Giovani e dipendenze: l’impegno della Regione Umbria

Dipendenza da sostanze o gioco, atteggiamenti consumistici della sessualità sganciati dalla dimensione affettiva, comportamenti di chiusura sociale ed emotiva, esasperazione dell’uso delle strumentazioni tecnologiche: sono questi i principali comportamenti a rischio che si riscontrano tra le giovani generazioni per contrastare e prevenire i quali la Regione Umbria agisce sul fronte della prevenzione con appositi programmi attivati nelle scuole e la sperimentazioni di servizi ad hoc.
“In particolare – ricorda l’assessore alla Salute e al Welfare della Regione Umbria, Luca Coletto –  le USl hanno previsto servizi per accogliere adolescenti e giovani adulti, tarati sulle loro esigenze e quindi alternativi rispetto ai percorsi abituali. Purtroppo molte attività hanno dovuto subire modifiche o interruzioni per l’emergenza covid, ma si tratta di sospensioni temporanee”.
E proprio in ambito,  è stata realizzata su iniziativa della Regione, una sperimentazione volta ad  attivare punti di risposta specifici per le diverse manifestazioni di disagio dell’età giovanile e in particolare problemi della sfera psicologica e di dipendenza, in forza della quale la Usl Umbria n. 1 ha attivato diversi punti di ascolto, mentre l’Usl Umbria n. 2 ha attivato un modello di risposta clinica alle richieste provenienti dal mondo giovanile, basata su un percorso di collaborazione e integrazione dei Servizi del Dipartimento di Salute Mentale e del Dipartimento delle Dipendenze. Sulla base degli esiti prodotti da questa prima sperimentazione, conclusa di recente, dovrà essere completato il percorso, attraverso una nuova fase sperimentale, giungendo all’implementazione di un modello di intervento completo, diffuso in tutto il territorio regionale.
“Il consumo di sostanze psicoattive è caratterizzato da cambiamenti continui e uno degli aspetti rilevati negli ultimi anni – spiega Coletto –  è l’ampliamento delle fasce d’età coinvolte, con una quota in aumento di adolescenti e giovani, anche minorenni”. Anche i ricoveri ospedalieri con diagnosi principale droga-correlata, riguardano in molti casi adolescenti e giovani adulti: in Umbria è presente un tasso più elevato di ricoveri che in Italia nella fascia 15-24 anni, con 25,6 ricoveri ogni 100.000 abitanti contro i 18,5 in Italia.
“I servizi umbri  per le dipendenze  – spiega Coletto -accolgono percentuali maggiori di giovani sotto i 24 anni di età, rispetto al passato, sia per una maggiore diffusione del fenomeno, sia per una maggiore capacità dei servizi stessi di accogliere i bisogni dei più giovani e delle loro famiglie: tra gli utenti dei servizi per le dipendenze dell’ USL Umbria 1,  questa fascia di età nel 2018 era pari al 12,3 per cento dell’utenza complessiva, nel 2019 all’11,2 per cento, nei primi 6 mesi del 2020 al 9,8 per cento. Entro questa quota, la fascia di età 14-19 anni ha visto un aumento progressivo nel periodo considerato.
Tra gli utenti dei servizi per le dipendenze dell’Usl Umbria 2, questa fascia di età nel 2018 era pari al 17,8 per cento dell’utenza complessiva, nel 2019 al 19,6 per cento, nei primi 6 mesi del 2020 al 19,5 per cento; anche in questi servizi, la fascia di età 14-19 anni ha visto un aumento progressivo nel periodo considerato”.
Per prevenire e ridurre i rischi e il danno associati al consumo di sostanze, la Regione Umbria ha attivato il “Progetto A.PR. I.RE – Azioni di PRossimità Integrate REgionali” rivolto ai contesti di divertimento giovanile, selezionando in particolare quegli eventi e contesti nei quali si preveda una elevata diffusione di sostanze psicoattive legali e illegali. Il Progetto prevede l’intervento di una Unità Mobile regionale attiva negli eventi e nei rave con alto impatto e numero di partecipanti e Unità mobili per i territori di Altotevere, Perugia, Foligno, Terni e Orvieto.

 

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