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Home Cultura

Il Liceo Classico e delle Scienze Umane sulle ali de “La Grande Bellezza”

Redazione by Redazione
3 Giugno 2022
in Cultura, Secondarie, Archivio notizie
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La creazione delle “occasioni” genera in maniera inafferrabile ed inaspettata “αρμονία”! Salutando gli ospiti presenti, la dirigente scolastica dell’Istituto d’Istruzione Superiore Artistica Classica e Professionale di Orvieto, Cristiana Casaburo, in occasione del convegno sul tema “La Grande Bellezza”, ha ringraziato i relatori per aver offerto spunti di riflessione su quanto di più immediato c’è da dire sulla bellezza, sottolineando, tuttavia, l’evidente ineffabilità dell’espressione per una “essenza” profondamente insita nell’animo umano ed in quanto tale, difficilmente interpretabile.
La magistrale interpretazione dell’aria di “Habanera” dalla Carmen di Bizet, eseguita dalla mezzo soprano Giada Frasconi, come preludio alla serata, ha permesso che le energie profonde, emotive, che attingono al mondo ancestrale, non mediato, creassero quell’armonia  con la quale è necessario sempre aprirsi all’ascolto. La delicatezza della mediazione della professoressa Elisa Battistelli, ha consentito alla scrittrice Virginia Saba di presentare un vero e proprio “viaggio nell’anima” attraverso la sua pubblicazione “Il suono della bellezza”.

Si è parlato, infatti, con grande naturalezza, di sentimenti, di perfezione tecnica, di bellezza che la vita offre. Un nutrito pubblico e in particolar modo gli studenti presenti nell’Aula Magna del Liceo Classico “F.A. Gualterio” interloquendo con la scrittrice, si sono fatti portavoce di spunti di riflessione e curiosità verso i temi trattati. Una grande emozione hanno sicuramente suscitato le “declamationes” degli studenti del Liceo Classico e del Liceo delle Scienze Umane, sapientemente coordinati dalla professoressa Roberta Menichetti e dalla professoressa Simona Coccimiglio.

E’ bastato ascoltare i versi in lingua greca dell'”Ode del sublime” dalla voce dello studente Michele Lardani, per entrare in sintonia con lo stupore delle opposizioni che in quanto tali, creano una situazione a dir poco “eccezionale”. Senza dubbio le analisi del testo, attraverso  “Un giudizio all’ode 51 di Saffo” e le traduzioni filologiche e poetiche, proposte dalle studentesse Silvia Frizza, Marina Papini e Asia Retini non hanno che confermato la “θαύμα” di fronte a testi antichi, così lontani dalla post modernità e da  ciò che ne deriva, ma che ci permettono di ascoltare il battito del cuore, che non ha tempo, che raggiunge il primordiale ed è connaturato all’uomo. E quando la poesia si dissolve nella musica… si aggiunge arte all’arte!

La scelta di eseguire arie di Chopin, Mendelsohn e Shostakovich per accompagnare declamazioni di testi letterari ha contribuito a generare atmosfere evanescenti e surreali. Come poter parlare di καλοκἀγαθία, se non con un meraviglioso sottofondo musicale. Non a caso le studentesse Anita Crucitti e Nina Cilauro accompagnate al pianoforte dallo studente Pietro Zanetti hanno  presentato un testo sul concetto di bellezza della lingua greca, trasferendo negli ascoltatori l’enfasi della corrispondenza del concetto interscambiabile tra “bello e buono”.  Non senza riferimenti alla “Pulchritudo” come forma ingannevole di estetica, è  il testo di Ovidio narrante il “Mito di Narciso”, crudele di bellezza, di cui si è fatto portavoce lo studente Gabriele Ercolani.

Sorprendente è stato riportare alla memoria le immagini di opere d’arte bellissime come tra le altre: le faraoniche maschere funerarie, i mosaici del Duomo di Monreale, il gruppo scultoreo di Amore e Psiche. Esse hanno consentito al professor Stefano Ugolini di costruire una fiabesca narrazione in cui si scopre come l’uomo da sempre immerga se stesso in una molteplicità di contesti, creando e ricercando nell’arte una sorta di sublime, di immenso, di eterno che lo confronti tuttavia, con l’umanità e la quotidianità.

L’intervento di Frate Andrea Frigo, responsabile tra l’altro del Planetario di Amelia, ha coinvolto l’intera platea in un avvincente volo pindarico tra le bellezze dell’universo: dalla bellezza del creato alle costellazioni, dalla bellezza del micro universo alle galassie, dalle bellezze artistiche a quelle tecnologiche, fino a concludere con una riflessione sulla Bellezza dei pensieri, dei comportamenti, delle azioni e dei sentimenti che hanno visto il loro compimento nel sostantivo “Amen”. Tra le parole, le sensazioni ed i pensieri di Fra’ Andrea, hanno risuonato le terzine dantesche del Canto XXXI della Cantica del Paradiso, proposte dalla voce narrante della studentessa Giada Ciuchi.

In conclusione, è sulle note di Experience di Ludovico Einaudi proposte dallo studente Flavio Casalino che la studentessa Miriam Ravo, con magistrale brio, ha proposto l’interpretazione di “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar e di “ La bellezza salverà il mondo” tratto da l’idiota di Fedor Dostoevskij. Un pomeriggio dedicato alla cultura, alle humanae litterae… atmosfera a dir poco “magica”, “estasiante”, “saziante” da non lasciare spazio alle parole e che realizza nell’espressione “Vivere nel bello”, il suo massimo compimento.

Fonte: www.iisacp.edu.it 

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