E’ in programma per mercoledì 31 maggio alle 17.30 all’Auditorium Gioacchino Messina di Palazzo Coelli, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, l’iniziativa dal titolo “Orvieto 1944: storie di impegno civile nella città in guerra”. L’evento è organizzato dall’Associazione Ex Alunni del Liceo Classico F.A. Gualterio, e dall’Associazione Luigi Barzini; con la collaborazione dell’Istituto Storico Artistico Orvietano, dell’Associazione ApertaMenteOrvieto e dell’Unitre, e con il patrocinio del Comune di Orvieto, del GAL Trasimeno-Orvietano e della Sezione Umbria dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana.
“Si ripercorreranno due momenti della vita della città nell’annus terribilis della Seconda Guerra Mondiale, quello dell’occupazione tedesca che, per Orvieto, va dall’8 settembre 1943 all’arrivo degli alleati il 14 giugno 1944. È l’occasione – spiega il presidente dell’Isao Raffaele Davanzo – per presentare la recente preziosissima pubblicazione di Roberta Galli, Missione Orma: il memoriale Brizi – L’Archivio dello Stato Maggiore dell’Esercito in Orvieto (1943-1944). Nel maggio 1943, per salvare l’Archivio dal rischio dei bombardamenti alleati su Roma, l’allora Ministero della Guerra dispose il trasferimento dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito ad Orvieto”.
“La città fu scelta sia per la vicinanza a Roma sia perché non aveva obiettivi militari di rilievo. Il trasferimento, denominato in codice Missione Orma (la sigla della centrale telefonica di Orvieto), fu effettuato in breve tempo; ma dopo l’8 settembre, per non far cadere in mano tedesca i materiali d’archivio, si decise di nasconderli nei sotterranei del Duomo. Ruolo centrale lo ebbe Giuseppe Brizi, il Regio custode dei monumenti e scavi per la zona di Orvieto, che scrisse, a memoria dell’operazione, un resoconto che è stato rinvenuto dalla Dottoressa Galli nell’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito.
Qui Brizi raccontò la fase di occultamento della documentazione, ed anche un sabotaggio degli automezzi militari che avrebbero dovuto trasportare i documenti verso la Repubblica Sociale. Perché, se i tedeschi o i repubblichini avessero avuto in mano quella documentazione, avrebbero potuto avere dei mezzi per riconoscere i militari o da portare in Germania per il lavoro coatto, o da arruolare nell’esercito di Salò. Oltre all’autrice interverranno anche Mario Squadroni, docente di archivistica presso l’Università degli Studi di Perugia, e Letizia Salvatori, direttrice dell’Archivio di Stato di Terni.
Nella seconda parte, “La coscienza di un Direttore”, si ripercorreranno le vicende di Michele Ferlito che, appunto come Direttore del carcere di Orvieto, riuscì a salvare la vita di alcuni detenuti. I suoi figli, Rita e Domenico, hanno curato il libro Di là dal muro: testimonianze di un direttore di carcere 1934-1976, che verrà presentato da Angelo Bitti, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. Modererà l’incontro Guido Barlozzetti”.









