubblicato numerosi titoli su testi e riviste e che svolge una meritoria attività di divulgatore e di guida (come accade da anni nei Sotterranei della Chiesa di Sant’Andrea) ed, ovviamente, ha grandi progetti sul futuro dell’archeologia in Orvieto.
“Nella sua lezione – spiega il Presidente dell’Isao Raffaele Davanzo – Pacelli illustrerà per prima cosa la distinzione tra il concetto di scavo archeologico programmatico (di solito cadenzato annualmente, ed effettuato da istituti universitari o di ricerca scientifica) e quello relativo agli scavi di emergenza, cioè quelli normati dall’articolo 90 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che tratta delle scoperte fortuite. Questo articolo consente al Ministero della Cultura di approfondire il contenuto archeologico di quei siti che sono stati scoperti durante la sorveglianza di normali lavori di ristrutturazione di edifici.
Le nostre città, Orvieto in prima fila, sono ricche di reperti archeologici, e quando queste testimonianze vengono alla luce, purtroppo spesso rimangono sconosciute ai più, e le conseguenti relazioni trovano posto soltanto negli archivi della Soprintendenza. Per uscire da questa impasse comunicativa, la conferenza di Pacelli tratterà in anteprima dei siti archeologici scoperti negli ambiti dei cantieri in corso: che ci restituiscono la ricchezza che la città offre permettendo intanto di avere una panoramica su tutta il piano della rupe e su tutto il territorio, e che consentono poi alla ricerca scientifica di attuare su questi luoghi successivi scavi programmatici, e quindi scientifici, a carattere annuale. L’archeologo durante la sorveglianza esegue delle scoperte pionieristiche, registra novità a cadenza mensile perché i cantieri sono sempre attivi: i quali gli permettono di indagare con un occhio sempre rivolto al passato, consentendogli anche, ad esempio, di verificare scientificamente le stratigrafie incrociate. Questo sarà il contenuto principale dell’intervento di Pacelli, che conterrà anche un invito agli altri archeologi che eseguono sorveglianza ad aggiornare il pubblico sulla notevole dimensione di quello che è il quadro culturale della città sul versante archeologico, sia per oggi che per il futuro”.









